Astori, Taccola, Curi, Morosini: tragiche fatalità o drammi evitabili?

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Davide Astori

Beatrice, Curi, Taccola, Fortunato, Morosini, Puerta, tanto per citarne alcuni.

Si è purtroppo aggiunto a loro, stamani, il capitano della Fiorentina Davide Astori.

Un’ altra storia, l’ ennesima, che ci ricorda come il calcio talvolta sia inspiegabile e crudele al tempo stesso, al pari dell’ esistenza umana. Il decesso sembra sia stato causato da un arresto cardiaco. Una vicenda paradossale se si pensa che Astori, 31 anni, aveva superato le visite mediche periodiche di idoneità lo scorso 28 febbraio. Appena quattro giorni fa, dunque. Episodi del genere si sono succeduti con una continuità sinistra nell’ arco dei decenni. Senza bisogno di tornare sino agli Anni ’30, uno dei primi casi fu quello del romanista Giuliano Taccola. Una tonsillite curata male e un’ errata gestione dei tempi di recupero strapparono alla vita l’ attaccante toscano a soli 26 anni.

Si trattava però di tempi in cui la medicina sportiva stava muovendo i primi passi verso un approccio professionistico vero e proprio, e spesso e volentieri i giocatori venivano indotti dalle società ad assumere farmaci ed integratori (come il Micoren, senza contare altre sostanze oggi considerate illecite) senza conoscerne le controindicazioni.

La morte di Davide ricorda forse quella di Renato Curi, con la differenza che il centrocampista perugino trapassò in campo, nel bel mezzo di un Perugia – Juventus. La differenza sostanziale sta nel fatto che i problemi cardiaci di Renato erano noti.

L’ interrogativo a questo punto, nasce da solo: tragica fatalità o dramma evitabile? Domanda non semplice, destinata con ogni probabilità ad occupare il centro dei dibattiti dei prossimi giorni e a ripresentarsi ciclicamente. E’ innegabile che il calcio odierno sia cresciuto enormemente sotto il profilo atletico e un giocatore con le caratteristiche fisiche di un Paolo Rossi o Evaristo Beccalossi, per dire, forse oggi faticherebbe a trovare spazio. Evoluzione che spinge ovviamente i giocatori a non risparmiarsi, anche per il numero di partite aumentato esponenzialmente.

Il medico sociale del Napoli, Alfonso De Nicola, ha proposto di intensificare i controlli preventivi e investire ulteriormente sulla ricerca. Basterà?

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