Antonio Conte ha stravolto la carriera di Lukaku

L’Inter di questo inizio stagione sta stupendo tutti: la vetta conquistata in campionato nell’ultimo turno giocato grazie alla vittoria sulla Spal, un passaggio agli ottavi in Champions League ancora accessibile e certo in caso di vittoria contro il Barcellona ed una coppia gol straordinaria come Lukaku e Lautaro Martinez.
In particolare il belga è riuscito a far ricredere tutti i tifosi interisti dubbiosi sul suo effettivo valore dopo l’enorme cifra sborsata in estate dai nerazzurri per prelevarlo dallo United e un inizio di stagione non esaltante, crescendo di rendimento partita dopo partita anche nelle occasioni dove viene a mancare la sua firma nel tabellino dei marcatori. Chi ha voluto fortemente l’attaccante belga e ha spinto perchè vestisse la casacca interista è Antonio Conte, il quale già lo aveva puntato ai tempi del Chelsea, ed ora finalmente è riuscito ad averlo fra le mani e, forse, all’età di 26 anni a svoltare totalmente la sua carriera.
Fino ad ora i numeri di Lukaku infatti sono impressionanti: 18 partite totali giocate, con 11 gol fatti e 2 assist serviti, con prestazioni esaltanti come ad esempio l’ultima contro la Spal anche quando non riesce a trovare la via della rete. Andiamo ora ad analizzare il suo rendimento sia in Serie A che in Champions League, in modo da comprendere il grande lavoro fatto da Antonio Conte.

Un riepilogo della stagione del 9 nerazzurro fino ad ora

Rendimento e statistiche di Lukaku in Serie A

Nel campionato nostrano Romelu Lukaku ha realizzato 10 reti in 14 partite, di cui 13 da titolare ed una da subentrante a Genova contro la Sampdoria, effettuando in media 2.9 tiri a partita, di cui 0.5 da fuori area, 0.4 dall’area piccola e 2.1 dall’area di rigore escludendo l’aria piccola e riuscendo anche a servire almeno 1 passaggio chiave a match. I dribbling riusciti sono solo 0.6, quindi all’incirca uno su due tentati, mentre i palli subiti sono stati 0.4 a partita mentre i contrasti subiti sono 1.6: in sintesi ogni 4 contrasti subiti Lukaku riesce a conquistare un calcio di punizione. Le palle perse sono 1.7, decisamente troppe e forse il punto in cui Antonio Conte deve ancora lavorare sul belga per affinarne il rendiento. I passaggi effettuati da Lukaku sono 22.2 a partita, con una percentuale in riuscita del 69.1%, conditi da 0.2 di cross, 0.1 di passaggi filtranti e 0.9 passaggi lunghi. Parlando dal punto di vista difensivo i contrasti sono 0.7 a partita, con 0.1 intercettazioni e 1.4 falli commessi, con 0.7 spazzate compiute e 0.3 dribbling subiti. Questi dati mostrano come il belga sia in grado di essere utile sia dal punto di vista offensivo che da quello difensivo, contribuendo in maniera significativa anche alla costruzione del gioco.

Il gol di Lukaku che ha chiuso il derby contro il Milan

Rendimento e statistiche di Lukaku in Champions League

In Champions League il rendimento cambia sensibilmente, con una fatica maggiore mostrata dal 9 nerazzurro a esprimersi al meglio: è solo 1 il gol realizzato in 4 partite, ma sono 2 gli assist serviti. I tiri a partita provati sono 1.3, mentre i passaggi chiavi 1.5. I dribbling effettuati 1 a partita, mentre i falli subiti 0.8. I numeri di volte in fuorigioco aumenta di molto, salendo a 2 a partita, mentre le palle perse e i contrasti subiti scendono a 1 e 0.8, decisamente inferiore rispetto alla Serie A ma dovuto anche al numero di partite minori disputate.I tiri a partita totali sono 1.3 come detto, con nessun tentativo da fuori area, 0.5 dall’area piccola e 0.8 dall’area di rigore esclusa l’area piccola. I passaggi totale sono 14.8, con una riuscita del 59.3%, di cui 0.3 tramite cross e 0.5 tramite passaggi lunghi e nessun filtrante. In fase difensiva i contrasti sono 0.5 a match, con 0 intercettazioni e nessun fallo commesso, con 0.5 spazzate fatte e 0.3 dribbling subiti. I dati qui sopra elencati mostrano come l’attaccante belga faccia decisamente più fatica a rendere in campo europeo, dove si gioca un calcio più offensivo e che richiede più rapidità di pensiero e tecnica di base, rispetto alla Serie A che hanno difese molto più statiche e dove viene molto più esaltato il contrasto fisico.

Il primo e, fino ad ora, unico gol in Champions League dell’attaccante belga

Lukaku non segna in casa? Il “problema” San Siro

Tutto ciò che abbiamo elencato mostra il lavoro certosino effettuato da Antonio Conte, con ancora qualcosa da limare come la tecnica di base e eventuali appoggi di prima effettuati da Lukaku, ma che sicuramente fanno capire come ci sia ancora possibilità di crescita per un giocatore che, forse, sta finalmente svoltando nella sua carriera e sta arrivando a quelle vette di rendimento che si prevedevano per lui quando iniziò la sua carriera ed era uno dei più promettenti attaccanti del panorama mondiale. C’è solo un difetto abbastanza evidente e che in pochi considerano: Lukaku fatica parecchio a San Siro, ha segnato solo 2 degli 11 gol stagionali totali davanti al proprio pubblico ed in generale sembra esaltarsi di più in trasferta che in casa, come se le provocazioni ed insulti dei tifosi avversari lo esaltassero, mentre giocare davanti alla pressione dei propri tifosi e con molti occhi puntati addosso sembra calare drasticamente, come se soffrisse il dover dimostrare davanti al proprio pubblico di essere quel grande giocatore che è e che vale l’enorme cifra sborsata dalla società interista questa estate per prelevarlo dal Manchester United.

In ogni caso è sotto gli occhi di tutti la sua enorme crescita soprattutto rispetto all’inizio della stagione e a quando vestiva la maglia dei Red Devils, con un giocatore che è in grado di reggere un reparto da solo o esaltarsi assieme ad un partner (Lautaro Martinez ndr) per permettere sia a sè stesso che al compagno di riuscire ad aumentare il proprio rendimento. In particolar modo Lukaku sembra molto migliorato non solo dal punto di vista fisico, ma anche qualitativo: c’è ancora margine di crescita, per permettere ad Antonio Conte e ai tifosi interisti di continuare a sognare lo scudetto e dare battaglia alla Juventus.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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