L’Atalanta è pronta a fare il suo esordio in Europa League: la squadra bergamasca ventisei anni dopo è tornata tra le grandi d’Europa e vuole giocasi le proprie chance in un girone abbastanza complicato.

La Dea, infatti, affronterà l’Everton di Rooney e su tale sfida il centrocampista Bryan Cristante, attraverso un’intervista a La Gazzetta Dello Sport, ha esclamato: “Il sorteggio è stato un pò sfortunato, alcuni erano arrabbiati per aver pescato sia Lione che Everton. Affrontare grandi squadre, però, è stimolante. Sentire il nome di Rooney in formazione fa un certo effetto… Aldilà di questo, sappiamo di affrontare una grande squadra, da anni ai vertici in Premier. Stiamo studiando le loro caratteristiche. E’ un peccato, certamente, non giocare nel nostro stadio, dopo così tanti anni di attesa per il ritorno in Europa. Sono sicuro però che i nostri tifosi risponderanno comunque alla grande”.

L’ex Milan, inoltre, ha raccontato del suo arrivo a BergamoSono arrivato a Bergamo dopo alcune esperienza negative. Mi son detto: ora basta, deve essere il mio anno, non posso più sbagliare”.

Sul tecnico: “Gasperini è stato fondamentale per la mia crescita. Vuole che mi inserisca spesso negli spazi, alternandomi con l’altro centrale. I gol? Non pensavo di farne così tanti. Quando senti fiducia, però, acquisisci sicurezza e ti riescono giocate importanti. Ma il mister continua a ripetermi di volare basso…

Su Petagna: “Con Petagna giocavo nelle giovanili del Milan: Andrea è straordinario, lavora tanto per la squadra e finalmente ha ritrovato il gol. Per un attaccante segnare è importante, dà una carica in più; vedrete, Andrea non si fermerà qui”.

Sulle diverse cessioni: “Kessie e Conti torneranno utili a Montella. La società ha speso tanto ma la squadra è ancora in rodaggio, servirà tempo. Rimpianti per essere andato via dal Milan? Zero. Quando a 20 anni si fa avanti un top club europeo non puoi dire di no, andare all’estero ti aiuta a crescere.

Infine ha analizzato i propri obiettivi stagionali: “Lavoro tanto su tutti gli aspetti del mio gioco.Vorrei crescere in rapidità, soprattutto nei primi passi.”

 

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.