Atalanta, che succede? La Dea non sa più divertire

La squadra di Gasperini, dopo l’eliminazione nei preliminari di Europa League, non convince e arranca nelle parti basse della classifica. L’entusiasmo e il bel gioco degli ultimi anni sembrano ormai un ricordo lontano: momento transitorio o problema radicato?

Siamo stati abituati nelle ultime stagioni ad associare l’Atalanta al bel calcio ed alla spettacolarità: grazie al lavoro di Gasperini i bergamaschi hanno sorpreso ed emozionato un pubblico che dopo anni ha riassaporato il sapore dell’Europa e delle parti nobili della classifica di Serie A. Quest’anno però qualcosa sembra essersi incrinato: dopo un ottimo esordio col Frosinone e un discreto pareggio in casa della Roma, il buio. Solamente 6 punti in 7 incontri disputati, penultimo posto in classifica e situazione che di settimana in settimana sembra essere sempre più allarmante.

Gasperini e le partenze a rilento

In verità questo tipo di scenario è abbastanza abituale per le squadre del Gasp. Anche gli anni passati l’Atalanta è partita singhiozzando per poi risalire nel proseguo della stagione. Stavolta però sembra differente: la squadra non gira, i nuovi innesti faticano ad entrare nei meccanismi tattici del mister ed anche i senatori stentano: il Papu, per esempio, nonostante abbia già realizzato 3 reti, pare aver perso la brillantezza e l’entusiasmo che lo hanno sempre contraddistinto.
La spettacolarità e l’imprevedibilità del gioco si sono eclissati: la manovra offensiva è lenta, impacciata e priva di spunti. Basti pensare che dopo i 7 gol realizzati a Frosinone e Roma nei match di agosto la Dea è andata a segno solo due volte nelle successive 5 partite. Anche difensivamente la squadra latita: tante disattenzioni e poca organizzazione per il reparto orfano di Caldara.

Il presagio estivo del Mister

Già, Caldara. Il neo centrale rossonero è solo uno dei tanti tasselli smontati da un ingranaggio che l’anno scorso girava alla perfezione. In effetti la squadra bergamasca è solita modificare la rosa, attuando ricche plusvalenze, durante il mercato estivo. In questa sessione però la dirigenza ha deciso di smantellare tutti e tre i reparti privandosi di giocatori come il sopra citato Caldara, Spinazzola, Cristante e Petagna fra gli altri e tamponando le perdite con rincalzi sì di qualità ma probabilmente poco adatti al modo di giocare di Gasperini. Lo stesso allenatore a metà agosto aveva espresso le sue perplessità per la non esaltante campagna acquisti neroazzurra lanciando un avvertimento a proprietà e tifosi.

Il futuro: ripartenza o definitiva caduta?

Se poi a tutto ciò aggiungiamo il contraccolpo psicologico causato dalla prematura ed immeritata uscita dall’Europa per mano del modesto Copenaghen, possiamo giustificare l’inizio di stagione della squadra. Ma ora che succede? Se i giocatori si metteranno a completa disposizione del mister ed avranno la personalità e la maturità necessaria potranno risalire la china e rimettere sui giusti binari la stagione. Se così non fosse per i supporters bergamaschi quest’anno può divenire molto complicato e burrascoso. Solo il futuro però potrà darci delucidazioni.

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