“Re Carlo tornava dalla guerra, lo accoglie la sua terra, cingendolo d’allor” cantava tanti anni fa Fabrizio De Andrè, imbeccato da uno straripante Paolo Villaggio.

E se ovviamente la canzone si riferiva a Carlo Martello, sovrano dei Franchi, questa singola frase potrebbe benissimo rappresentare anche la situazione attuale di Ancelotti.

Reduce dall’esonero dal Bayern (dovuto a mio modesto parere più ad equilibri di spogliatoio che ai reali risultati) l’impressione è che l’ombra lunga del tecnico di Reggiolo possa aleggiare. E il primo a tremare, manco a dirlo, può essere Montella. Mettetevi nei panni di Fassone e Mirabelli: l’ inizio di stagione, complice il rendimento altalenante di alcuni pezzi forti del mercato estivo (vero, Bonucci?) non è stato dei migliori, la tifoseria inizia a rumoreggiare e la prospettiva di poter riportare in rossonero il protagonista dell’ultimo vero ciclo di trionfi (troppo effimera e breve l’era – Allegri) è indubbiamente accattivante. La domanda dunque è la seguente: può “Carletto” essere la scelta giusta per il club rossonero? A mio avviso, no. Non a stagione in corso, perlomeno. Innanzitutto perchè non è uno di quegli allenatori capaci di imprimere sin da subito una svolta alle sue squadre da subentrante, preferendo di norma lavorare fin dall’inizio. Quando nel 1999 subentrò a Lippi alla guida della Juventus, colse un settimo posto e una clamorosa eliminazione in rimonta dallo United (per tacere di Henry tornante e dei due successivi campionati). Quando poi nel dicembre 2011 prese il posto di Kombouarè al timone del PSG, riuscì a perdere il titolo a beneficio del modesto Montpellier. Ancelotti ha vinto tanto e per quanto riguarda le competizioni ad eliminazione diretta come la Champions League è probabilmente il migliore in assoluto, ma il suo rapporto con il campionato non è altrettanto amorevole. Voce dal fondo: e i campionati vinti con Milan, Chelsea, PSG e Bayern? Giusta obiezione, ma è opportuno far notare come quelle squadre fossero oggettivamente superiori al resto della concorrenza, specie le ultime tre. In definitiva, è dunque consigliabile per il Milan celebrare nuovamente questo matrimonio? Sì, a patto però di celebrarlo a fine stagione.

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