Ieri a causa della vittoria del Crotone il Benevento è matematicamente retrocesso in Serie B, nonostante la vittoria di sabato contro il Milan. Di questo ha parlato il presidente dei Sanniti, Oreste Vigorito, ai microfoni di Radio Rai.

Ecco le sue parole, riportate da tuttomercatoweb.com: “Abbiamo chiuso la Serie A in bellezza, ma ci mancano ancora quattro partite e possiamo mettere ancora in mostra la nostra dignità. Sono quattro gare difficili dalle quali vogliamo consolidare l’idea che iniziando a fare prima potevamo farcela”.

Cosa le è piaciuto di più in questa prima avventura in Serie A?
“Ciò che mi è piaciuto molto sono stati gli spettacoli messi in scena dalle tifoserie italiane, in particolar modo da quella del Benevento. Gli italiani nel calcio danno il meglio di loro stessi. Noi abbiamo avuto il problema di essere saliti sul treno della Serie A di corsa e con viaggiatori che non pensavamo di incontrare. Questo ci ha penalizzato molto, nel girone d’andata abbiamo collezionato record negativi che ci hanno reso simpatici, divertenti ma anche ridicoli. Noi però nel frattempo miglioravamo e l’abbiamo messo in mostra nel girone di ritorno. Però c’è un segnale: le ultime tre sono le tre neopromosse, vuol dire che nel mondo del calcio qualcosa non funziona”

Volete subito tornare in Serie A?
“Se ci facciamo prendere da questa smania andiamo in Lega Pro. Noi dobbiamo costruire, abbiamo un settore giovanile con oltre 500 iscritti e in Serie A vogliamo tornarci in modo più strutturato. Costruirò una squadra in grado di disputare una buona Serie B, poi sarà la squadra a dimostrare se sarà in grado di tornare subito in Serie A”.

Presidente, perché sabato sera ha a lungo passeggiato sul terreno di San Siro?
“Io in questi anni di gestione ho perso mio fratello Ciro a cui è intestato lo stadio. I suoi figli sono grandi tifosi del Milan e il fatto che gli unici quattro punti sono stati conquistati coi rossoneri non credo sia un caso. Sabato passeggiavo sul prato di San Siro pensando a mio fratello Ciro, lui vive ancora con me dopo otto anni”.

Rimarrà Diabaté?
“Noi oggi stiamo pensando alla squadra del futuro e queste devono essere giallorosse dentro. Diabaté è un ottimo atleta e un ragazzo splendido, ma è in discussione come tutti gli altri”.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio: milanista.

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