A quanto pare, “quello che poteva essere ma non è stato” lo sa anche lui, e ce lo ha raccontato perfettamente in un’intervista rilasciata ai microfoni di DAZN, in cui si spoglia di diverse intense emozioni e ripercorre diverse tappe della propria carriera.

Stiamo parlando di Adriano Leite Ribeiro, ex centravanti dell’Inter, il quale ha iniziato con l’approdo in nerazzurro: “So quanto ero forte, so che facevo cose importanti in campo. Non mi rendevo conto all’inizio, di essere lì, in Italia, all’Inter. Ricordo che osservavo tutti tutti in spogliatoio, da Seedorf Materazzi. Ricordo anche che Ronaldo mi ha accolto benissimo, addirittura a casa sua. Io all’inizio vivevo in albergo, poi lui mi ha chiesto se volessi trasferirmi a casa sua: bellissimo”.

Sempre sull’esperienza a Milano: “A livello sportivo ho vissuto uno spogliatoio di fenomeni, indimenticabile. A livello di vita, Zanetti è stato un esempio, importantissimo, sempre accanto a me specie quando è morto mio padre. Moratti, poi, mi ha aiutato tanto, come un vero padre, sempre con me. Lo ringrazierò per sempre per tutto quello che lui e la sua famiglia hanno fatto per me: ogni volta che parlo di lui mi emoziono. E’ stato un padre per tutti” .

Sul rapporto con Jose Mourinho: “Quando è arrivato io stavo per andare al Manchester Cityma lui ha chiesto di non cedermi. Voleva vedermi e parlarmi è stato un allenatore molto importante per me. In quegli anni, oltre al City, mi ha cercato il Chelsea, nel periodo in cui sono andato via dal Parma ma scelsi l’Inter. E poi, pochi mesi dopo, mi cercò anche il Real Madrid, ma non sono andato”.

Chiusura sul suo futuro: Adesso sto bene, sono in Brasile, a Rio, con la mia famiglia e i miei amici. Vivo una vita normalissima. Non mi sono ritirato dal calcio, ho solo scelto di prendermi una pausa in questo momento. Se ci sarà l’opportunità di tornare a giocare, ci sarò, ma solo in Brasile perché non voglio più stare lontano dalla mia famiglia, adesso ho tre figli. In Brasile, ma tornerei a giocare”. A riportare è Calciomercato.com.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.