Indipendentemente dalla propria fede calcistica, è difficile non far caso a quanto stia facendo bene Nicolò Barella durante questa stagione, considerato già da molti il centrocampista italiano più forte, almeno in questo momento, in Europa

Nell’attesa che gli altri talenti azzurrini sparsi per l’Italia e per l’Europa possano sbocciare definitivamente, il numero 23 nerazzurro si è saputo imporre in queste stagioni, sia sul piano di gioco che sul piano fisico, dimostrando di essere un vero e proprio perno di centrocampo per la mediana di Conte ed un patrimonio della Nazionale.

Il trasferimento di Barella all’Inter

Oggetto di desiderio di molte big italiane, Nicolò Barella nell’estate del 2019 scelse l’Inter di Antonio Conte, che lo richiese fortemente alla società. La firma sanciva un prestito oneroso sulla base di 12 milioni di euro depositati fin da subito nelle casse del Cagliari, con un riscatto fissato a 25 milioni pagato nell’estate 2020, ed altri 13 legati ai bonus.

Cifre da capogiro per un giocatore che di talento ne aveva da vendere, ma l’inesperienza era il forte dubbio che nutrivano molti tifosi su di lui, e l’inserirsi in una squadra che puntava al titolo dopo appena due stagioni in A con il Cagliari, non faceva dormire sogni tranquilli alla Milano nerazzurra.

Arrivato ad Appiano Gentile, è riuscito sin da subito a scavalcare le gerarchie del centrocampo, frutto anche della grande fiducia che riponeva in lui il tecnico nerazzurro, esordendo da titolare contro l’Udinese alla terza giornata del campionato 2019/20.

Alla seconda stagione nell’Inter però, dopo i primi malcontenti legati a prestazioni inizialmente sottotono, Barella è riuscito a scacciare via tutti i fantasmi che aleggiavano attorno a lui, facendo impennare il proprio valore di mercato e esaltando chiunque lo veda giocare.

Quantità e qualità: Nicolò Barella

Corsa, grinta e piedi buoni sono le caratteristiche di un centrocampista DOC, completo sotto ogni punto di vista, utile sia in fase di ripiegamento e costruzione sia sul piano offensivo, che parafrasando, si legge Nicolò Barella.

In una stagione divisa da alti e bassi come quella nerazzurra, l’appena 24enne si è saputo sempre far trovare pronto, senza mai lasciare un singolo centimetro nella metà campo, e riaprendo, in alcuni casi, pratiche che sembravano ormai chiuse a sfavore della squadra di Conte. Un esempio può essere il passaggio illuminante per Lautaro, poi finalizzato dall’argentino in rete, nella partita contro il Real Madrid, con l’Inter che fino a quel momento si trovava sotto 2-0.

Anche in partite importanti, il giovane azzurro non si vergogna di certo a mettere il proprio timbro, come in occasione del gol durante questa giornata di campionato contro la Fiorentina, che ha spianato la strada all’Inter verso un altro successo, e la rete contro la Juventus che ha permesso ai nerazzurri di rimanere agganciati ai primi posti.

In una mediana che si impone a tratti, con un Vidal non ancora al top e un Brozović che alterna prestazioni di livello ad alcune non proprio memorabili, Barella è una costante in tutta la stagione, riuscendosi a guadagnare le chiavi del centrocampo partita dopo partita, a suon di assist e qualche gol, ottenendo con merito anche complimenti da figure importanti del calcio italiano.

Claudio Marchisio lo ha esaltato su Twitter, scrivendo di come siano fortunati ad averlo sia l’Inter che la Nazionale, ed ancora, Arrigo Sacchi lo ha definito come il prototipo del giocatore moderno, vero trascinatore e leader di questa Inter, spiegando come abbia notato in lui un miglioramento tecnico di enorme livello.

Insomma, Barella è riuscito a creare attorno a lui aspettative molto alte, e se il rendimento è quello visto fino ad ora, siamo certi che riuscirà a tenerli testa, con l’imperativo di mantenere la giusta mentalità ed il giusto approccio da qui fino al termine della stagione.

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