Bologna, Donadoni esclama: “Arrabbiati prima non dopo”

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Roberto Donadoni

Il Bologna analizza l’amara sconfitta subita in casa del Crotone, squadra in piena lotta per non retrocedere nella serie cadetta.

Il tecnico Roberto Donadoni, secondo quanto riportato da Il resto Del Carlino, ha commentato: “Evidentemente non sono riuscito a trasferire lagiusta mentalità alla squadra. Essere arrabbiati dopo serve a poco, bisogna essere arrabbiati prima.Quello che mi disturba – dice il tecnico bergamasco – è pensare una cosa del genere. La classifica deve essere ininfluente: devo sempre dare l’anima perchè sudo tutta la settimana per quello, poi posso giocare bene o male ma questo non ha niente a che vedere con il dare tutto o il dare solo l’80%. In termini di occasioni- aggiunge- non abbiamo concesso chissà che, ma sicuramente i primi 45 minuti non sono stati giocati per come li dovevamo interpretare, tasto su cui avevamo battuto in settimana”.

Successivamente, analizza: “Non siamo stati lucidi. Tutto questo – afferma Donadoni – mi brucia e fa rabbia così come fa rabbia ai ragazzi perchè i tifosi che hanno fatto tanta strada meritavano di più da questo punto di vista. Dopo aver lasciato fare il cross eravamo in 4 difensori, 5 con il portiere, e abbiamo lasciato tirare l’avversario liberamente. Adesso la partita di domenica diventa focale per il nostro campionato; oggi potevamo chiuderlo e invece non lo abbiamo fatto per demerito nostro”.

Infine Andrea Poli: “Noi potevamo fare meglio ed essere più cinici anche se giocare su questo campo non era facile- dice il centrocampista. Non mi trovo d’accordo con chi addossa tutte le colpe sull’allenatore. La colpa è di chi è sceso in campo: mi prendo anch’io le mie responsabilità. Potevamo fare molto meglio in termini di temperamento e di agonismo. Dobbiamo fare autocritica anche noi e prenderci le nostre responsabilità”. De Maio chiude: “Ho sbagliato io – ammette il difensore -. Mi sono fatto anticipare e lui ha trovato la zampata vincente. Indubbiamente abbiamo sbagliato il primo tempo, per quanto nella ripresa la squadra abbia dimostrato la volontà di recuperare. Adesso concentriamoci sul Verona perché non vogliamo lasciare nulla”.  

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.