Hakim Ziyech saluta il Mondiale con il suo Marocco ed è pronto a salutare anche l’Ajax per affrontare una nuova esperienza, valida per la sua crescita professionale. L’esterno marocchino, in cima alla lista dei desideri della Roma, ha rilasciato tale intervista sul suo futuro ai microfoni di Voetbal International: “A volte sembra che io affronti soltanto il mio diretto avversario, oppure che semplicemente perda palla. Le statistiche potrebbero dire questo, ma c’è un’altra statistica che dimostra come io recuperi più palloni di tutti – ha detto in un’intervista a Voetbal International -. Si tratta di come guardi un giocatore, ti concentri sulle cose positive o sulle cose negative?  E’ un teatro, ho chiuso con tutto questo”.

Il club giallorosso, in particolare il Direttore sportivo Monchi, è in contatto con Ziyech dal mese di gennaio, tanto che quest’ultimo ha già detto sì ad un quinquennale da 2,5 milioni di euro a stagione.

L’ostacolo più grande è il club olandese, il quale non intende smuoversi dalla richiesta di 35 milioni di euro. L’ex Siviglia, nei prossimi giorni, tenterà un nuovo assalto da 30 milioni più bonus per far vacillare le richieste dell’Ajax che ieri ha ufficializzato l’acquisto di Tadic che prenderà proprio il posto del marocchino.

Intanto, anche l’allenatore dei Lancieri ha mostrato la propria rassegnazione riguardo la cessione la sua cessione. Ecco le sue parole ai microfoni di Voetbal International: “So che ha già un altro accordo. E’ una grande perdita. Se ami il calcio, ami Hakim Ziyech – ha assicurato a Voetbal International –. A prescindere dalle sue qualità tecniche, è la sua intelligenza calcistica a renderlo così forte. Inoltre ha l’attitudine per correre tanto: tutto questo lo rende speciale. Mi sarebbe piaciuto tenerlo con me all’Ajax, questo sia chiaro. Penso che gli avrei potuto ancora insegnare qualcosa. E’ un giocatore completo, ma se devo menzionare una caratteristica nello specifico è la sua potenza nell’uno contro uno. Spesso non puoi sfuggirgli, soprattutto se guardi alla pura potenza. Se si manterrà su questi livelli all’estero? Se sei il migliore in Olanda, non penso che avrai problemi”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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