L’ex giocatore del Milan, Boban ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni sul futuro del calcio mondiale ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

Ha esordito parlando dell’arrivo alla Fifa”Il calcio, nonostante lo abbia commentato per anni, mi è mancato. Sarò sempre grato a Gianni (Infantino, ndr) per questa opportunità (segretario FIFA con delega al calcio, ndr) che vivo con la stessa passione di quando giocavo. Platini era l’idolo di tutti i 10 della mia generazione, è stato d’esempio anche dopo. Ma non gli si può perdonare l’assurdo “gioco economico” con Blatter: la gente non è stupida e le sue spiegazioni non reggono. Al limite, ci addolorano di più. Un sano e sincero chiarimento farebbe bene a tutti, in particolare a lui’‘.
Sul mancato arrivo di Maldini in rossonero: ”Non mi spiegherò mai perché Maldini non abbia un ruolo importante nel Milan e perché abbiano tanta paura delle sue evidenti capacità e della sua straordinaria e unica storia milanista. O forse è facile da spiegare? E poi basta ripetere “Cosa ha fatto dopo?” o “La storia costa troppo”.
Juve-Real? ”Il Real ha più classe e tecnica, ma la Juve più voglia ed è meglio tatticamente: è protetta dal suo gioco, dalla struttura solidissima. Tifo per il calcio italiano. Filosoficamente il Real è più offensivo e la Juve più attenta: differenze minime che possono essere ribaltate. Allegri ha fatto un lavoro metodico di livello assoluto, ballando tra i moduli e giocando con l’ecletismo dei suoi, per creare una squadra tra le migliori al mondo. Quelle che mi piace vedere, anche quando cambia, è che la struttura c’è sempre. E c’è anche una continua lettura della partita che altri non hanno. Era dura, visto cosa ha fatto Conte e visto che in Italia, purtroppo, non ha avuto rivali con cui misurarsi. Zidane è più difficile da decifrare, non ho visto tanto tatticamente: ma forse qua sta la sua maestria. Ha capito che non bisogna “rompere” troppo, avendo giocatori straordinari. Conosco bene Mandzukic, da giovane giocava già così a destra. Ha forza fisica, non si ferma mai. In fascia è più utile. La chiave della finale? Ce ne sono diverse, ma tatticamente può essere Marcelo: nel bene e nel male. Davanti è fantastico, ma dietro è fragile. Al Real non devi lasciare spazio, è molto meglio quando riparte, però se attacca e arrivano cross in area Ronaldo guadagna sempre quel mezzo metro. Ormai è un 9. Dybala è una gioia per gli occhi, non ha ancora sviluppato tutto il suo enorme talento: un futuro fuoriclasse. Higuain è sottovalutato, anche per colpa sua: aveva limiti caratteriali, ora è pronto per la Champions. Ma cruciale è Buffon: dà una dimensione ai compagni’‘.
Dalla Juve a Milan e Inter… ”Finché non saranno al vertice anche Milan e Inter il calcio italiano non potrà migliorare. La Juventus resta un modello calcistico mondiale: il lavoro di Agnelli è stato straordinario. Perisic è il migliore dell’Inter degli ultimi due anni. Corre, supera il terzino, è un uomo serissimo. Solo che, venendo dai Balcani, gli affibbiano l’etichetta di discontinuo: lo dicevano anche di me. Spalletti darà una struttura, certezze. Certo l’ambiente è un po’ enigmatico e la società dovrà proteggerlo. Morata o Aubameyang per il Milan? Morata fa giocare la squadra, Aubameyang è più forte, segna tanto: dipende da chi avranno accanto. Se c’è uno che apre spazi, meglio Aubameyang”.
Tornando sulla Fifa: ”Infantino capisce e adora il calcio da impazzire: con la famiglia e il lavoro, è tutta la sua vita. Viene da una famiglia umile e non dimentica mai questo valore portando rispetto a tutti, primi ministri, emiri o raccattapalle. Da ragazzo vendeva panini sui treni, mentre io già titolare nella Dinamo lavavo i bicchieri nel bar affittato dai miei. Ci troviamo negli stessi lavori. Difetti? È interista e la sua tecnica calcistica è da rivedere, ma pochi hanno tali integrità, sapere calcistico-amministrativo, facilità di comunicazione. La FIFA si è data un’organizzazione completamente diversa da quella degli irresponsabili che l’hanno infangata. Tutte le riforme sono state implementatr a dovere: si poteva riuscire soltanto con la passione e l’amore per il calcio, l’onestà e il lavoro. Ai nemici interni ed esterni piacevano buio, porte chiuse, conti non chiari e contratti scorretti. I soldi della FIFA non sono nostri, ma del calcio e nel calcio devono tornare. Pensi ai cosiddetti “etici” e a quello che prendevano. Vergognoso. Se non fosse stato per l’FBI e la polizia svizzera, la FIFA non si sarebbe mai ripulita. Non siamo la polizia, ma faremo il possibile per controllare i fondi che la FIFA distribuisce alle federazioni. Diamo 1,4-1,7 miliardi in un ciclo rispetto ai 320 milioni di prima: ogni federazione, per avere soldi, deve avere un progetto calcistico definito. Ci sarà un continuo controllo e, in caso di irregolarità, sarà punita”.
Sull’arrivo della Var”È una realtà e un grande passo in avanti, ma non sarà mai perfetta: serve ricordarlo. Certamente migliorerà l’onestà complessiva del gioco, evitando che errori grandi rovinino il risultato e quindi i destini non solo calcistici di tante persone. Non sarà ingombrante: la useremo poche volte perché gli errori gravi sono pochi e la classe arbitrale è migliorata. Un rigore o una punizione rubano più minuti di una verifica tecnologica. S8amo nelle buoni mani di Collina e Busacca: la garanzia che tutto verrà fatto con impegno e credibilità. Quelli che parlano di fluidità del gioco in pericolo non hanno elaborato che il calcio non è così fluido come si pensa. Il tempo effettivo delle partite dell’ultimo mondiale è stato di 57′-58′. Non serve fermare il cronometro come in altri sport”.
Mondiale a 48 squadre? ”Tanti dimenticano che al Mondiale non giocano le nazioni, ma le nazionali: molti hanno 16 buoni giocatori e meritano di sognare. Devo ricordarvi Costa Rica, Islanda, Galles, l’Algeria che ha messo alle corde la Germania al Mondiale? E la mia Croazia del ’98? Siamo sicuri che questo Mondiale sarà più dinamico e interessante. In gruppi da tre devi sprintare subito. Poi si va all’eliminazione diretta che dà ulteriore turbo. E tutto sarà fatto con lo stesso numero di gare e nello stesso tempo di oggi. Abbandonata idea shoot-out? I rigori sono momenti di assoluta emozione calcistica, ne sapete qualcosa tra il 1994 e il 2006: rimarranno. Anche il pari resterà: visto che abbiamo aperto alle piccole, in caso di parità nel gruppo, probabilmente deciderà il ranking che stiamo rivedendo”.
Rinunciare al fuorigioco? ”No, il calcio senza fuorigioco non sarebbe il calcio. Marco Van Basten si riferiva a un futuro lontano, ma è stato un boomerang per tutta la FIFA e per lui. Un errore di comunicazione che non si ripeterà più. Dobbiamo ricordarci sempre che il calcio è di tutti, non solo della FIFA. Certi lifting si possono fare soprattutto sul gioco effettivo: Marco lavora per proporre soluzioni. Cambierei l’uscita del calciatore sostituito: per non farlo camminare a lungo per tutto il campo, farei decidere all’arbitro dove uscire”.
Totti? ”L’addio dell’ultimo grande mohicano. Non se ne va: di lui rimangono tanti valori, non solo assist e gol bellissimi, ma i colori di una vita per una città ed un club. I tecnici italiani curano meglio degli altri i dettagli che diventano vantaggi, hanno vissuto la NBA calcistica di una volta in Italia, hanno creatività ma non perdono di vista l’equilibrio. E perché possiedono quel genio italiano che non si dà per vinto. Maradona è unico e quello che ha dato al calcio vale sempre rispetto e amore. Non lavora nella FIFA, l’amministrazione non fa per lui. Collabira come tante leggende per creare un movimento che porti i valori del calcio tra la gente. Ovvio che Diego è Diego e intorno a lui è tutto diverso. Non vogliamo giudicarlo per altre cose che non sono da esempio che sembrano lontane da questo Maradona”. Giornalismo? ”Mi manca, ma non ho tempo. Ci tornerò quando me ne andrò dalla FIFA con quell’intervista che dice che per la prima volta nella vita lavoro veramente. Pensa te…”.

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Pasquale Rosolino, 92 d'annata. Editore di Novantesimo.com. Troppo malato di calcio, se non sto scrivendo ne sto parlando e se non ne sto parlando? Sto sognando! Editor per Visit Naples.

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