Addio 2018 – Ronaldo alla Juventus, la Francia sul tetto del mondo, Modric pallone d’oro e…

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Un altro anno sta finendo, e con se porterà via tutto ciò che è stato, bello o brutto che sia. Un altro anno calcistico sta finendo, e mentre salutiamo il 2019, che – probabilmente – ci riserverà non poche sorprese (siamo ottimisti), guardiamo un’ultima volta cos’è successo in questo 2018.

E’ stato l’anno della terza promozione di fila del Parma. I crociati, dopo esser stati relegati in Serie D in seguito al fallimento, successivo al passaggio di proprietà da Ghirardi a Manenti, sono finalmente tornati nella massima serie. Alla soglia del nuovo anno loro sono quelli che – come direbbe Lucio Dalla – si stanno già preparando: 25 punti, -15 dalla quota salvezza e dodicesimo posto in Serie A.

E a proposito di Serie A, è stato l’anno del goal di Kalidou Koulibaly in zona Cesarini allo Juventus Stadium, lo stesso goal che ha fatto letteralmente tremare Napoli e che ha fatto sognare Sarri e i napoletani. Sogni, purtroppo per gli azzurri, vanificatosi la giornata successiva con la Juventus che ha battuto per 3 a 2 l’Inter a San Siro e il Napoli che è caduto per 3 a 0 a Firenze con espulsione di Koulibaly nei primi minuti. Destino beffardo, che ha consegnato alla Juventus il suo settimo scudetto consecutivo.

La stessa Fiorentina contro cui si è schiantato il Napoli del bel gioco di Sarri, orfana del suo capitano, Davide Astori. Il numero 13 della Viola scomparve prematuramente il 4 marzo 2018, poco prima del match contro l’Udinese. Avrebbe dovuto giocare come sempre, con la fascia al braccio, “ma un re senza corona e senza scorta bussò tre volte un giorno” alla sua porta.

Ma la Serie A, nel ricordo di Davide, non si è mai fermata e la sua Fiorentina gli ha reso omaggio fino all’ultima giornata, mancando l’Europa League di soli 3 punti. Come non menzionare, parlando di EL, il caos scoppiato in casa Milan questa estate.

Yonghong Lì, ai tempi presidente del Milan, non versò la quota di capitale deliberata, innestando un meccanismo che portò la proprietà del Milan nelle mani del fondo Elliot. I rossoneri rischiarono persino l’esclusione dalle Coppe, ma il TAS di Losanna ribaltò la sentenza emessa dalla UEFA e riammise il Diavolo nell’ex Coppa Uefa. Questo, contro ogni previsione, non vendette subito il Milan, operano un rinnovo dell’organigramma societario: via Fassone e Mirabelli, dentro Leonardo e Paolo Maldini, l’anima del Milan degli Immortali di Carlo Ancelotti.

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Il patron del Napoli e il suo nuovo tecnico hanno cenato ieri sera a Capri

Carlo Ancelotti che, sornione, tornava in Serie A: non sulla panchina del suo Diavolo, non sulla panchina a cui si promise sposo (la Roma ndr), ma su quella del Napoli. Forse non è stato fatto un mercato all’altezza del nome che porta, però Re Carlo, il vincitore della Decima (e non solo), è riuscito a raccogliere l’eredità di Sarri e plasmare il Napoli a sua immagine e somiglianza, fornendo più concretezza e rotazione della rosa.

Ma non finisce qui: se il Napoli con Ancelotti e l’Inter – ritornata in Champions – con l’acquisto di Nainggolan pensavano di aver scosso le fondamenta della Serie A, si sbagliavano di grosso, solo che ancora non lo sapevano. La Juventus, infatti, ha vanificato ogni sforzo delle concorrenti di colmare il gap che li separava dalla Vecchia Signora, acquistando Cristiano Ronaldo. Il mattatore che li aveva sbattuti fuori dalla Champions League con un rigore a tempo scaduto era divenuto la loro arma più potente. L’acquisto di Ronaldo fece passare in secondo piano persino il clamoroso ritorno – dopo appena un anno – di Bonucci in bianconero.

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Forza Juve! #FinoAllaFine

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Quella estate fu anche la bella stagione di Russia 2018, il Mondiale che ha visto trionfare la Francia in finale per 4 a 2 sulla Croazia. Autogoal di Manduzkic, goal di Perisic, rigore di Griezmann, e primo tempo che si chiude sul risultato di 2 a 1. Le Blues, però, al rientro in campo annichiliscono i Vatreni grazie alle reti di Pogba e Mbappe; inutile la rete (stavolta nella porta giusta) di Mandzukic. Lo stesso Mondiale a cui non ha partecipato l’Italia dopo più di 50 anni di presenza alla vecchia coppa Rimet.

E nonostante sul tetto del mondo siano saliti i francesi, a vincere il pallone d’oro e – soprattutto – rompere l’egemonia Messi (che comunque ha vinto la scarpa d’oro) – Ronaldo è stato Luka Modric, il numero 10 del Real Madrid.

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#BallonDOr 🙏🏻❤️

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Parlando di Real, è doveroso menzionare la vittoria della terza Champions League di fila dei Blancos, entrati ancora una volta nella leggenda. 3 a 1 al Liverpool in finale, con la complicità delle papere di Karius e una rovesciata magistrale di Bale, e tredicesima Coppa dalle grandi orecchie in cassa forte. E’ stata, però, una vittoria amara, dato che a fine partita Zidane ha annunciato il suo addio dopo tre anni di dominio europeo e Ronaldo ha lasciato presagire il suo congedo dalla camiseta blanca.

Menzione d’onore per la Roma di Di Francesco, arrivata in semifinale grazie ad una rimonta di cuore contro il Barcellona all’Olimpico (4-1 all’andata, 3-0 al ritorno), e uscita per una sola rete contro i Reds di Klopp.

Ma il dominio madrileno non si è fermato alla Champions. I vincitori dell’Europa League, infatti, sono stati i Colchoneros di Diego Pablo Simeone, scesi a sorpresa dai gironi di CL. Una doppietta di Griezmann e goal di Gabi hanno, infatti, affondato in finale il Marsiglia. E con la stessa fame dei leoni hanno vinto la SuperCoppa Europea, battendo ai supplementari sul Real Madrid per 4-2 ai tempi supplementari.

I Galacticos, comunque, hanno portato a casa il mondiale per Club battendo in finale l’Al – Ain 4-1. Proprio il club arabo aveva eliminato il River Plate dalla competizione. Il River, lo stesso che ha vinto la Copa Libertadores, la competizione più discussa dell’anno. In occasione del Super Clasico, tra andata e ritorno, ci sono stati diversi episodi di violenza che nulla hanno a che fare con il calcio è che sono da condannare in toto.

Menzione d’onore finale per Arsene Wenger che, nel 2018, ha detto addio al suo Arsenal, dopo più di 20 anni passati sulla panchina dei Gunners. E sicuramente c’è stato molto altro, noi abbiamo provato a scegliere i ricordi forse più emblematici di un anno che ha fatto il bello ed il cattivo tempo. Adesso non ci resta che aspettare che quei 22 uomini che corrono dietro un pallone ci regalino altre emozioni, stavolta targate 2019.

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"La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale [...] e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo" - Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, 1935.