Ante Rebic, un fallimento preannunciato ed evitabile

Ante rebic milan
Ante rebic milan

A distanza di quattro mesi, risulta davvero difficile capire perché il Milan abbia concluso la trattativa per l’arrivo, seppur in prestito, di Ante Rebic.

L’attaccante croato, arrivato in cambio di André Silva (accasatosi all’Eintrach Francoforte) un po’ lo si conosceva già, visto il suo passato italiano non troppo felice con Fiorentina ed Hellas Verona. Tuttavia in Germania era riuscito a imporsi con buone prestazioni.

Va detto però che Rebic è un tipo di giocatore che, al suo arrivo, ben poco c’entrava con l’idea di calcio di Giampaolo. Difatti, una seconda punta/esterno che scarsamente si adattava al 4-3-1-2 dell’ex Samp, considerato anche che lo stesso Giampaolo vedeva meglio altri giocatori nei ruoli offensivi.

Dunque la domanda sorge spontanea, perché “rinforzare” la rosa con Rebic? Al 5 dicembre il croato conta 177 minuti giocati con il Milan, in cui le uniche statistiche segnalate sono due ammonizioni.

Insediatosi al posto di Giampaolo, Stefano Pioli aveva aperto alla possibilità di vederlo più in campo, magari come esterno nel 4-3-3, però l’unica presenza da titolare con il Napoli e i pochi scampoli di partita con Lazio e Juventus hanno deluso.

Durante l’esperienza in Germania Rebic si era ben adattato al calcio della Bundesliga, andando in gol per 25 volte e servendo ai compagni 12 assist nelle 100 presenze con la maglia dell’Eintracht.

Però si sa, il calcio tedesco è diverso rispetto a quello nostrano, e le stesse difficoltà mostrate ai tempi di Firenze (seppur più giovane all’epoca), stanno piano piano venendo fuori.

Il secondo grande problema è legato al mercato. Rebic al momento non può lasciare il Milan, in quanto prima di arrivare aveva già registrato alcune presenze con l’Eintracht Francoforte, dunque ha già giocato per due squadre questa stagione.

L’unica soluzione sarebbe quella di andare in campionati che usano un arco temporale diverso, come la MLS o la Superleague cinese. Possibilità che converrebbero soprattutto a Rebic, in quanto il ct della Croazia Dalic gli ha fatto capire che se non gioca con continuità il prossimo Europeo lo vedrà da casa.

Più complessa risulta la possibilità di una risoluzione anticipata del prestito biennale, perché questa coinvolgerebbe anche André Silva, partito bene nell’avventura tedesca ma finito ai margini a causa di problemi muscolari.

Dunque, perché non puntare sul rilancio di André Silva? O qualche giovane da aggregare alla prima squadra? Il Milan si ritrova in rosa un giocatore non funzionale, dalle scarse prestazioni e non facilmente cedibile. Era davvero quello che serviva per completare la rosa? A Boban e Maldini l’ardua sentenza.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

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