Benevento, Djuricic: “Sono andato a Genova per crescere ma non mi sono mai sentito il benvenuto”

Filip Djuricic

Filip Djuricic, calciatore del Benevento, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Ottogol.

Queste le sue parole riportate da ottopagine.it: “Crediamo fortemente alla salvezza e per raggiungerla dovremmo vincere almeno sette partite. E’ una missione molto difficile, ma tolti i match contro Juventus, Lazio e Milan, gli altri possono essere alla nostra portata. Siamo in una posizione complicata: noi pensiamo partita dopo partita con concentrazione e serenità. Sono felice perché qui nel Sannio ho trovato un ottimo ambiente. Il problema è che non abbiamo tempo. Ad esempio io e Sandro non giocavamo da sei mesi e adesso ci stiamo esprimendo al 50% della nostra forma”.

Su Astori: “Abbiamo appreso la triste notizia mentre eravamo a pranzo. E’ stata una vera e propria tragedia. Noi calciatori facciamo tanti controlli, ma a volte non puoi farci davvero nulla. Adesso dovremmo affrontare proprio la Fiorentina. Se fossi un calciatore viola scenderei in campo con ancora più voglia per onorare Astori. Noi li affronteremo con tanto rispetto, ma con l’intento di portare a casa i tre punti. Inutile sottolineare che siamo molto tristi”.

Sulla Sampdoria: “Gli ultimi due anni non sono andati nel migliore dei modi e, onestamente, non so spiegarmelo. Sono andato a Genova per crescere ma non mi sono mai sentito il benvenuto perché non si è mai creato un buon feeling con il mister”.

Sul suo contratto: “A Benevento sono arrivato con la formula del prestito, ma il mio contratto con la Sampdoria è in scadenza quindi a giugno sarò libero. Ho parlato con il presidente Vigorito e ci siamo accordati di far terminare prima il campionato e poi parlare di futuro”.

Sul suo ruolo: “Preferisco giocare come trequartista nel 4-2-3-1, ma oggi il calcio è un po’ diverso e si richiede versatilità ai calciatori. Io sono disponibile a tutto”.

Su Mister De Zerbi: “Ho avuto tantissimi tecnici molti famosi, tra i quali Van Basten e Mihajlovic, ma con lui la storia è diversa. E’ davvero un grande allenatore”.

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Due cose ha in comune con Buffon: la data di nascita e la passione per il calcio. Da sempre tifoso del Milan, è un amante del calcio anni '60: a volte intervista Di Stefano e Pelé, poi si sveglia.