Atalanta a due facce: la differenza tra Serie A e Champions League

Ormai non è più una sorpresa ma una piacevole certezza. L’Atalanta di Gasperini sta vivendo un periodo d’oro in campionato e la differenza rispetto agli anni scorsi si vede sui risultati delle prime giornate. Le scorse stagioni la Dea ha faticato molto durante il primo periodo di campionato per poi rimettersi in carreggiata, ora invece il percorso intrapreso è quello giusto fin dall’inizio.

L’Atalanta in classifica è addirittura davanti al Napoli, Gasperini si gode il terzo posto in solitario a ben 20 punti e con il miglior attacco grazie ai 28 gol segnati, di cui 7 solo ieri contro l’Udinese. C’è chi lancia paragoni con il famoso Leicester di Ranieri, sono situazioni diverse ma di certo il confronto viene normale e spontaneo.

OK IN A, K.O. IN CHAMPIONS

Tuttavia, se in campionato il cammino è fin qui più che positivo, il percorso europeo procede non secondo le attese e in netto contrasto rispetto agli ottimi risultati maturati in Serie A. L’Atalanta in Champions non è ancora riuscita a vincere, 0 punti in tre partite del girone C e una qualificazione che sembra compromessa. Oltre a risultati negativi, le prestazioni e i numeri non sono del tutto convincenti, con solo due gol fatti e 11 subiti, statistica che la rende la peggior difesa della Champions.

IMPRESSIONI DEL SORTEGGIO

Dopo il sorteggio del girone avvenuto ad agosto, si pronosticava un gruppo tosto ma non impossibile. Per dirla in altri modi, considerato che l’Atalanta era inserita in quarta fascia, si poteva prevedere un sorteggio più spietato. Tralasciando il Manchester City, indubbiamente la più forte del girone, le altre due squadre, Shakhtar e Dinamo Zagabria, davano l’impressione di non essere eccessivamente più forti dell’Atalanta e per cui la Dea poteva giocarsi le sue carte e sperare nel passaggio del turno.

DIFFERENZE TRA ITALIA E EUROPA

Dopo tre giornate di Champions, l’Atalanta ha scoperto di non aver fatto i conti con l’esperienza. In competizioni europee non è importante solo la qualità sulla carta ma anche da quanto tempo si disputano partite di questo tipo, che vanno affrontate diversamente da quelle di campionato. Ad esempio, seppur lo Shakhtar e la Dinamo non siano squadre destinate ad arrivare in finale, sono regolarmente presenti da molti anni nelle competizioni europee, Champions o Europa League che sia. Per questo motivo, le due squadre vantano molta più esperienza di un’Atalanta che è entrata in questo giro da poco, anche se si trattava di EL.

TROPPE ASPETTATIVE?

Questo punto offre diverse visioni. Forse si erano create troppe aspettative sull’Atalanta, squadra che vanta giocatori alla prima esperienza di questo tipo. Il calendario, poi, non è stato d’aiuto. Per esempio, l’esordio è stato in casa della Dinamo Zagabria che probabilmente sulla carta sarebbe potuto essere definito l’avversario più abbordabile. Eppure, il 4-0 ha subito ridimensionato l’Atalanta, che dopo lo svantaggio arrivato dopo soli 10 minuti non è riuscita a reagire come invece avviene spesso in campionato.

Infatti, l’Atalanta in questi anni ha trovato molta confidenza con la Serie A, consapevole di essere ormai temuta anche dalle big e non è più considerata solo una sorpresa. Gli uomini di Gasperini in campionato vanno affrontati con la massima attenzione e i nerazzurri sanno gestire molto bene le partite in Serie A. Conoscono molto bene i momenti in cui serve difendersi e quando attaccare, quando c’è da segnare e dilagare e quando invece è meglio mantenere un atteggiamento più prudente.

In Champions la gestione delle partite avviene in maniera diversa, esporsi troppo offensivamente può essere un vantaggio in certe situazioni e controproducente in altre, che non per forza devono corrispondere agli stessi momenti delle gare di A.

REPUTAZIONI DIVERSE

Riallacciandoci al discorso di prima, in campionato l’Atalanta è considerata quasi una big, capace di tenere testa sia nei novanta minuti ma anche in classifica squadre come Roma, Lazio e senza esagerare quest’anno si aggiunge il Napoli. L’immagine della Dea non è però la stessa in Europa, e le avversarie affrontano i nerazzurri avendo in mente la loro reputazione al dì fuori dal campionato italiano.

Il 4-0 nell’esordio in Champions ha mandato in confusione l’Atalanta, che si è poi trovata in difficoltà nel gestire il vantaggio contro lo Shakhtar nella seconda giornata per poi sprofondare contro il Manchester City, in una gara dove esperienza e motivazioni hanno inciso quasi più delle qualità individuali e collettive.

NESSUN DRAMMA

La notizia buona per Gasperini è che nonostante la crisi europea, in campionato la squadra mantiene gli stessi ritmi di anno scorso. Anzi, verrebbe da dire che la Dea può addirittura migliorare quanto fatto nell’ultimo campionato e i numeri fino ad ora lo dimostrano. Ieri l’Atalanta ha battuto l’Udinese con un netto 7-1, Gasperini e il resto del gruppo si sono probabilmente messi il cuore in pace e realizzato che in questi casi la soddisfazione per la partecipazione in un torneo così prestigioso viene prima della delusione per i risultati. In Italia avviene il contrario, contano i risultati e un’ulteriore crescita che permette all’Atalanta di consolidarsi nel campionato italiano consapevole di trovare situazioni più favorevoli. Anche questo è un segno di maturità.

CONDIVIDI
15/10/99 Redattore di Novantesimo

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008