Il Bologna è giunto ormai alla terza stagione in Serie A dalla promozione del 2014/15. Dopo l’ottima salvezza raggiunta due anni fa, con Roberto Donadoni subentrato in corsa a Delio Rossi, lo scorso campionato non è stato sicuramente esaltante per i felsinei, che si sono resi protagonisti di alcune vere e proprie umiliazioni  l’1-7 in casa contro il Napoli di Sarri, la sconfitta contro il Milan in doppia inferiorità numerica, solo per citarne due. Proprio per questo, i tifosi bolognesi si aspettano una stagione diversa, in cui la squadra di mister Donadoni possa finalmente fare quel salto di qualità e togliersi magari qualche soddisfazione. Ma cosa manca affinché ciò accada?

CONTINUITÀ

In tre anni di gestione Donadoni ciò è sicuramente mancato. La squadra ha spesso affrontato buoni momenti a livello di forma e prestazioni, ma non è mai riuscita a costruire qualcosa di importante grazie ai risultati. La mancanza di continuità è dovuta anche alla natura di alcuni giocatori presenti in rosa. Basta citare Verdi e Destro, calciatori di qualità e talento che però non hanno mai raggiunto quella maturità necessaria per essere pronti a prendersi la squadra sulle spalle.

ESPERIENZA

Le campagne acquisti della società del presidente Saputo nelle ultime stagioni sono state improntate principalmente sui giovani. Molti investimenti, basti pensare a Di Francesco, hanno pagato e stanno pagando, ma soprattutto lo scorso anno si è sentita la mancanza di alcune pedine di esperienza all’interno della rosa di mister Donadoni. Palacio, Poli, Gonzalez e De Maio -alcuni degli acquisti messi a segno nell’ultima sessione di mercato – sono pronti a dimostrarlo.

IDENTITA’ TATTICA BEN DEFINITA

In questi anni di gestione Donadoni, il modulo di riferimento è stato prevalentemente il 4-3-3. Nel corso della scorsa stagione, però, sono stati sperimentate diverse varianti tattiche (4-2-3-1 o 3-5-2). Nessuna di queste ha convinto a fondo il tecnico ex Parma, che comunque non si è mai definito un dogmatico sotto questo punto di vista e forse anche per questo si perde un pochino d’identità. Una squadra tutto sommato giovane alla ricerca del salto di qualità, però, potrebbe avere bisogno di un’identità tattica ben definita e di continuità anche sotto l’aspetto tattico.

AMBIZIONE

Dopo due salvezze sostanzialmente tranquille, il Bologna deve e può provare a fare qualcosa di più. La società lo ha dimostrato a parole, ma è ora che la piazza emiliana torni a lottare per qualcosa di più importante anche nei fatti. Senza ambizione e voglia di provare a superare il solito “compitino”, è difficile che questa rosa possa arrivare a compiere quel salto di qualità.