Bonaventura, il Jack nella manica di Pioli

Era il 21/10/2018 quando Giacomo Bonaventura giocava la sua ultima partita di campionato con la maglia del Milan prima di un lungo, interminabile infortunio.
Salta poi le successive 30 gare di campionato, tutte nella scorsa stagione.
Quest’estate torna, ma per il rientro in condizione bisogna aspettare: lo si rivede in campo il 26 settembre, 340 giorni dopo l’ultima volta.

Analizziamo un semplicissimo dato. L’ex Atalanta quest’anno ha giocato quattro partite da titolare: in quelle quattro partite il Milan ha raccolto 10 punti sui 12 disponibili. Unico pareggio, quello contro il Napoli. In queste stesse quattro partite, Bonaventura ha segnato due meravigliose reti: il gol del pareggio contro il Napoli, e il gol dell’1-3 a Bologna. Due gol fondamentali.

Dopo praticamente un anno di stop, Jack Bonaventura è tornato a fare quello che ha praticamente sempre fatto: migliorare il Milan. Sono tornati gli inserimenti con e senza palla, ed è tornato il suo tiro dalla distanza.
Con lui in campo, anche gli altri girano meglio.
L’asse sinistra dei rossoneri ora funziona alla grande, con Hernandez in modalità treno e Calhanoglu che sta tornando su standard accettabili. E poi, appunto, Bonaventura. A questo Milan mancava qualità, il centrocampista marchigiano la sta portando.

Oltre alla qualità, però, da Bonaventura arrivano anche intelligenza tattica, voglia di fare e, soprattutto, spirito di sacrificio. In un momento delicato, in una stagione iniziata nel peggiore dei modi, adesso Jack è ciò che serviva al Diavolo per provare a rinascere.

Due provocazioni allora ci sorgono quasi spontanee. Sono provocazioni e prendetele come tali, forse.

A fine stagione ci sarà l’Europeo, con l’Italia che dovrà affrontare da testa di serie un girone definibile quantomeno abbordabile. Durante le qualificazioni gli Azzurri hanno dimostrato veramente poche pecche, ma siamo certi che se Bonaventura continuerà così, Roberto Mancini non saprà e non potrà dirgli di no. A questa Italia un Bonaventura così sarebbe utile.

Seconda provocazione. Lo scorso anno il Milan di Gennaro Gattuso è arrivato ad un punto dal sogno Champions. Il calcio non è uno sport matematico, lungi da noi pensarlo, ma siamo quasi convinti che con un Bonaventura in più, i rossoneri quel punto lo avrebbero fatto. Nessun se e nessun ma, non si torna indietro: è una teoria, liberi di accettarla o meno.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

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