Quando si potrà tornare allo stadio in Italia?

Sulla scia dell’apripista Bundesliga, la nostra Serie A – e tutti i restanti principali tornei europei ad eccezione della Ligue 1 francese – ha riaperto i battenti. Una decisione che, sin dal principio, ha diviso l’opinione pubblica. Da una parte la paura, gli ostacoli ed il rispetto mostrato in primis dagli addetti ai lavori nei confronti dei deceduti e delle loro addolorate famiglie. Sull’altro versante, la necessità di ripartire, rimettere in moto l’economia-calcio e regalare un sorriso, un’ora e mezza di svago a tutti gli appassionati italiani in attesa di un possibile e graduale ritorno alla normalità.

Ma chi ha preso una posizione netta tra le due fazioni è proprio una delle componenti fondamentali, oserei dire imprescindibili, del mondo pallonaro odierno e non solo: i tifosi. Nello specifico, gli ultras dei nostri club. 

Ripartenza: ultras contrari e tifosi esclusi dagli stadi

A decisione non ancora ufficializzata infatti, era già possibile individuare striscioni nei pressi dei principali impianti sportivi italiani contenenti una precisa ed unanime richiesta: non ripartire. Impossibile farlo in mezzo a quella strage di vittime che ha fortemente colpito il nostro paese. “Come potete dopo un goal esultare…Quando le bare sono ancora da contare?”. Inoltre, proprio a causa del Covid-19, la formula per ripartire ha previsto l’assenza di tifosi negli stadi, con un autentico deserto a far da cornice agli incontri delle venti squadre di A e non solo.

Un primo approccio con gare prive di pubblico lo abbiamo avuto nell’immediato pre-sosta forzata, special modo durante il big-match serale dell’Allianz Stadium tra Juventus ed Inter. Oggi la mente di tutti noi si sta quasi abituando all’idea, dopo aver assistito alla consegna di un trofeo (la Coppa Italia al Napoli), un turno di recupero e ben due gare di campionato. Attenzione: abituarsi non significa accettare, aspetto ben diverso. La magia del calcio deriva anche e soprattutto dal sostegno dei tifosi, ammirare stadi pieni, cori, canti e coreografie quali, per esempio, il muro giallo del Signal Iduna Park di Dortmund. Ed i club, consci di ciò, stanno tentando di adeguarsi alla nuova situazione non rinunciando però ad alcuni escamotages. 

Fifa e cori fittizi: gli escamotages dei club di A

In Premier League e nella Liga spagnola ad esempio, hanno optato per il riutilizzo dei cori fittizi dei tifosi del noto videogioco a tema calcistico “Fifa”, nella speranza di ricreare, anche solo in minima parte, l’atmosfera del tifo casalingo. In Italia, nel corso della finale di Tim Cup, la Lega ha proiettato un ologramma delle due tifoserie sugli spalti dell’Olimpico, mentre a San Siro Milan ed Inter hanno affisso un cartellone a bordo campo raffigurante le foto di tifosi rossoneri e nerazzurri. L’originalità non è certo mancata, ma parliamo di un qualcosa nemmeno minimamente paragonabile alla presenza di tifosi ‘fisici’ all’interno degli impianti. 

Dalle riflessioni all’importante apertura di Dal Pino

Riflessioni, le nostre, che hanno toccato anche il numero 1 della Lega Serie A Paolo Dal Pino, il quale ha recentemente aperto ad un possibile e graduale ritorno allo stadio dei tifosi. “Dobbiamo avere prudenza e pazienza, ma siamo fiduciosi che se la situazione sanitaria continua a migliorare, il graduale ritorno dei tifosi negli stadi sarà una realtà, magari parzialmente dal prossimo mese le sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di New York Times, aggiungendo infine che “abbandonare la stagione in corso avrebbe avuto un serio impatto sul valore di club e giocatori”.

Un periodo da cerchiare in rosso dunque, specie se consideriamo che Luglio è alle porte. In attesa di maggiori specifiche, le quali potrebbero riguardare inizialmente l’accesso agli impianti per un numero limitato di tifosi, il calcio italiano può finalmente accennare ad un timido sorriso, celebrando un concreto passo in avanti verso una ritrovata (quasi) normalità. Perché è giusto dire che i sogni si vivono grazie a chi scende in campo, ma al contempo tutto ciò non esisterebbe senza il supporto, celebrativo ed economico, da parte di chi, da quegli spalti, è sempre stato in grado di regalarci la vera magia del calcio. 

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Redattore Novantesimo.Com, Direttore "L' Inter Siamo Noi"

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