Bastoni, da riserva a titolare: la dimostrazione del valore dei giovani talenti

Alessandro Bastoni è una delle note più liete della stagione dell’Inter targata Antonio Conte in questa stagione 2019/2020. Il difensore classe 1999, ex Atalanta e Parma, è ritornato alla base interista dopo un’ottima stagione vissuta con la maglia dei ducali, ma con ben poche speranze di permanenza: per lui, infatti, era previsto la scorsa estate un nuovo prestito per accumulare altra esperienza nella massima serie. Antonio Conte, però, si è impuntato e ha vietato categoricamente la sua cessione.

Nonostante si trovasse di fronte tre mostri sacri come Skriniar, De Vrij e Godin, il tecnico leccese ha preteso e ottenuto la permanenza del centrale di Casalmaggiore, motivando anche il perché: prima di tutto serviva un difensore mancino, in grado di disimpegnarsi senza problemi sul centro-sinistra della difesa a 3 contiana e Bastoni è l’unico mancino che occupa il ruolo di difensore centrale presente nella rosa interista. Inoltre, all’Inter, serviva anche un nuovo eventuale ricambio ai tre centrali titolari oltre a Ranocchia e all’adattato D’Ambrosio.

Analizzando meramente i dati ci si accorge di come Bastoni sia molto più adatto di Godin per far ripartire l’azione dalle retrovie, oltre che molto più pulito ed elegante nelle uscite palle al piede, senza dimenticare un’ottima propensione nell’accompagnare la manovra offensiva. A questo va aggiunto anche il saper contenere molto bene gli avversari per far rientrare gli esterni in modo che la difesa a 3 diventi a 5, a differenza di cercare spesso l’anticipo come fa Godin, abituato da una vita a giocare con la difesa a 4.

Bastoni, però, di partita in partita nelle quali riesce a trovare spazio cresce a dismisura e il suo rendimento si fa sempre più alto: il giovane italiano è anche bravo a sfruttare la stagione di certo non eccelsa di Godin, riuscendo praticamente a soffiargli il posto da titolare da sotto il naso.

Il confronto fra Bastoni e Godin

Con 1136’ giocati nella massima serie, Bastoni ha raccolto un gol fatto e 5 cartellini gialli subiti. La sua media di contrasti a partita è di 1.6, con 1.1 per quanto concerne i passaggi intercettati a partita, uniti a 2.1 spazzate per sbrogliare situazioni complesse in difesa e solo 0.4 dribbling subiti a partita e 1.8 falli commessi a gara.

Già solo prendendo in esame queste statistiche noterete poco quello di cui abbiamo parlato prima, tuttavia si può notare come i numeri in questo campo siano simili a quelli di Godin (che vi elencherò di seguito) anche se Bastoni cerca di più il contrasto e di conseguenza il contenimento, magari arrivando al fallo. Rispetto all’uruguagio che va alla caccia dell’anticipo. La vera differenza fra i due si nota in questo, successivo, ambito: Bastoni compie praticamente 60 passaggi a partita (esattamente 59.2), di cui 0.8 sono chiave, 3.3 lunghi e la cui riuscita totale (riferita al 59,2) è del 88.8 % capite come sia fondamentale non soltanto in fase di interdizione, ma anche di costruzione.

Per par condicio vi elenco anche le statistiche di Godin, in modo che possiate raffrontarle con quelle di Bastoni e farvi un’idea: con lo stesso numero di presenze in A (12) con un assist realizzato e tre gialli subiti, l’uruguagio compie in media 1.5 contrasti a partita, con 1.8 intercettazioni dei passaggi avversari a gara e 1.3 falli commessi a match, conditi anche da 2.6 spazzate a partita e 0.7 dribbling subiti: da questi numeri potete dedurre, come detto sopra, come Godin prediliga il gioco d’anticipo prendendosi spesso molti rischi, ma riuscendo ad intercettare un maggior numero di palloni, commettendo meno falli e realizzando meno contrasti. Il vero confronto l’uruguagio però lo perde in fase d’impostazione, in quanto i suoi passaggi realizzati a partita sono 45.6, di cui solo l’84.7% va a buon fine e di cui solo 0.3 sono quelli chiave, mentre 4 quelli lunghi (quasi un 10%).

Un video delle migliori giocate del giovane difensore italiano

Bastoni è il futuro dell’Inter

La realtà dei fatti è che, molto probabilmente, l’Inter ed Antonio Conte la loro scelta in vista della prossima stagione l’hanno già fatta: Bastoni sarà titolare nella difesa interista, mentre il futuro di Godin è incerto. La storia del giovane difensore centrale è la dimostrazione di quanto un nome, seppur poco altisonante rispetto ad un altro più blasonato e d’esperienza, possa con la fiducia dell’allenatore riuscire ad esprimersi e dimostrare di essere più adatto e consono ad un sistema di gioco rispetto a chi gode, in ogni caso, di un pedigree decisamente più prestigioso.

Spesso e volentieri in italia, ma non solo, ci si dimentica di dare spazio a giovani talenti dalle belle speranze che possono veramente rivelarsi utili alla causa e togliere diverse castagne dal fuoco, risolvendo situazioni davvero complesse che possono accadere all’interno di una stagione. L’Inter questo processo lo ha iniziato, dando fiducia a dei giovani come Bastoni, Barella, Sensi e Lautaro Martinez con tutti, a parte Sensi che è un classe 1995, dal 1997 in giù per quanto concerne l’età. Alessandro Bastoni è l’esempio più lampante fra questi 4 di come chi parte come riserva può comunque ambire al posto da titolare e sorpassare dei mostri sacri, nel medesimo ruolo, mostrando il suo valore.

In generale, per il futuro del calcio italiano, mi auguro che ci siano molti più Bastoni che riescano a godere della fiducia dei propri allenatori e dimostrare il loro vero valore, conquistando magari un posto da titolari nei top club.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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