Argentina, Perotti: “Orgoglioso della convocazione, voglio il Mondiale”

perotti

Dopo aver appreso della chiamata in Nazionale da parte del ct Sampaoli, il centrocampista della Roma Diego Perotti è intervenuto ai microfoni di GolDeVestuario, esprimendo le sue sensazioni riguardo la seconda convocazione in stagione.

Di seguito le parole del calciatore giallorosso, che in albiceleste ha collezionato 106′ minuti in 4 presenze: “Che orgoglio. La convocazione con l’Argentina arriva in un buon momento personale, sto avendo continuità con la Roma. Spero di avere l’opportunità di collezionare minuti nelle amichevoli. Per i giocatori come me che non hanno il posto assicurato, sono importanti queste partite. Giocherò ovunque voglia Sampaoli. La mia posizione è sempre stata sulla corsia di sinistra, ma a Roma ho giocato anche come falso nove. L’Argentina è sempre una candidata alla vittoria finale del Mondiale. Le altre squadre sono Spagna, Brasile e Germania. Voglio dare il massimo e conquistare un posto per il Mondiale. Per un allenatore non deve essere facile lasciare fuori giocatori come Icardi e Dybala, ma purtroppo i posti sono limitati.”

L’ex Genoa ha espresso anche un pensiero per il capitano della Fiorentina Davide Astori: “Non ho avuto l’opportunità di essere un suo compagno, ma l’ho affrontato. Ciò che è successo ha sconvolto tutti.”

Perotti ha continuato sul capitolo Nazionale, incalzato dalla domanda sul come possa dare una mano a Messi: “Se Leo è in giornata abbiamo l’80% di possibilità di vincere le partite, è il migliore al mondo. Non si può aiutare, posso solo dargli la palla nel modo giusto. L’Argentina ha grandi giocatori con cui poter lottare per il Mondiale, non c’è solo Messi. Se Leo è in giornata abbiamo l’80% di possibilità di vincere le partite, è il migliore al mondo.”

In chiusura, l’esterno argentino ha parlato della Nazionale Italiana, che sarà una delle due avversarie in amichevole: “Dispiace non vederla al Mondiale. E’ stato un duro colpo, ha grandi giocatori.”

 

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.