Bologna, Cesar Falletti racconta: “Giocavo scalzo per strada”

Falletti

Il primo in Serie A ha evidenziato le qualità calcistiche e caratteriali del calciatore del Bologna Cesar Falletti.

Quest’ultimo, attraverso i microfoni di Gianlucadimarzio.com, ha analizzato il proprio passato: “Già a 3 anni iniziavo ad andare al campo a giocare! Ringrazierò sempre mio nonno Justino. È lui che mi ha spinto a giocare a calcio. Penso sempre a mio nonno anche se ricordo poco di lui visto che l’ho perso da piccolissimo ma non dimenticherò mai quanto mi abbia incoraggiato a fare ciò che amo. Infatti la dedica che faccio con le mani rivolte verso il cielo è per lui. Giocavo scalzo per strada coi miei amici. Da noi si faceva così, abitavo in una città non certo bellissima, ‘al campo’ si dice da noi. E anche adesso, appena posso, quando torno a casa mi ritrovo con gli stessi amici di sempre e giochiamo ancora tutti insieme”.

Idolo RiquelmeMi piaceva come giocava perché aveva tanta personalità, in campo e fuori. Io non sono così perché sono un po’ chiuso ma amo il suo modo di vedere e intendere il calcio”.

Sul Calcio ed altre passioninon so dove sarei ora… Forse per stradanon mi vedo a fare altro. A scuola andavo malissimo, il mio sogno è sempre stato questo. “Il tennis. Mi piace come sport e Federer è il mio tennista preferito. È il top. Vedo ogni sua partita. E non sarò un professionista ma con la racchetta in mano non me la cavo affatto male! Non solo, mi piace anche andare a pescare. Lo facevo spesso in Uruguay, in Italia purtroppo ancora no”.

Sul primo goal: “Che emozione il primo gol in Serie A! Ero talmente emozionato che mi sono dimenticato di fare l’esultanza dedicata a mia moglie Katherine che sta aspettando una bambinaVoglio dedicarlo a lei e a mio figlio Gianluca”.

Bologna: “Ci sono tanti giocatori forti ma c’è una sana concorrenza. Ci scherziamo spesso su. Ascolto tutti perché nello spogliatoio si impara tanto. Il mio obiettivo personale è crescere e imparare perché è il mio primo anno in A e non è stato così facile. Arrivo da un infortunio, poi ne ho avuto un altro, e voglio continuare a lavorare giorno dopo giorno e imparare tanto dai compagni. Quello che scherza di più è Torosidis, è il top! Poi, si scherza tanto anche con Crisetig. Io trascorro la maggior parte del tempo con Eric (Pulgar) e Gianca (Gonzalez) perché parliamo la stessa lingua. E il mate non manca mai”.

Ternana e l’arrivo in Italia: “segnai nel derby il gol più bello mai realizzato da quando gioco a calcio. È sempre bello segnare, figuriamoci in Serie A. Voglio continuare e farne tanti altri ma devo pensare solo a lavorare e fare meglio perché il gol arriva lavorando duro“.

Passioni Personali: non mi piace molto uscire, preferisco star a casa con mio figlio.Diciamo che sono più uno da casa. Ad esempio ora tornerò a casa e trascorrerò del tempo con lui. Poi con questo freddo mi piace ancor meno uscire”.

Fronte calciomercato: “Si parlava di diverse squadre ma ciò che volevo col mio agente era scegliere una squadra per fare bene e penso di aver fatto la scelta giusta. Mi piace ora che la sto vivendo e soprattutto adoro la società per come lavora. Sono sempre con noi e a disposizione, vogliono fare grandi cose”.

Obiettivo Russia 2018difficilissimo da raggiungere ma non impossibile. In Uruguay ci sono tanti giovani forti, è un sogno ma è un po’ lontano. Ci penso quello sì. E anche tanto. Vorrei arrivarci un giorno”. E in caso di convocazione esclama: “Vado a piedi in Uruguay!”,

 

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.