L’Inter dopo le tante discussioni al termine della passata stagione ha deciso di continuare il suo progetto con Antonio Conte alla guida della squadra. Il tecnico è stato confermato nonostante le liti e le tensioni maturate per diverso tempo, specialmente in seguito alla ripresa della stagione dopo il lockdown.

I tifosi nerazzurri si auguravano che la permanenza dell’allenatore pugliese potesse comportare un’ulteriore crescita della squadra, che anno scorso ha ben figurato piazzandosi in seconda posizione in campionato a solo un punto di distanza dalla vincente Juventus e perdendo in finale di Europa League contro il Siviglia. Vittorie mancate per poco, ma essendo la prima stagione di un ciclo che in casa nerazzurra si auspicano vincente sono tuttavia risultati positivi e su cui fondare le basi future.

In questa stagione, però, l’Inter non è riuscita a dar seguito a quanto fatto di buono anno scorso e, peggio, ha invertito negativamente il trend e la squadra complessivamente sembra aver fatto notevoli passi indietro rispetto all’annata passata.

A che punto è l’Inter?

Prima di tutto, va sottolineato che se una società mette sotto contratto un allenatore come Conte, tra l’altro con uno stipendio importante, lancia subito un grande messaggio. Non si prende Conte senza ambizioni di vittoria, allo stesso tempo Conte non accetta progetti a cui mancano ottime potenzialità. Partendo da questa visione, se Conte dovesse lasciare i nerazzurri, a prescindere da quando e come lo faccia, senza vincere alcun trofeo si può dichiarare un progetto fallimentare. Sia per la società che per l’allenatore. L’Inter al momento non trasmette l’idea di essere una squadra di Conte, e ad essere precisi nemmeno Conte sembra il “solito” Conte. Dopo due mesi di stagione, l’Inter non è in una situazione brillante e in questa stagione non ci sono mai stati momenti di pieno ottimismo per i nerazzurri.

Si è rotto qualcosa di irreparabile?

Probabilmente si. Le liti e incomprensioni di anno scorso sembrano aver lasciato scorie pesanti nell’ambiente nerazzurro che nemmeno un buon mercato è riuscito ad eliminare. Conte non è ancora stato capace di valorizzare giocatori come Hakimi ed Eriksen, anche se quest’ultimo meriterebbe un discorso a parte (ne abbiamo già parlato in maniera approfondita a settembre). La difesa in generale subisce troppo, non si sono visti miglioramenti né individuali né collettivi nel reparto arretrato.

Le tensioni ci sono state e sono state anche pesanti, qualche discussione tra allenatore e società può capitare e a volte sono questioni non irrisolvibili. Ma i modi in cui Conte anno scorso si è presentato ai microfoni per dire e ribadire il suo malcontento verso la società non si dimenticano dall’oggi al domani, né da una stagione all’altra. Questo incide molto sull’andamento dell’Inter e sulla poca serenità che si nota in casa nerazzurra.

Campionato e coppa ancora senza successi?

Ieri l’Inter ha perso ancora in Champions League, 2-0 in casa contro il Real Madrid e qualificazione agli ottavi sempre più complicata. Sono 2 i punti nel girone e soprattutto sono 0 le vittorie dopo quattro partite. Un’altra “retrocessione” in Europa League, esattamente come anno scorso, sarebbe un altro duro colpo per l’Inter e il progetto di Conte, ma al momento rimediare e ottenere la qualificazione è più un’impresa che un obiettivo.

In campionato invece il Milan comanda la classifica ma al momento il discorso primo posto è molto aperto e la vetta è contesa da diverse squadre. Milan appunto, Sassuolo, Roma, Juventus e Inter, sono queste le prime cinque in ordine di classifica. Conte al momento è addirittura fuori dalla zona Champions ma questo per adesso conta relativamente. Ciò che preoccupa sono i risultati e le prestazioni, l’Inter raramente dimostra di essere superiore dell’avversario sul piano del gioco ma soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento e l’interpretazione della partita, fattori che contano più di altri per vincere partite e trofei.

Conte ha sempre considerato l’atteggiamento e l’intensità due importanti elementi per far meglio degli avversari e questi due aspetti sono mancati molto. Anche lo stesso Conte nelle interviste post-partita appare più spento rispetto al solito. Non ci aspettiamo, e tantomeno se lo aspetta la società, di vedere Conte sempre infuriato dopo ogni sconfitta, perché questo non giova a nessuno e lo hanno imparato ad Appiano Gentile. Ciò che sorprende e preoccupa, però, è vedere Conte reagire poco dopo i pareggi e sconfitte sia in campionato che in Champions. Spesso spento e scarico, in perfetta sintonia con le prestazioni della squadra. Non un caso.

Ripensamenti all’incontro di agosto

Forse serviva cambiare allenatore in estate, forse era quella l’intenzione di tutte le parti o forse no. Magari l’intenzione c’era ma mancava la disponibilità economica per poter mantenere Spalletti, Conte e il terzo allenatore. A meno che Conte non si fosse dimesso. Con un altro allenatore, si parlava per esempio di Allegri, probabilmente la squadra sarebbe messa meglio, prima di tutto in campo. Uno dei grandi problemi dell’Inter è la scarsa propensione di Conte ad adattarsi alle caratteristiche dei propri giocatori, con altri sistemi e con un altro modo di giocare, bello o non bello, l’Inter probabilmente sarebbe potuta essere in una situazione migliore.

E invece il punto in cui è attualmente l’Inter non soddisfa nessuno. In campionato ha mostrato molte lacune e in Champions si è registrato un grande passo indietro. Recuperare terreno in campionato è fondamentale ma servono i presupposti necessari.

L’Inter non è più quella di anno scorso e, se già anno scorso non era considerata la favorita per lo scudetto, per trionfare in Italia occorre lavorare e soprattutto vincere più partite possibili. Milan, Juventus, Roma e non solo non stanno ad aspettare e più passa il tempo più si rischia di finire completamente fuori strada. Il percorso di crescita che è iniziato anno scorso ha avuto diversi rallentamenti che però erano prevedibili, quelli di quest’anno però non sempre sono accettabili. Il percorso continua, la meta si è però allontanata e la posizione attuale non è quella in cui dovrebbe essere effettivamente l’Inter. Se si chiude un altro anno senza vittorie, l’Inter e Conte dovrebbero porsi tante domande e trovare soluzioni concrete per il bene di tutti. Quello che è mancato durante l’incontro di agosto.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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