Evans Kondogbia, fratello di Geoffrey Kondogbia, nonché suo agente, ha commentato in esclusiva ai microfoni di fcinternews.it il riscatto dell’ex Monaco da parte del Valencia.

Queste le sue parole riportate dalla suddetta fonte: “Siamo felici. In Spagna sta benissimo. Come la sua famiglia. Tutti gli aspetti sono positivi. Da quello legati al calcio fino al clima. Mio fratello è un tipo tranquillo. Gli piace trascorrere il tempo a casa e ama che i suoi bambini possano svagarsi in spiaggia o al parco. Tutto questo lo porta a essere molto contento lì dov’è”.

Su un eventuale ritorno all’Inter chiesto da Spalletti: “Quando un giocatore fa bene, tutti ne parlano bene. Quando fa male, tutti ne parlano male. Se le cose a Valencia non fossero andate in modo positivo si sarebbe detto: ‘Non lo vogliamo più, avevamo ragione ad averlo mandato via’.

Diciamo che non è un problema della società, né dell’allenatore. Geoffrey parla benissimo di Spalletti, sostiene sia bravissimo. Ma purtroppo è arrivato tardi. Lui non ne poteva più dell’ambiente dell’Inter e di quello italiano. Fosse stato per il mister non sarebbe partito, anche per via della rosa non così ampia dei nerazzurri.

Ma gli era stato comunicato come non sarebbe stato titolare. Geoffrey voleva essere protagonista per il Mondiale, per questo ha lasciato Milano”.

Sulla mancata convocazione con la Francia: “Geoffrey ha fatto il suo. La scelta del tecnico va però rispettata. Gli altri giocatori sono forti. Titolari nelle loro squadre, con alle spalle la Champions. Niente da dire su questo. Poteva essere convocato oppure no. Ma la scelta ci può stare”.

Se il Valencia non avesse avuto la disponibilità economica sarebbe rimasto all’Inter? “Ha disputato una gran bella stagione. Mi hanno chiamato squadre inglesi, spagnole e addirittura una italiana, ma non le dirò quale. La sua priorità è sempre stata il Valencia. Se non fosse rimasto lì, avrebbe avuto tante altre soluzioni per il suo futuro. Per noi la soluzione migliore è rimanere al Valencia. Per almeno uno o due anni”.

Sulle critiche ricevute da Spalletti: “A me è dispiaciuto che una grande persona come Spalletti abbia detto pubblicamente per due volte che Geoffrey avrebbe dovuto cambiare agente. Però quel procuratore scarso gli ha portato una squadra pronta a spendere 25 milioni per un bidone, più uno dei migliori terzini del momento come Cancelo”.

Sulla esperienza di Kondogbia all’Inter: “Quando è arrivato all’Inter disputava la Champions League, era titolare nella Francia e molte squadre volevano tesserarlo. C’era il Milan, che tra l’altro offriva di più. E altre compagini in Inghilterra dove avrebbe guadagnato più denaro.

Quindi allora era normale che valesse 35 milioni. Poi è stato consequenziale che il suo prezzo sia calato all’Inter. Non veniva più chiamato in Nazionale e non giocava in Champions.

I nerazzurri volevano sempre 35 milioni? Bene, ridategli Champions e Nazionale e avremmo trovato un team disposto a pagare questa cifra. Il calcio è così. Guardi Perisic e Icardi: pagati 18 e 10 milioni ora valgono di più. In ogni caso peccato, perché l’Inter resta una grande società”.

Sul suo nuovo prezzo: “Solo il Valencia può stabilire il suo prezzo adesso”.

Sul perchè il francese avesse scelto l’Inter: “Per Mancini. E per il suo progetto. Ma il calcio non è una scienza esatta. Voglio ripetere però che Geoffrey non ha assolutamente nulla contro l’Inter. È la vita.

O come una storia d’amore, nella quale, per tanti motivi, alla fine qualcosa non ha funzionato. Come per tanti calciatori. Ma l’Inter è e rimarrà comunque una grande società. Con o senza Geoffrey. Su questo non abbiamo dubbi”.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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