90esimo – Nicolato: “Non dobbiamo avere paura di sbagliare: voglio vedere giocare i ragazzi. Il 3-5-2? Lo escludo.”

Paolo Nicolato
Paolo Nicolato, allenatore della Nazionale Italiana Under 21

Si avvicina il giorno del debutto di Paolo Nicolato sulla panchina della Nazionale Under 21. Gli Azzurrini affronteranno la Moldavia in amichevole domani alle 18:30 allo stadio ‘Angelo Massimino’ di Catania. Successivamente arriverà il Lussemburgo, Martedì prossimo, gara che sarà valida per le qualificazioni a Euro 2021.

Oggi il tecnico ha risposto ad alcune domande in conferenza stampa, noi di Novantesimo.com eravamo lì a seguire il suo intervento.

Cosa è cambiato negli allenamenti nel corso di questo ritiro? Come vede i suoi ragazzi? “Abbiamo fatto cinque allenamenti, due dei quali ridotti perché alcuni ragazzi avevano giocato pochissimo tempo prima e abbiamo cercato di gettare le basi e mettere giù dei concetti per far capire anche ai ragazzi che non facevano parte del mio gruppo già da prima quale fosse il nostro modo di lavorare e di stare insieme. Per fare una cosa fatta bene ci vuole tempo, dobbiamo cercare di accelerare io più possibile ma ci vuole tempo.”

Ha già un’idea sull’11 titolare che domani scenderà in campo? “L’unica idea che ho adesso è fare girare quanti più giocatori possibili perché si tratta di una partita che servirà sia a me che a loro per conoscerci. Durante questi primi raduni abbiamo l’obbligo di conoscerci sotto il profilo sia umano che tecnico. Sarà una formazione che mi darà modo di vedere tutti giocare, voglio vedere giocare i ragazzi a prescindere da quello che sarà l’andamento o il risultato.”

Ha intenzione di chiedere qualcosa in particolare a coloro i quali la seguono da parecchi anni? “Loro mi conoscono meglio e sanno adattarsi più in fretta, ma anche il resto dei convocati è un gruppo di ragazzi intelligenti che ha voglia di condividere e di fare le cose per bene. Ciò che mi aspetto da tutti è l’entusiasmo, un buon atteggiamento e la voglia di divertirsi: il divertimento per me è fondamentale nella fase di apprendimento, perché se si fa una cosa divertendosi riesce meglio. Cercheremo di proseguire il lavoro che abbiamo fatto in termini di filosofia, di stare in campo e nel modo di indossare la maglia azzurra, il nostro voler dare tutto sul campo credo sia uno dei motivi che ha portato la gente ad affezionarsi a noi in passato.”

Cosa ha chiesto in questi giorni alla squadra soprattutto a livello di gioco? “Ho chiesto di non aver paura di sbagliare. Alcuni di loro sono tesi ma lo siamo tutti, non dovremo avere paura perché utilizzeremo i nostri errori per migliorarci e cercare di costruire qualcosa. Per fare tutto questo ci vuole tempo e ci vogliono gli errori. Ho chiesto loro di stare sereni e di fare del loro meglio, è un cammino che faremo insieme.

Ha già deciso con quale modulo schierare la squadra?Sicuramente giocheremo con la difesa a 4, da li in su dobbiamo ancora decidere e dipenderà dai titolare e dalla gestione dei cambi, che saranno comunque programmati. È una squadra molto giovane con diversi ‘98 e ‘99 ma sono ragazzi che non hanno difficoltà sul piano tecnico nel confrontarsi con qualcuno di più esperto, dobbiamo ancora migliorare alcune cose e decideremo. Cercheremo di ricalcare al meglio il lavoro che sta facendo Mancini per ciò che riguarda i principi offensivi e di gioco.”

E il 3-52? Lo escludo. Almeno per la partita di domani perché vogliamo giocare un calcio più offensivo, la squadra dell’anno scorso non aveva un gran palleggio ma grande gamba e ripartenza con due attaccanti forti. Quest’anno abbiamo una squadra con grandi qualità tecniche diverse e che può mantenere il palleggio alzando di più io baricentro. Per questo per il momento mi sento di escludere una difesa a 3.”

In attacco ha a disposizione giocatori che quest’anno troveranno molto spazio in Serie A e Serie B. C’è del potenziale in questi attaccanti che lei segue da diversi anni?Assolutamente si, ci sono grandi potenzialità. Alcuni di loro devono crescere ma si tratta di ragazzi con grandi qualità che si sono già messi in mostra con le Nazionali precedenti. Adesso abbiamo un reparto offensivo che ha trovato spazio nei propri club e questo per noi è un vantaggio perché una delle problematiche dobbiamo superare è lo scarso mi minutaggio che spesso hanno i nostri ragazzi, e questo influisce sulla condizione. Sia perché giocheremo due partite in un periodo di tempo ravvicinato e sul piano dell’esperienza. Se saremo capaci, al netto anche degli errori, vorremmo far giocare più possibile il nostro reparto offensivo cercando di mantenere equilibrio.”

Ha già avuto durante questo seppur breve ritiro le risposte che si aspettava al momento della convocazione da parte dei nuovi arrivati? Trovare giovani in Italia non è facilissimo. Sono pochi quelli che giocano nelle prime squadre e la mia scelta è stata portare il gruppo dell’Europeo e del Mondiale precedenti che ha continuità, alcuni che hanno fatto parte di quel gruppo non sono oggi con noi ma sono comunque tenuti in considerazione. Poi sono andato a cercare chi sta iniziando ad avere esperienza nei due campionati maggiori, soprattutto in Serie B, li ho seguiti e convocati e si tratta di ragazzi molto volenterosi ed entusiasti di essere qui e che vogliono restarci, ed è una cosa importante. Alcuni di loro sono ragazzi che hanno avuto un passato in settori giovanili di club importanti e che hanno buone qualità. Sarà il campo a dirci se sapranno essere competitivi a livello internazionale, ma sono fiducioso. Mi auguro che facciano vedere cose importanti perché dobbiamo cercare costruire un gruppo di 30/35 giocatori con cui lavorare. Dobbiamo allargarci per tener conto anche dei possibili infortuni, problemi o convocazione in Nazionale A. Naturalmente questo è sia compito nostro ma anche dei club perché noi beneficiamo del loro lavoro.”

Pensa che la partita di domani sarà un test “provante” per la nostra Nazionale? “Questo lo sapremo domani, in generale non dobbiamo mai essere essere presuntuosi. Non basta aver scritto “Italia” sulla maglia per vincere le partite. Il calcio è cambiato, gli equilibri sono cambiati e la conoscenza del calcio è di dominio di tutti quindi si fa fatica con tutti. Solitamente sono test provanti, ma ce lo dirà il campo. Voglio che i miei giocatori lavorino campo per conquistarsi qualcosa.”

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