“Boban, ma che dici?”

Parliamo di Boban. Cominciamo col dire che il titolo può trarre in inganno. E può anche non farlo. Non sono qui a giudicare se quel che abbia detto Boban sia giusto o sbagliato. Il motivo è semplice. Non si può essere da una parte o dall’altra senza avere tutti gli elementi necessari, ma anche le competenze. Una cosa però è certa, qualcosa all’interno del Milan, dall’arrivo di Zvone, è cambiata.

Le parole di “Zorro” hanno scosso, e non poco, l’ambiente, o almeno la tifoseria, ma hanno molto probabilmente uno scopo ben preciso,  mettere tutti davanti alle proprie responsabilità. Gazidis, Paul Singer e perché no, anche il figlio Gordon, visto che fino ad oggi è l’unico rappresentate della proprietà rossonera a essere stato presente ogni tanto allo stadio. Parlare con Rangnick senza avvisare Boban e Maldini è stato “irrispettoso e inelegante”. Beh… visti i ruoli che ricoprono non ci sono dubbi.

La dirigenza è, da quanto possiamo capire, divisa in due. La tifoseria anche. Da una parte i Pro Boban-Maldini, i romantici diciamo, dall’altra i più pragmatici ,quelli del “serve gente esperta” non alle prime armi. Il Fair Play Finanziario, tema che tratteremo prossimamente, frena e non poco lo sviluppo rapido e il ritorno del Milan che fu. Ma Boban è stato chiaroNon pensiamo di rirovare il nostro Milan, non siamo sciocchi, e sappiamo che quello non si può replicare. Ma vorremmo riportare il club in Champions League“. Risposta lucida, trasparente e senza equivoci. Boban sa bene, come tanti tifosi, che per tornare quelli di una volta, ci sarà bisogno di tempo e anche un po’ di fortuna. Ma ciò non significa non poter costruire una squadra competitiva che possa lottare stabilmente per i primi posti, quelli che danno l’accesso al palcoscenico europeo più importante, la Champions League. E proprio la ricerca ossessiva della Champions ha forse fatto più male che bene.

Ogni anno deve essere quello giusto, salvo poi doversi confrontare con la triste realtà. Una squadra da 5°/6° posto con alti e bassi, giovane, senza esperienza e con il peso delle aspettative, senza contare il peso della maglia e San Siro, che quando spinge può essere un’arma in più, ma che quando comincia a stufarsi diventa davvero insostenibile.

A proposito di giovani. Tutti, ci siamo resi conto, che solo con i giovani non si possono pretendere risultati roboanti. Ma si sapeva. Boban dice “ci vuole il giusto mix di giovani e giocatori esperti”. Gazidis dal canto suo ha detto “non sono mai stato contro l’acquisto di giocatori d’esperienza”. Chi non la racconta giusta?

Chi vuole fare esempi, come quello dell’Atalanta, dimentica spesso, che parliamo di due realtà completamente diverse. A Bergamo ad esempio, il tifoso atalantino, non è pretenzioso come lo siamo a Milano, per una semplice ragione. Basta guardare la bacheca dei due club per capire che le esigenze, sia societarie che di tifo, non possono essere minimamente comparate. Il tutto senza nulla togliere all’Atalanta, che sta scrivendo pagine importanti della propria storia. Bisogna essere razionali, le pressioni sono diverse, i budget diversi e anche la pazienza (che a Milano è finita) di poter lavorare e dare un’impronta alla squadra senza troppe pressioni, di risultati e di prestazioni.

Elliott deve dare continuità, almeno ad un lato. O quello sportivo, prendendo un allenatore e lasciandolo lavorare non solamente per una stagione e mezza, oppure dare stabilità in dirigenza, che è forse piu importante, nella misura in cui, un direttore sportivo ha bisogno di tempo per costruire la propria squadra e smantellare quella lasciata precedentemente, come si sta cercando di fare, con molta fatica.

Boban ha detto che con Gazidis, hanno già parlato, lui e Maldini, probabilmente dopo l’intervista rilasciata dall’AD settimana scorsa. Ma mi viene una domanda allora! Perché rilasciare un’intervista, giusta nell’insieme, ma così dura e mirata? La risposta l’ho data prima. Probabilmente per stanare chi ancora oggi non si è mai fatto vedere ( né sentire), ne si è esposto in una qualsiasi maniere, a favore o contro il lavoro fatto dalla dirigenza. Ma è ormai chiaro che Gazidis sia stato nominato da Elliott come plenipotenziario. Sicuramente, come ha detto lo stesso Boban “c’è bisogno di un incontro con la proprietà”. E siamo d’accordo. Perché non si può  andare avanti a mezzo stampa. Inutile cercare fonti per sapere se i Singer siano contenti o meno.

L’accordo per l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic però, sembrava aver cambiato le carte in tavola. “Zorro” a questo proposito dice “l’ok da Londra è arrivato quasi subito”, segno che, anche dalle parti di Londra hanno capito che senza giocatori d’esperienza è difficile risalire. Per rimanere in tema “Zlatan”, Boban ha aggiunto che “bisogna muoversi da subito”, anche se sembrerebbe che lo svedese proseguirà la sua avventura in rossonero la prossima stagione.

Ma basta Zlatan? Assolutamente No. Servono almeno 2/3 innesti di giocatori esperti, che possano aiutare Ibra allo sviluppo rapido di alcuni giocatori. Romagnoli ha bisogno di un centrale in grado di farlo diventare più Leader della difesa e sistemare alcune lacune, e lo stesso discorso vale per il centrocampo, dove Kessiè non ha progredito dal suo arrivo, e dove un giovane Bennacer e un timido Paquetà, hanno bisogno di gestire alcune situazioni in modo diverso, di campo e anche extra-campo. Senza l’uomo di ruolo per insegnare certi concetti però , a questa squadra, il solo allenatore, o il solo Ibrahimovic non sono sufficenti.

Elliott ora si trova con una decisione forte da prendere. Boban-Maldini o Gazidis? Penso di conoscere la risposta ahimé, ma solo il tempo ci dirà quale strada i Singer hanno deciso di prendere.

Passione o business?

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