Benevento dei record: Pippo Inzaghi è pronto a tornare dalla porta principale

inzaghi

Il dualismo tra i fratelli Filippo e Simone Inzaghi ha sempre accompagnato la carriera dei due. Se da calciatore è stato l’ex rossonero ad incidere in maniera più significativa, altrettanto non si può dire per il momento dal punto di vista manageriale.

Filippo e Simone: una “gavetta” a confronto

Analizzando i brevi, ma significativi curriculum, balza un dato subito all’occhio: Simone, fresco di ritiro ad appena 34 anni, accetta di iniziare la gavetta con le giovanili della Lazio, squadra con la quale aveva giocato fino a qualche mese orsono: partito con la formazione Allievi Regionali, nell’arco di sei lunghe stagioni guida anche gli Allievi Nazionali e la Primavera, con la quale si toglie le soddisfazioni di vincere due Coppa Italia e una Supercoppa. Risultati che valgono la promozione in Prima Squadra in luogo dell’esonerato Pioli, con gli esiti conosciuti che vedono i biancocelesti stabilmente nei piani alti della classifica.
Osserviamo un inizio di percorso simile anche nel fratello Filippo, questa volta con il Milan, che si trova a guidare gli Allievi Nazionali con buoni risultati, tanto da essere chiamato nella stagione successiva ad allenare i ragazzi della Primavera con la quale vince il Trofeo di Viareggio. Prestazioni che sono sotto gli occhi di tutti ed il sodalizio rossonero, nel programmare la stagione successiva dopo l’esperimento Seedorf, decide di affidarsi all’ex numero nove che, complice gli appena due anni di esperienza alla guida di formazioni giovanili, si dimostra acerbo ed inserito in un qualcosa più grande di lui. I risultati non arrivano ed il Diavolo riesce a far addirittura peggio della stagione precedente, con un decimo posto in classifica.

La scalata dal basso

Dopo una stagione di attesa, Filippo Inzaghi decide di ripartire dalla Serie C con il Venezia, con cui vince il campionato al primo tentativo. Nella stagione successiva, riesce a trascinare i lagunari al quinto posto nel campionato cadetto ed il suo cammino si interrompe soltanto in semifinale play-off dove viene eliminato dal Palermo. Tuttavia, il sogno chiamato Serie A è pronto ad attenderlo perché il Bologna decide di affidarsi a lui, salvo poi sfiduciarlo nel successivo mese di gennaio dopo un rendimento da media retrocessione con appena 14 punti in 21 giornate.

Il Benevento dei record: solo una sconfitta

Nona giornata di campionato, il Pescara batte il Benevento con un clamoroso 4-0. Un profetico Filippo Inzaghi ai microfoni della stampa locale dichiarò: “Oggi sono arrabbiato perché i miei mi avevano abituato ad altre prestazioni. Su nove ne abbiamo sbagliata solo una, per cui mi auguro nelle prossime nove di risbagliarne solo una“.
Detto fatto, anzi no. Gli Stregoni riescono a dimostrare che quella partita è stata un incidente di percorso ed iniziano ad inanellare una serie di risultati positivi con nove successi ed un solo pareggio. Senza averne sbagliata nessun’altra.
Statistiche impressionanti: quarantasei punti al giro di boa, battuti i primati di Sassuolo e Juventus (che avevano avuto a disposizione due gare in più). Non solo, eguagliato il record dal Dopoguerra di reti subite nel girone di andata appartenente al Bologna (9) vantando, inoltre, il miglior attacco della stagione corrente con 34 marcature.
Numeri che vedono i campani – primi con 46 punti a 12 lunghezze dal Pordenone secondo e a 15 dal Crotone terzo classificato – proiettati verso la promozione in A che mister Inzaghi è pronto a riabbracciare per la terza volta: questa volta dal portone principale, ampiamente meritata. Togliendosi anche la soddisfazione di poter mettere nel mirino il record degli 86 punti detenuto dal Palermo, che vanta anche il maggior scarto di punti dall’inseguitrice (12).

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