Andrè Silva, l’attaccante ideale per il Milan di Gennaro Gattuso

Domenica 11 marzo 2018, sono le 19:54 circa, a Marassi si stanno giocando gli ultimi secondi di Genoa-Milan. Ha la palla Suso, mancano solo sette secondi al termine del quarto minuto di recupero, parte un cross, l’ultimo, disperato. La palla è sul primo palo, al centro ci sono Cutrone, Romagnoli e Andrè Silva. Il portoghese, da smarcato, riesce a staccare bene e a dare molta forza al pallone. Perin la tocca ma non riesce a duplicare il miracolo fatto su Kalinic: triplice fischio dell’arbitro.

Genoa-Milan termina 0-1. Gol, all’ultimo respiro di Andrè Silva.

E’ un segnale, non c’è dubbio. Fino a pochi mesi fa, quando il Milan giocava male ma era anche parecchio sfortunato, i gol al 94′ li subiva: Icardi nel derby, Brignoli a Benevento. Ora riesce addirittura a segnarli.

E’ un segnale, non c’è dubbio. L’uomo più atteso insieme a Nikola Kalinic, criticato da mesi ormai, riesce a segnare un gran gol all’ultimo secondo. Qualche mese fa quella palla si sarebbe spenta tra le braccia del portiere oppure avrebbe baciato il palo prima di accomodarsi sul fondo.

Andrè Silva, il portoghese, il pupillo di CR7, l’attaccante migliore per il gioco di Gattuso. Il gioco del mister dei rossoneri prevede tanto possesso palla quando è possibile (ci si stanca di meno, si fa correre a vuoto gli avversari), prevede la palla tra le linee per Calhanoglu o Bonaventura, o sulla fascia per Suso, e poi la verticalizzazione per l’inserimento, quando è possibile. A volte però, in momenti di difficoltà, la palla va a Bonucci che lancia lungo, superando un paio di linee di pressing. A quel punto serve il lavoro della prima punta: deve essere forte fisicamente e deve essere in grado di fare la lotta coi centrali avversari. Andrè Silva 185 centimetri per circa 83 chili di puro strapotere fisico, è l’ideale per questo gioco.

Tra le tre alternative che i rossoneri hanno in attacco è anche quello più dotato tecnicamente. Un ragazzo pagato 38 milioni di euro non dovrebbe aver niente da imparare da un giovane appena uscito dalla Primavera. Invece da Patrick Cutrone, dal tarantolato Cutrone, Silva deve “rubare” la grinta, la cattiveria, la voglia di far gol sempre. Anche gol brutti, anche gol “sporchi”, anche gol irregolari (ad esempio quello contro la Lazio).

Ad ogni modo quello di ieri potrebbe essere stato un segnale, non c’è dubbio: se Gattuso riuscisse a recuperare Andrè Silva e Kalinic, gli ultimi acquisti che ancora non hanno convinto del tutto, il Milan potrà fare la voce grossa fino alla fine per il quarto posto.

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