Atalanta, Palomino: “Mi sento bene ma so che posso dare di più”

Il centrale della Dea Josè Palomino, legato al sodalizio nerazzurro dal 2017, sta vivendo un periodo di forma pazzesco che però non coincide con i risultati dell’Atalanta.

Il team di Gasperini infatti non naviga in acque tranquille ed è chiamato ad una forte risposta già nella prossima partita del Bentegodi dove affronterà il nuovo Chievo targato Ventura. 

Il difensore atalantino dal canto suo si sente fiducioso ed analizza, con molta lucidità, limiti e valori della sua squadra.

Ecco le parole del numero 6 nerazzurro al Corriere della Sera
Palomino, rientrate in campo dopo la pausa per le Nazionali.
“In queste due settimane abbiamo lavorato come al solito, pensando a quello che non è funzionato nell’ultimo match, la sconfitta interna con la Sampdoria. Abbiamo rivisto anche altre partite”.

E a che conclusione siete giunti in merito ai risultati che non arrivano?
“Manca un po’ di cattiveria in attacco, mentre gli avversari alla prima occasione vera segnano. Là davanti serve qualcosa negli ultimi quindici metri e ci siamo allenati in modo particolare per migliorare ciò che accade in quella porzione di campo oltre che sui calci piazzati offensivi. Non che in quelli difensivi le cose vadano tanto meglio, visto che abbiamo subìto troppi gol in queste situazioni. Inoltre abbiamo cambiato alcuni calciatori importanti per il nostro modo di giocare, e ai nuovi serve ancora un attimo di tempo. Sono convinto che con un risultato positivo ritornerà anche la fiducia. Le statistiche dicono che giochiamo bene? Ma se non segniamo, i numeri possiamo buttarli in un cestino”.

Il momento può essere ancora figlio dell’eliminazione in Europa League?
“No, sono passate molte partite da Copenaghen. E in questo momento, in Europa, non dobbiamo nemmeno pensare di ritornare: ora l’obiettivo è la salvezza. Anche se non siamo abituati a lottare lì in fondo ed è per noi un’altra difficoltà da affrontare. Alla prossima sosta per le Nazionali, tra un mese, vedremo se l’obiettivo potrà essere cambiato. Perché bastano tre vittorie per ritornare nelle posizioni di alta classifica”.

Per alzare il livello serve fare punti immediatamente, già contro il Chievo.
“Gioca in casa, sarà un match difficile, come lo sono tutti quelli del campionato italiano. Soprattutto per noi, in questo momento. Il Chievo è una squadra molto fisica. Ha cambiato allenatore e non so come giocheranno, ma so come giocheremo noi. Stiamo preparando bene il match e sappiamo che i risultati arriveranno senza snaturare il nostro modo di stare in campo, cioè avere il possesso e proporre continuamente”.

Sembra molto tranquillo nonostante la classifica deficitaria.
“Sì, perché la squadra gioca bene e se aggiusta un paio di cose sono convinto che vincerà molte più partite rispetto a quelle che perderà. Tutto lo spogliatoio è tranquillo anche se sente la responsabilità di cambiare passo. Soprattutto nei confronti dei tifosi che non hanno mai fatto mancare il supporto. Credono nella squadra esattamente come ci crediamo noi. La gente vede come giochiamo e capisce che manca poco per ritornare a fare risultato. Detto questo, siamo pure consci che la pazienza non può essere infinita”.

E sembra anche al top della forma.
“Mi sento bene, importante per la squadra e ho trovato continuità, ma so che posso dare di più. Come tutti i miei compagni”.

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Vincenzo, classe 1998, amante del bel calcio e della Juve. Il mio preferito: Roberto Baggio, IL GIOCATORE.