A causa degli scontri tra manifestanti indipendentisti catalani e governo centrale in occasione del referendum per l’indipendenza della Catalogna, il Barcellona ha giocato il match di Liga di ieri contro il Las Palmas a porte chiuse.

Josep Bartomeu, presidente dei blaugrana, ha parlato in conferenza stampa dei fatti accaduti ieri in città, spiegando anche la decisione di giocare senza tifosi sugli spalti:

“Condanniamo le decisioni che violino il diritto alla libertà d’espressione e difendiamo le persone che lavorano per difendere questi diritti. Ieri abbiamo manifestato la nostra condanna più assoluta ai fatti che sono accaduti nel nostro paese. In questo contesto abbiamo deciso di prendere delle misure che attestassero la nostra indignazione. C’erano molte cose in gioco, così alla fine abbiamo deciso di giocare a porte chiuse. Comprendo che molti soci fossero dell’idea che la partita non si sarebbe dovuta giocare ed è stata una delle decisioni più difficili che abbia preso da presidente“.

Abbiamo considerato seriamente il rinvio della partita, ma la Liga non ha acconsentito alle nostre richieste, per cui abbiamo deciso di giocare a porte chiuse considerandolo un modo efficace per esprimere il nostro rifiuto. La partita è stata trasmessa in tutto il mondo e milioni di persone hanno potuto vedere l’eccezionalità accaduta al Camp Nou. Da parte del consiglio di amministrazione ci scusiamo con i soci e i partner che sono stati danneggiati. Oggi ho accettato le dimissioni di Carles Vilarrubì e Jordi Monés, ai quali faccio i miei ringraziamenti per gli anni di lavoro e servizio al club. Il club ha deciso di unirsi allo sciopero di mercoledì. In un momento così speciale il club riafferma il proprio impegno verso la libertà. Quel che è successo ieri è inammissibile, chiediamo rispetto e siamo accanto ai rappresentanti. Noi catalani ci siamo guadagnati il diritto ad essere ascoltati“.

Nella nostra condizione di club globale continueremo spiegando al mondo quel che sta succedendo in Catalogna come abbiamo fatto in 118 anni di storia. Per chiudere, in nome del club vogliamo solidarizzare i cittadini anonimi che ieri hanno difeso un bene così prezioso come la democrazia e vogliamo appoggiare coloro che hanno subito danni. Ieri è stato un giorno difficile per tutti quelli che vivono in Catalogna e un giorno difficile per il Barça. Abbiamo ricevuto pressioni di ogni tipo. Il fatto di giocare a porte chiuse era un modo per far sentire la nostra voce. Annullare la partita sarebbe stata una notizia di un minuto ma giocarlo ha significato 90 minuti nei quali il mondo si è chiesto cosa succedesse. Il Camp Nou vuoto è un’immagine molto potente a livello mondiale. Il nostro primo pensiero è stato di spostare la partita, ma una volta vista negare l’autorizzazione abbiamo deciso di giocare in condizioni eccezionali. La decisione finale è stata presa da me ed è la più responsabile affinché potessimo far capire al mondo cosa stava succedendo in Catalogna. Non finirà qui e ci saranno ulteriori azioni per continuare a difendere la libertà della gente”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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