Argentina, Sampaoli: “Al Mondiale eravamo obbligati a vincere, così non è venuto fuori il talento”

Ha parlato oggi ai microfoni di Marca l’ex Commissario Tecnico dell’Argentina Jorge Sampaoli. Per la prima volta dopo la non memorabile prestazione della sua Nazionale ai Mondiali di Russia l’allenatore si è infatti lasciato andare alla stampa, cercando di giustificare la pessima condotta dei suoi ragazzi nella competizione:

“Perché non ho mai parlato dopo il Mondiale? Mi sono preso tempo per analizzare il mio percorso nella Seleccion. Ne avevo bisogno per capire cosa avevo fatto e cosa avrei potuto fare in futuro. Non mi sono nascosto, semplicemente mi sono allontanato dalla vita mediatica. Il Mondiale è stato duro, eravamo tutti ‘obbligati’ a vincere e così facendo non è venuto fuori il talento. Per noi non era un gioco semplicemente perché l’unica opzione contemplata era vincere il Mondiale. E davanti a questo obbligo diventava complicato rispondere alle avversità. La squadra si è sempre allenata bene e è sempre scesa in campo con convinzione, ma ogni partita era una sofferenza. Le assenze di Dybala e Icardi? Avevamo necessità immediata di vincere e avevo parecchi giocatori che venivano dalla finale giocata in Brasile. Per questo ho scommesso su di loro. Avevo un piano per il breve, il medio ed il lungo periodo con oltre 100 giocatori coinvolti. Ma dopo la Russia è finito tutto”.

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