90esimo – #RomaSPAL, Di Francesco: “Nel primo tempo sotto immeritatamente. Dzeko sottotono come tutti”

Di Francesco

Dopo la fine della partita, noi di novantesimo.com eravamo presenti in sala stampa per riprendere le dichiarazioni rilasciate in conferenza da Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma:

Per quanto riguarda ultima azione é normale che non dobbiamo fermarci mai, è un discorso generale di atteggiamenti. Nel finale essendo loro in meno dovevamo cercare ampiezza. Noi continuavamo ad andare per via centrali e sbagliavamo. Queste cose mi fanno incazzare. Cosa fa una squadra in meno? Si schiaccia. È impossibile entrare centralmente, così li favorisci. Nel primo tempo non meritavamo di perdere, eravamo sotto ma per demerito nostro”.

Su come giudica Cristante: “ Per me ha giocato come hanno fatto tutti gli altri. L’ho sostituto per mettere un altro attaccante accanto a Dzeko. Lui è quel giocatore che sta di più nella partita. Vero, ha giocato al di sotto delle sue possibilità, ma è stato quello un andamento generale della squadra. Non l’ho sostituto per demerito”.

Sugli errori che si ripetono: “La crescita passa anche la continuità di quello che tu fai. Oggi non possiamo riparlare del modulo. Oggi possiamo parlare di atteggiamenti, di determinazione sotto porta e di cattiveria. Nn possiamo perdere una partita perché alcuni dei nostri vanno in nazionale. Noi eravamo più forti, avevamo la partita in mano e dovevamo portarla a casa. Non puoi permettermi di prendere un goal così”.

Su Pastore: “È entrato a un quarto d’ora dalla fine perché si è allenato per la prima volta con la squadra giovedì. Stiamo perdendo quindi é giusto che lo metta per dare più sostegno a Dzeko, dovevamo essere più offensivi. Oggi avevo poche soluzione, non avendo ne Schick ne Perotti”.

Sulla partita: “Loro hanno provato a giocare dal basso ma spesso siamo riusciti a rubargli palla. Se si sbaglia tanto però, torniamo allo stesso punto: gli altri prendono fiducia e tu perdi in qualità. La Juve? Si vede che sono più forti. Dobbiamo tornare ad essere competitivi e dobbiamo farlo martedì”.

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"La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale [...] e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo" - Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, 1935.