Balata (Pres. Serie B): “La B è una eccezionale palestra per la A”

Mauro Balata, presidente delle Lega Serie B, ha concesso quest’oggi una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com: “Siamo piacevolmente colpiti. Torneo equilibrato, alta qualità tecnica. Bravi i club a valorizzare i giocatori: di cui il 75% italiani e oltre il 30% under 21. La B è una eccezionale palestra per la A e gli spettatori rispondono vista l’affluenza in crescita. La B forte conviene alla A.

Sulla questione stadi: “È un problema che riguarda tutta l’Italia. In concreto: le risorse sono scarse. Però per esempio il Frosinone ha sfruttato il “paracadute” post-retrocessione dalla A rifacendo lo stadio. Io sono per una politica aggressiva, per un tavolo di lavoro con la Serie A. Da questo punto di vista la mutualità, i soldi dalla lega maggiore, rispetto ad altre leghe europee ci penalizza: in Germania la seconda serie prende il 20%, da noi siamo al 6%. Eppure formiamo giocatori e squadre che spesso vanno in A e sono “pronti”. Ma si badi, non parlo di assistenzialismo.

Sul caos ripescaggi:“I problemi di sostenibilità erano noti da anni. Se i club falliscono non è solo un nodo sportivo, si ripercuote anche su famiglie che perdono posti di lavoro. La riforma dei campionati è inevitabile e irreversibile, noi abbiamo gestito il problema estivo garantendo la partenza del torneo. Bisognava fare delle scelte e bisogna ancora farle. Non si può più far finta di niente.

Il presidente Figc, Gravina, ha già riformato i criteri per le licenze nazionali, però bisogna andare avanti. Una B a 22 comporta un torneo lunghissimo, partite più noiose, maggior rischio infortuni. Invece guardi che equilibrio e che qualità c’è ora. Penso che al Consiglio Federale di fine mese si parlerà in modo concreto dei format. Noi l’11 faremo un’assemblea dedicata per arrivare con delle proposte, anche sulla giustizia”

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"La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale [...] e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo" - Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, 1935.