L’ultima “sliding door” del campionato ci ha regalato una delle migliori prestazioni stagionali per i biancocelesti che, grazie a un Correa in stato di grazia, sono riusciti ad annullare il Milan con un secco 3-0. 
Un risultato netto, mai in discussione e fondamentale per credere ancora nel sogno Champions: appena quattro giorni dopo la brutta sconfitta contro il Napoli le ambizioni della squadra di Inzaghi sembrano essere ancora proiettate all’Europa che conta.

Correa in formato top, male Tomori e Calhanoglu

La partita di lunedì sera era una vera e propria finale da dentro o fuori: il Milan per eliminare definitivamente una concorrente per la Champions e ritrovare morale, la Lazio per crederci ancora e, magari, puntare a fare la corsa proprio sul club milanese, contro ogni aspettativa fino a pochi mesi fa.


I rossoneri, al netto della sconfitta con il Sassuolo, nelle ultime 5 avevano raccolto 10 punti: una discreta media, abbinata però a una forma calante e a una brillantezza assolutamente non paragonabile a quella di inizio stagione. 

La Lazio analogamente aveva vinto 4 delle ultime 5, anche lei senza quella freschezza e quella verticalità tipica ad esempio del pre-lockdown, ma era stata comunque in grado di tenere il passo delle rivali: la sconfitta contro il Napoli, però, poteva essere una vera e propria mina per il finale di campionato, anche per le modalità in cui essa è arrivata.
Fin dall’inizio del match all’Olimpico, però, la partita è stata in mano ai biancocelesti con una qualità che raramente si è vista in questa stagione, forse solo contro Borussia Dortmund e Roma.

Il Milan è sembrato in balia di una forma non ottimale e ha lasciato le vie centrali e la possibilità di verticalizzare ai padroni di casa. Due errori di Tomori, due gol di altissima classe per Correa (ben un terzo delle sue marcature totali quest’anno in Serie A). I cambi di Pioli nel secondo tempo non hanno inciso e la staffetta Leao-Mandzukic ha definitivamente fatto rimpiangere Ibrahimovic.

Inzaghi ha vinto puntando, contro ogni pronostico, sullo stesso blocco che era apparso fuori forma contro il Napoli: Reina, Leiva e Luis Alberto sono risultati infatti tra i migliori in campo e il loro apporto in termini di esperienza è stato importante per la gestione della partita. 
Senza alcun dubbio però il mattatore della serata è stato Joaquin Correa. Seconda doppietta nella sua esperienza laziale dopo quella al Lecce del novembre 2019, il Tucu ha confermato di avere nel Milan la sua vittima preferita (5 gol totali): potenza, fisicità, dribbling per scacciare molte delle recenti critiche al proprio rendimento.

Esame Champions: calendario per la qualificazione

Ad oggi la Lazio ha raccolto 61 punti in 31 partite, ben 7 in meno rispetto alla scorsa stagione.
La zona Champions dista attualmente 5 lunghezze, ma ai biancocelesti manca il recupero con il Torino: gli ultimi 7 appuntamenti del campionato celano però non poche insidie.

In ordine cronologico, tra 2 e 12 maggio ci saranno Genoa, Fiorentina e Parma: se la Lazio vuole credere nella rimonta ha l’obbligo di fare 3 vittorie di fila, magari “sporche” come nella storicamente rognosa trasferta di Firenze. Sarebbe un importante segno di maturità per i biancocelesti, che spesso nelle passate stagioni (e soprattutto nei gironi di ritorno) hanno perso punti proprio in match sulla carta più abbordabili.

Tutto questo perché il 15 maggio ci sarà il derby. La Roma a quel punto avrà già giocato andata e ritorno contro lo United e potrebbe non avere più obiettivi di alcun tipo in campionato. O meglio, nessun obiettivo tranne uno: vincere la stracittadina. Sappiamo tutti quanto questa partita sia sentita nell’ambiente e quanto sia impronosticabile, di conseguenza la Roma potrebbe decidere di puntare tutto sul fermare i cugini anche a costo di “rischiare” di perdere l’accesso in Conference League.

Dopo soli tre giorni potrebbe poi arrivare all’Olimpico il Torino. Il condizionale è d’obbligo perché il Collegio di Garanzia del CONI si esprimerà in merito solo il 13 dello stesso mese e lo scenario del 3-0 a tavolino ancora non è del tutto tramontato. È evidente, ad ogni modo, che a quel punto del campionato c’è la possibilità concreta che una o entrambe le squadre siano senza ambizioni e la tenuta mentale potrebbe risentirne a discapito delle altre rivali per la Champions e per la salvezza, ma anche della validità stessa del campionato.

Infine il 23 maggio la trasferta a Sassuolo, come sempre anche’essa insidiosa anche alla luce di un possibile addio di De Zerbi a fine stagione.

Calendario alla mano quindi la Lazio deve fare 16 punti in 6 partite, i margini di errore sono pochissimi visto quante occasioni sono state perse in passato (Sampdoria, Udinese, Benevento, Bologna sono solo alcuni esempi).

Il calendario delle concorrenti: Milan e Juve le uniche raggiungibili?

Lo sguardo al calendario però serve anche per valutare il percorso delle rivali.
Due posti sembrano essere ormai riservati: l’Atalanta è in uno stato di forma tale per cui la qualificazione non è in dubbio, il Napoli ha la concreta possibilità di fare filotto, grazie all’ottima condizione mostrata di recente e un calendario favorevole. 

La corsa andrà quindi fatta su Milan e Juventus, con un solo posto a disposizione.
I rossoneri hanno il calendario peggiore perché hanno due scontri diretti (Atalanta e Juve) e tre partite contro squadre in seria lotta per non retrocedere (Benevento, Torino, Cagliari).
Perdere lo scontro diretto con la Juventus sarebbe probabilmente la pietra tombale del campionato, ma anche le altre partite non sono certamente da sottovalutare.

La Juventus invece ha due big match (Milan e Inter), due partite contro squadre di media classifica (Udinese e Bologna) e una trasferta a Sassuolo.
Un calendario abbordabile quindi, meno intenso dei rossoneri ma con una grande incognita di fondo rappresentata dalla discontinuità del gruppo di Pirlo: nessuna partita può essere sottovalutata. Sullo sfondo inoltre, lo scontro contro l’Inter di Conte che certamente non farà sconti alla propria ex squadra.

Le armi della Lazio per credere nella rimonta

Così come un netto 0-3 lo scorso luglio aveva infranto il sogno scudetto di una Lazio in caduta libera, allo stesso modo questo 3-0 può avere uno stesso significato per la corsa Champions del Milan: sarebbe una beffa dopo un campionato trascorso per 32 giornate nelle prime due posizioni, ma è una possibilità. 

La Lazio ha di fronte a sé un cammino solamente in salita, senza il minimo margine di errore e con pressoché tutti gli scontri diretti a sfavore, fatta eccezione per quello contro gli stessi rossoneri. 
Tuttavia nell’ambiente si respira un’aria che non si avvertiva da un po’: l’abbraccio di ieri sera dopo la vittoria, Inzaghi finalmente negativizzato dal Covid, i top player ora tutti in condizione sono solo alcuni dei sintomi di un gruppo che, sicuramente alla fine di un ciclo, vuole comunque crederci fino all’ultimo.

E anche quei giocatori che magari a fine stagione lasceranno Formello dopo anni, danno l’impressione di voler conquistare un sogno per gli stessi tifosi che non potranno salutarli dagli spalti dell’Olimpico. 

Inzaghi dovrà essere bravo a non fare calcoli e a preparare alla perfezione partita per partita: le probabilità di successo sono ridotte, ma guai a sottovalutare un gruppo che ha più volte dimostrato di “non mollare mai

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Classe '99, sono di Roma e tifo Lazio. Attualmente studio Scienze Statistiche. Appassionato di calcio, della tattica e dei numeri.

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