Balotelli: “Mi urlavano ‘non esistono neri italiani’, sono la conferma del contrario”

Mario-Balotelli

Mario Balotelli, attaccante del Nizza, ha parlato ai microfoni di Sofoot del tema del razzismo nel calcio in Italia. Queste le sue dichiarazioni più importanti riportate dalla Gazzetta dello Sport:

“In certi stadi mi urlavano ‘non esistono neri italiani’, io sono la conferma del contrario. Anche se italiano a tutti gli effetti, per la legge, lo sono diventato solo a 18 anni. È una legge sbagliata, forse è per quello anche ancora oggi, qualcuno, vede il nero come il colore del diverso, dell’inferiore, dell’errore in mezzo alla fotografia della squadra”.

“Di certo, fossi stato bianco, avrei avuto meno problemi. Avrei combinato comunque qualche casino di troppo? Forse sì. Avrei avuto comunque atteggiamenti sbagliati sul campo di gioco? Forse sì. Mi avrebbero perdonato tutto più in fretta? Sicuramente sì.

L’Italia non è un Paese razzista, ma i razzisti ci sono. Il cambiamento è nelle mani delle nuove generazioni, ai nostri figli bisogna insegnare che siamo tutti uguali, nonostante le diversità apparenti”.

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"La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale [...] e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo" - Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, 1935.