Non ci saranno nomi alla Real Madrid o Manchester United, ma il girone G di questa Champions League 2017/18 non è da considerare un raggruppamento di seconda fascia, in quanto l’equilibrio presente può essere un fattore determinante di spettacolo e, perché no, da cui potrebbe uscire la mina vagante di quest’anno.

A scontrarsi per i due posti che portano agli ottavi le prime di Ligue 1 e Türkish Süper Lig e le seconde di Bundesliga e Liga NOS, il cui ordine di fascia è: il Monaco di Jardim, orfano di Kylie Mbappé, il Porto di Conceição e Aboubakar, cannoniere e protagonista lo scorso anno del Besiktas di Günes, il quale si augura un finale diverso rispetto alla scorsa stagione in questo girone G, che sarà anche palcoscenico della prima in Champions League del Lipsia di Hasenhüttl, raggiungendo una storica qualificazione al primo anno in Bundesliga. Analizziamo, dunque, le quattro forze europee che compongono il girone D.

MONACO

La compagine di Leonardo Jardim, dopo la fantastica stagione disputata lo scorso anno, in cui i francesi hanno raggiunto la semifinale della coppa dalle grandi orecchie, persa complessivamente 4-1 contro la Juventus, e vinto la Ligue 1 con 8 punti di vantaggio dal Paris Saint Germain, è pronta a ripetersi, nonostante la cessione del gioiello Mbappé proprio al PSG. Oltre all’addio del francese per la cifra shock di 180 milioni, il Monaco si è privato di Bernardo Silva e Mendy, spediti al Manchester City, Saint-Maximin, Bakayoko, Dirar, Diallo, Corentin e Germain. I loro armadietti sono stati rilevati da Keita Balde, arrivato per 30 milioni dalla Lazio e considerato l’acquisto top dei francesi insieme a Youri Tielemans, centrocampista prelevato dall’Anderlecht che, nonostante sia un classe ’96, ha già molto da dire nel panorama calcistico europeo. Inoltre, la squadra del Principato ha preso Stefan Jovetic dall’Inter, con la speranza di farlo tornare quello visto a Firenze. A questi nomi si aggiungono quello di Diakhaby, punta ex Rennes, Meïté, proveniente dal campionato belga, Benaglio, in prestito dal Wolfsburg, Kongolo, difensore prelevato per 15 milioni dal Feyenoord, oltre a Gaspar e Ghezzal, entrambi in prestito dal Lione. Anche se, il miglior acquisto dei monegaschi è l’aver trattenuto Thomas Lemar, reduce da una stagione ad altissimi livelli e cercato dai top club di tutta Europa.

Lo schema di gioco con cui il Monaco si appresta ad affrontare la stagione 2017/18 è il tipico 4-4-2 di matrice offensiva, come dimostrano i 14 gol in 4 partite di questo primo accenno di stagione, se l’essersi affermata come seconda forza europea in fatto di gol (107, ha fatto meglio solo il Barcellona a 116) non fosse già un dato rassicurante. Sicuramente i biancorossi con la cessione di Mbappé (26 gol in 44 partite lo scorso anno) hanno perso un bel numero di gol lì davanti, ma è vero anche che con l’acquisto di Keita la tecnica non manca di certo e che se Jovetic dovesse rimanere quello visto quest’estate forse nemmeno le marcature saranno un problema, visto come girano i ragazzi di Jardim.

Come ogni medaglia, però, il Monaco ha un altro lato, quello difensivo, che va rivisto se si vuole confermare quanto di buono fatto lo scorso anno: in campo europeo, infatti, si registrano 17 gol subiti in 12 partite, mentre in campionato il dato è di 31 gol per 38 partite. La voce “totale” recita 48 gol subiti in 50 partite, quasi un gol a match, non proprio gli stessi risultati di eccellenza registrati in fase offensiva. Nonostante ciò, Jardim non si priva mai dei suoi difensori Glik, Jemerson e Sidibè, oltre che di Fabinho, il quale spesso si abbassa nella linea dei difensori per dare una mano in fase di copertura. Andando oltre, si evince una fase di manovra rivolta fondamentalmente al gioco sulle due fasce, che fa scaturire numerosi 1 vs 1, passaggi filtranti e sovrapposizioni, in cui il nuovo acquisto Keita sembra calzare a pennello. Di seguito la formazione tipo dei francesi:

MONACO (4-4-2): Subasic; Jorge, Glik, Jemerson, Sidibè; Lemar, Moutinho, Fabinho, Keita; Falcao, Jovetic. All.: Jardim.

PORTO

La squadra di Conceição arriva alla prima di Champions League, in programma il 13 settembre al do Dragão, forte del secondo posto ottenuto lo scorso anno in Liga NOS e di un ottavo di finale di Champions, dove i dragões sono stati eliminati, così come il Monaco, dalla Juventus di Allegri. Quest’anno i biancoblu dovranno fare a meno di Andrè Silva, passato al Milan, il quale lo scorso anno fu decisivo per la stagione dei portoghesi, andando in rete 21 volte su 42 presenze. Il suo posto verrà preso con ogni probabilità da Vincent Aboubakar, già in grande spolvero in questo inizio di stagione. Al di fuori della punta camerunese, il Porto potrà contare su Oliver Torres, spagnolo classe ’94 acquistato per 20 milioni dall’Atletico Madrid che ha preso il posto di Ruben Neves (ceduto al Wolverhampton per 18 milioni), oltre che sugli esterni Jesus Corona e Yacine Brahimi, dotati di grande tecnica e velocità.

Sergio Conceição, vecchia conoscenza di Inter, Lazio e Parma, è al comando della squadra portoghese da 2 mesi, dopo l’addio di Espirito Santo alla panchina biancoblu e il contemporaneo saluto dell’ex calciatore alla panchina del Nantes, presa solo 6 mesi prima. Lo schema prediletto dal tecnico di Coimbra è il 4-4-2, in cui i due esterni del centrocampo sono di natura prevalentemente offensiva (BrahimiCorona calzano a pennello), mentre la coppia in mezzo è formata da un incontrista (nel caso del Porto Danilo Pereira) e un regista offensivo come Oliver Torres, che all’occorrenza può dare una mano in fase di spinta alle due punte. Di seguito la formazione tipo del club portoghese:

PORTO (4-4-2): Casillas; M. Pereira, Felipe, Marcano, Alex Telles; J. Corona, D. Pereira, Torres, Brahimi; Aboubakar, Marega. All.: Conceição.

BESIKTAS

I turchi guidati da Günes, alla sua terza stagione al comando del club più antico della Turchia, si apprestano ad affrontare questa stagione forti della vittoria, lo scorso anno, del campionato turco, nonostante l’uscita dalla Champions ai gironi (seppur perdendo solo una partita) e la seguente disfatta in Europa League in favore del Lione ai quarti. Quest’anno i bianconeri possono contare sull’appoggio di una punta di spessore europeo come Alvaro Negredo, passato in Turchia dal Valencia per 2,5 milioni di euro. Inoltre, i turchi si sono rafforzati con l’arrivo di Gary Medel dall’Inter, innesto di esperienza internazionale, che farà molto comodo a Günes, vista la partenza di Gokhan Inler alla volta di Basaksheir, col prestito oneroso di Jeremain Lens dal Sunderland e il riscatto di Caner Erkin dall’Inter, oltre che al supercolpo nel reparto arretrato, rappresentato da Pepe, svincolatosi dal Real Madrid e in cerca di fortune in quel di Istanbul. Dopo Inler, i bianconeri si sono privati di Beck, terzino passato allo Stoccarda, del difensore Rhodolfo, tornato in Brasile al Flamengo e di Marcelo, difensore centrale ceduto al Lione per 7 milioni.

Il modulo prediletto da Günes è il 4-2-3-1, i cui interpreti di riferimento sono gli esterni Ricardo Quaresma e Ryan Babel, esterni di esperienza internazionale, che in fase offensiva salgono sulla linea della punta a formare un 4-3-3 con un trequartista dietro la punta supportata dalle ali. I terzini spingono tanto, al punto da assicurare superiorità numerica in fase di spinta, ma anche discreta copertura in fase di ripiego. La mediana garantisce densità con Hutchinson e Medel, mentre Ozyakup e Arslan vestono i panni dei registi dai piedi buoni, a cui Günes non raramente dà spazio contemporaneamente per assicurare maggiore qualità.

Spesso, però, Ozyakup copre il ruolo del trequartista dietro la punta, zona del campo in cui veste i panni del classico “faro”. Quando non è il turco ad agire alle spalle del centravanti, c’è Anderson Talisca, alternativa più offensiva rispetto al compagno di squadra, tanto che alle volte, quando il brasiliano è in campo, il modulo muta in un 4-4-1-1. Come punta, lo scorso anno si alternavano Tosun e Aboubakar, sostituito quest’anno da el Tiburon Negredo. Di seguito la formazione tipo del club turco:

BESIKTAS (4-2-3-1): Fabri; Erkin, Tosic, Pepe, Adriano; Medel, Hutchinson; Babel, Ozyakup, Quaresma; Negredo. All.: Günes.

RB LIPSIA

Alla sua prima storica partecipazione in Bundesliga, la squadra guidata da Hasenhüttl ha raggiunto un incredibile secondo posto, oltre ad essere rimasta imbattuta nelle prime 13 giornate e ad aver acciuffato il primo posto per 3 giornate consecutive. Non male per una società che solo 4 anni prima militava nella RegionalLiga Nordoost, la quarta serie tedesca. I biancorossi si apprestano ad esordire in Europa, essendo entrati direttamente dalla porta principale. La squadra più odiata di Germania, che deve questa nomea alla scarsa storicità additatagli dalle tifoserie delle altre squadre tedesche, le quali accusano la società biancorossa di aver bruciato le tappe per meri fini commerciali, ha quest’anno operato un mercato improntato al miglioramento della rosa in quasi tutti i reparti. Hanno fatto il loro ingresso in squadra come nuovi acquisti Kevin Kampl (accostato anche al Milan prima di accasarsi a Lipsia) dal Bayer Leverkusen, Jean Augustin, giovanissima punta classe ’97, cresciuto nel PSG e mattatore della Nazionale francese under 21 e Bruma, ala sinistra portoghese proveniente dal Galatasaray, che ha già messo la firma in Bundesliga alla seconda presenza contro il Friburgo.

Caratterizzata da un’alta atleticità e dinamicità dei propri interpreti, il Lipsia di Hasenhüttl si schiera con un classico 4-4-2, che in fase difensiva diventa un 4-3-3, con le linee dei difensori e dei centrocampisti pronte a compattarsi per chiudere gli spazi centrali, costringendo l’avversario al gioco sulle fasce, dove viene prontamente raddoppiato fino a perdere palla. In fase di manovra, la genesi dell’azione è affidata ai piedi del portiere, il quale o scarica per il centrale difensivo o lancia in direzione delle due punte, le quali a loro volta scaricano sugli esterni per far salire la squadra, puntando a cross tagliati al centro dell’area o a passaggi arretrati al centrocampista appostato fuori area.

Altre volte, in caso di gestione da parte del centrale di difesa, il mediano si abbassa a prendere palla, in modo da far salire i terzini per assicurare superiorità numerica per l’offensiva. Tutte le fasi sono caratterizzate da un’elevata intensità, che si manifesta con un pressing asfissiante in caso di non possesso, mentre in fase di costruzione si cerca la verticalizzazione verso la punta, la quale si allarga per creare spazi dove si infilano il centrocampista offensivo e l’altro centravanti. Di seguito la formazione tipo del club tedesco:

RB LIPSIA (4-4-2): Gulasci; Klostermann, Orban, Upamecano, Halstenberg; Sabitzer, Keita, Kampl, Forsberg; Augustin, Werner. All.: Hasenhüttl.
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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.

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