La storia tra Federico Bernardeschi e la Juventus continua ad andare avanti ma nessuno ormai ne trae vantaggio da questa relazione. Il drastico calo di rendimento del giocatore bianconero è preoccupante e rischia di complicargli ulteriormente la carriera. Nel 2017 la Juventus acquistò l’esterno dalla Fiorentina e dopo 3 anni di convivenza le strade dovrebbero separarsi. Per il bene di tutti.

Bernardeschi non è mai esploso definitivamente in bianconero, tuttavia i primi due anni, specie il primo, erano trascorsi tutto sommato in maniera positiva. Il punto più alto Federico l’ha toccato nella partita di ritorno contro l’Atletico Madrid, nella famosa rimonta che ha permesso ai bianconeri di accedere ai quarti di Champions League. Anche in quegli anni ha avuto periodi meno felici ma fanno parte della carriera di un calciatore, infatti in molte altre partite Bernardeschi ha fornito il suo buon contributo permettendo alla squadra di ottenere punti importanti grazie a gol, assist e ottime prestazioni in generale.

Caso irrecuperabile, serve la cessione

Quello che è invece accaduto per tutta la scorsa stagione e l’inizio di questa è un grosso campanello d’allarme per tutto l’ambiente bianconero, che probabilmente avrebbe dovuto vendere il giocatore già nell’ultima sessione di mercato. Bernardeschi è rimasto in bianconero, la sua cessione come molte altre operazioni potrebbe esser stata più complicata anche a causa di un mercato diverso per i soliti motivi legati al Covid-19 che hanno rivoluzionato in parte il calciomercato. A gennaio altra sessione di mercato, poi arrivederci alla prossima estate. Se la cessione di Bernardeschi non dovesse arrivare tra tre mesi dovrà avvenire al termine della stagione perché, purtroppo, sembra ormai un caso irrecuperabile.

Le cause del lungo declino

Si parla naturalmente di Bernardeschi alla Juventus, in altre squadre con meno pressioni e un ambiente completamente nuovo potrebbe trovare i presupposti giusti per rilanciarsi. Presupposti che alla Juve forse sono mancati, in ogni caso è troppo tardi per recuperarli. Non c’è solo un motivo di questo lungo e per certi versi inspiegabile declino, perché le caratteristiche e qualità di Bernardeschi si sono viste più volte nel corso degli anni tra Firenze e Torino. Problemi tattici? Sicuro. Bernardeschi non ha mai trovato una vera e propria posizione in campo, è stato spostato in molti ruoli senza ottenere riscontri positivi.

Sarri nei primi giorni da allenatore juventino ha annunciato la sua volontà di voler trovare una posizione fissa per Bernardeschi senza cambiargli ruolo più volte. Un lavoro che però si è dimostrato più complicato del previsto. Prima esterno, poi trequartista e infine la sperimentazione di inserire il giocatore nel ruolo di mezz’ala. Ogni prova è stata bocciata, l’alunno è stato sempre respinto ma vanno fatti i complimenti al maestro Maurizio Sarri per aver provato a tirare fuori in ogni modo le qualità del giocatore. Non un’impresa facile ma l’impegno c’è stato. Forse più da parte dell’allenatore che del giocatore.

Fiducia persa da parte dei tifosi

A lungo Bernardeschi ha perso il posto, ogni tanto appare nella formazione titolare provocando l’ira dei tifosi juventini, pronti a criticarlo e riservargli parole poco dolci ad ogni suo errore. La mancanza di fiducia del popolo bianconero, ovvero colui che per primo dovrebbe supportare i giocatori, ha aggiunto un altro grande problema al giocatore. Per Bernardeschi sapere di essere giudicato in maniera negativa ad ogni errore è sicuramente una grande carica di responsabilità ed un peso che è diventato sempre più enorme nel corso degli ultimi mesi.

Non solo errori tecnici ma anche scelte sbagliate

Un’altra questione che evidenzia e che conferma il calo di Bernardeschi risiede nelle scelte che fa in campo. Non si tratta solo di sbagliare un passaggio oppure un gol ma tutto nasce da scelte e mosse sbagliate in principio. Ad esempio, nel finale di partita contro il Crotone, quando la Juve doveva cercare disperatamente il gol del vantaggio, Bernardeschi sull’1-1 al posto di dare seguito all’azione offensiva decide di passare la palla nella propria difesa, perdendo così il tempo per poter costruire qualcosa di pericoloso negli ultimi istanti di partita.

In questo caso quindi non si parla di un lancio troppo lungo, o di un tiro dove si prende male la palla o ancora un passaggio non preciso per il compagno. Si parla piuttosto di un errore che nasce ancor prima di fare il gesto. Non è sbagliato il passaggio in sé ma è sbagliata l’idea di fare il passaggio al compagno in difesa piuttosto di buttare palla in attacco. Mancava davvero poco alla fine, gettare palla in avanti servendo i compagni in fase offensiva sarebbe stata sicuramente una mossa più intelligente.

Esperienza negativa ma c’è il tempo per svoltare

Bernardeschi eri è entrato nel finale nella partita contro il Barcellona. Dopo non aver toccato palla per molto tempo causa il calcio di rigore che permette agli spagnoli di chiudere la partita e vincere per 2-0. Un gol che può essere decisivo soprattutto nel caso in cui la differenza reti dovesse essere il criterio determinante per decretare la prima posizione o la seconda del girone. Risulta complicato il non piazzamento di Juventus e Barcellona nelle prime due del girone.

Bernardeschi spesso è il primo ricambio offensivo o comunque un giocatore che Pirlo fa subentrare diverse volte nella ripresa. Il giocatore però non è più quel valore aggiunto come lo era anni fa. Il declino è iniziato e non si arresta e per il suo bene è meglio cambiare aria nelle prossime sessioni di mercato. Se le cause principali delle sue scarse prestazioni sono di natura tattica e psicologica, in un’altra squadra ricomincerebbe da zero e potrà rimettersi in gioco. Certo è che in ogni caso l’esperienza di “Berna” alla Juve sarà ricordata più in modo negativo che positivo, e lo stesso giocatore avrà sempre il rimpianto di non aver sfondato in una big.

Altrove potrà dire la propria, magari in una squadra dove non ha le stesse pressioni di adesso e dove avrà fin da subito una chiara collocazione in campo con ruoli precisi e adatti alle sue caratteristiche. Sicuramente le offerte ci saranno, le qualità ci sono ma adesso non riescono in alcun modo a venire fuori. Al massimo in estate, non oltre, Bernardeschi dovrà salutare la Juventus e ricominciare da capo. A quasi 27 anni il tempo per risollevare una carriera c’è.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo