Allarme centrocampo a Bergamo: troppi pochi nomi per il Gasp?

Nell’anno della stagione più difficile e importante della sua storia, l’Atalanta ha inaugurato il campionato con una vittoria ai danni della SPAL e una sconfitta contro il Torino. La condizione dei ragazzi di Gasperini non è ancora ottimale, come normale che sia a fine agosto, ma bisognerà lavorare pesantemente per rimettersi in sesto in vista del triplice impegno stagionale tra Serie A, Coppa Italia e Champions League.

Aleggia però un dubbio sui neroazzurri. Se la difesa che conta sei effettivi per tre posti (Toloi, Palomino, Kjaer, Djimsiti, Ibanez, Masiello), le fasce sono equamente divise con due esterni per posizione (Arana e Gosens a sinistra, Castagne e Hateboer a destra) e il pacchetto offensivo è di pregevole qualità (Ilicic, Gomez, Zapata, Muriel e Barrow) il problema rimane a centrocampo.

Svizzera e Olanda al centro del cuore bergamasco

Sui due titolari non ci sono dubbi con l’olandese De Roon e lo svizzero Freuler. Il primo era approdato a Bergamo nel 2015 dopo sei anni in Olanda tra Sparta Rotterdam e Heerenveen salvo poi passare al Middlesbrough. In Inghilterra Marten rimane un anno, il richiamo dell’Atalanta è troppo forte e dopo una sola annata ritorna a Bergamo dove dimostra di essere ulteriormente migliorato sia in fase di interdizione sia per quanto concerne la resistenza, perfezionata in occasione della sua stagione in Premier League dove i ritmi sono molto alti dal primo all’ultimo minuto.

Percorso simile per Remo Freuler che prima di arrivare alla Dea disputa sette stagioni in patria, una in più del collega di reparto olandese ma senza un ulteriore anno all’estero. Il mancino approda all’Atalanta sei mesi dopo De Roon ma i due si compensano alla meraviglia. Se l’olandese predilige la fase difensiva, Remo offre un ottimo apporto in attacco in virtù del suo prezioso dinamismo e tempismo che ha permesso all’ex Lucerna di mettere a referto 14 reti e 11 assist nel suo periodo italiano. Numeri inferiori per l’ex Heerenveen con 8 goal e 6 passaggi decisivi in 129 partite, tre in meno di Freuler.

Alternativa croata e jolly ucraino

Le uniche due alternative nella metà campo atalantina sono rappresentate da Mario Pasalic e Ruslan Malinovskyi con il croato in vantaggio nelle gerarchie del Gasp. D’altronde Pasalic ha già partecipato a due stagioni in Serie A tra Milan (2016-2017) e Atalanta, spesso utilizzato come riserva di lusso o pedina fondamentale nel turn-over. Fuori dall’Italia ha disputato varie annate all’estero tra Hadjuk Spalato, Elche, Monaco e Spartak Mosca sempre con almeno venti presenze stagionali. Quest’anno ha già deliziato il pubblico con un assist nella sfida contro il Torino, fornendo almeno cinque passaggi importanti solo nella prima frazione.

Parte leggermente dietro il neo-acquisto ucraino che ha due anni in più ma deve ancora abituarsi al calcio italiano. Le uniche due nazioni dove ha giocato sono l’Ucraina e il Belgio, ben lontane dalla concezione di gioco del Belpaese. Ha qualità e numeri importanti, specialmente nella sua ultima stagione al Genk dove ha chiuso la stagione con 16 goal e 16 assist.

Rischio emergenza a centrocampo

Sono dunque giocatori dall’indiscusso valore tecnico ma è chiaro che quattro calciatori non sono sufficienti per una stagione da almeno 45 partite da agosto a giugno. Almeno un’altra soluzione dal mercato, se non due, erano l’ideale per garantire dinamismo e soluzioni alla rosa di Gasperini. Nel caso malaugurato di un infortunio di uno tra Freuler, De Roon, Malinovskyi e Pasalic, il tecnico piemontese si ritroverebbe con una brutta gatta da pelare in attesa di un ipotetico (e probabile) colpo nel mercato di gennaio.

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