Bologna, scomparsa la bandiera Cervellati: il comunicato del club

Stadio bologna Dall’Ara

Lutto in casa del Bologna, che perde la bandiera Cesarino Cervellati, scomparso all’età di 88 anni.

Io club rossoblù ha voluto memorarlo attraverso il seguente comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale: “All’età di 88 anni è scomparso Cesarino Cervellati, un’autentica bandiera rossoblù, 320 presenze totali con la nostra maglia: è stato uno dei più fedeli alla causa del Bologna in assoluto, quindicesimo all-time per partite giocate, una vita intera spesa con questi colori, gli unici che ha conosciuto, da giocatore e anche da allenatore, eccetto una breve parentesi da tecnico del Cesena.

Minuscolo campione fra i fedelissimi della storia rossoblù, nativo di Baricella e acquistato 16enne da Dall’Ara, debuttò a 18 anni contro la Lazio. Aveva il tocco dell’artista, vedeva il gioco e lo concludeva. Brevilinea ala destra che nel Bologna fece veramente sfracelli, in un ruolo che prima era di Biavati e dopo fu di Perani, Cesarino sfrecciava sulla fascia ed era una delizia per gli occhi dei tifosi, duettando con l’uruguayano Garcia. Realizzò 88 gol nei suoi 14 campionati bolognesi, 11° marcatore di tutti i tempi. Collezionò anche 6 meritatissime presenze con la Nazionale italiana, fra il 1951 e il 1956. Chiusa a 31 anni la carriera da calciatore, il Presidente pregò Bernardini di prenderlo come assistente, e Cervellati diventò così il fido secondo di Fuffo – che sostituì in panchina nelle convulse settimane del ’63-’64 quando il tecnico romano era squalificato per il caso doping -, di Carniglia, Viani, Pugliese e Pesaola. Negli anni ’70, a testimonianza che il Bologna era la sua vera vita, con enorme senso del dovere condusse ripetutamente la squadra a una serie di salvezze difficoltose, tappando regolarmente le falle quando la barca minacciava di affondare e poi rientrando sempre con discrezione a sovraintendere le squadre giovanili. Ad esempio, al posto di Giagnoni nel finale di stagione ’76-’77 centrò una salvezza miracolosa. Idem nel ’79, dopo le gestioni Pesaola e Perani. Venne chiamato un’ultima volta, e ovviamente non si tirò indietro, nel marzo ’83, ma a quel punto la missione era veramente impossibile e in un ambiente fuori controllo a Cesarino toccò l’ignominia di accompagnare il suo Bologna nella prima caduta in C1. E finalmente disse basta.

Tutto il Bologna Fc 1909 partecipa al dolore della famiglia e piange commosso la scomparsa di Cesarino, il piccoletto che nascondeva la palla ai più grandi, l’eterno innamorato – corrisposto – del rossoblù, l’uomo della provvidenza che nelle difficoltà diceva sempre “io ci sono””.

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