90esimo – Nicolato: “Con me Kean sempre perfetto. Domani il pericolo sarà credere di aver già fatto tutto”

Paolo Nicolato
Fonte: FIGC (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Paolo Nicolato, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Under 21, ha parlato oggi in Conferenza Stampa in occasione della sfida che vedrà coinvolte Italia e Armenia nella gara valevole per le qualificazioni a Euro 2021 domani alle ore 18:30 presso lo stadio ‘Angelo Massimino’ di Catania. Noi di Novantesimo.com eravamo presenti per raccogliere le sue dichiarazioni.

Dopo anni in cui Julio Cesar prima e Buffon poi si sono imposti nella posizione di portieri, oggi ci ritroviamo con interpreti come Donnaumma, Sirigu, Meret e Gollini così come i tuoi che hai sempre definito di grande qualità. È finalmente rifiorita la scuola dei portieri Italiana?Sicuramente oggi abbiamo grande disponibilità ma credo che sia naturale, fa parte di un ciclo. In questo momento abbiamo bravi portieri magari, però abbiamo problemi in altre zone del campo, per come la vedo io nel calcio Italiano mancano le ali: può essere dovuto anche al modo di giocare, infatti tanti giocano col 3-5-2, altri con il rombo a centrocampo ma comunque non ci sono tante ali con le caratteristiche giuste per saltare l’uomo ad esempio, qualcuno c’è ed è in Nazionale A. Ogni allenatore cerca di sfruttare i giocatori che ha a disposizione, manda in campo i migliori trovando un modo per farli lavorare insieme.”

C’è qualcosa che ha imparato dopo la partita d’andata?Intanto dobbiamo entrare nell’ottica che nessun avversario va sottovalutato, noi non l’abbiamo fatto e in questa fase iniziale avremo fatto insieme 20-25 giorni (non con tutti) con un discreto numero di allenamenti. Allora eravamo meno preparati rispetto ad adesso, ma le partite insegnano che bisogna essere concentrati e umili, dalle mie parti si dice che “Tranquillo è morto giovane.”

Rispetto a quando ha preso in mano questa Nazionale ha delle idee chiare sulla sua formazione? Ha in mente un 11 consolidato o vede tutti i ragazzi come possibili titolari?Non ci sono idee chiare nel senso che abbiamo un parco giocatori abbastanza ampio, e le nostre scelte dipenderanno anche dalle scelte della Nazionale A. Quindi il mio obiettivo è creare un gruppo di giocatori, che probabilmente non è totalmente pronto per il momento per giocare, ma farli diventare pronti nel più breve tempo possibile nel caso in cui la Nazionale abbia bisogno dei nostri giocatori come mi auguro. L’obiettivo è dare esperienza ai ragazzi che al momento non ce l’hanno e per fare questo bisogna avere pazienza perché l’esperienza non viene senza errori, dobbiamo cercare di dargli l’opportunità di imparare. Credo di essere nella strada giusta in questo senso perché abbiamo dato delle opportunità ad alcuni giocatori che forse nessuno conosceva in quel momento. Con la giusta fiducia ogni giocatore può rivelarsi una sorpresa importante.”

Quali sono i punti di forza dell’Armenia? Su cosa dovrà prestare attenzione domani l’Italia?Posso dire quello che ci ha dato più fastidio durante l’ultima partita: la loro velocità in ripartenza. Noi non siamo una squadra di grandissima gamba, ma abbiamo una buona tecnica e palleggio e se non stimato attenti rischiamo di subire qualche ripartenza come è successo con l’Islanda. Alcune sono giustificabili dal fatto che noi cerchiamo di essere offensivi, altre di possono evitare.”

Che atmosfera si aspetta dallo stadio in cui ha iniziato la sua avventura nell’Under 21?Noi abbiamo bisogno di un grande pubblico, di sostegno. Specialmente nella parte iniziale dove le sicurezze non sono ancora totali , dove la personalità della squadra è ancora “da completare” e credo che a Catania avremo modo di essere aiutati.”

Preferirebbe avere una squadra titolare da schierare sempre per dare continuità o adotterebbe comunque scelte alternative?Ci sono dei ruoli in cui preferirei avere un po’ più di continuità perché non abbiamo ancora grandissime certezze, per cui bisogna insistere su alcuni giocatori perché le certezze si possono acquisire. Abbiamo altri ruoli in cui ci sono giocatori con gradi capacità che mi consentono di adattarli a seconda dello stato di forma del momento, che va tenuto in considerazione, e delle esigenze della partita. Ci sono ruoli in cui sbaglio sempre o non sbaglio mai, nel senso che indipendentemente dalle mie scelte chi rimane fuori è comunque un giocatore importante. Per altri ruoli vorrei riuscire in questi mesi a trovare dei giocatori in grande di darci delle alternative in più perché abbiamo qualche ruolo scoperto.”

Kean e Cutrone stanno giocando in Premier League ma non hanno continuità, a Gennaio potrebbero tornare in Italia. Lei gli consiglierebbe di tornare e giocare in Serie A?Non solo la persona indicata per dare questo tipo di consigli, posso dire che io ho bisogno di giocatori che abbiano minutaggio nelle gambe perché nel calcio internazionale di oggi se non hai almeno la stessa condizione degli avversari fai fatica. La mia esperienza dice che non si può sottovalutare alcun avversario perché quasi sempre si parla di squadra che hanno giocatori con grande minutaggio nelle gambe. Le nostre qualità tecniche sono buone, ma non basteranno se non qualifichiamo l’aspetto del temperamento e dell’intensità di gioco su cui non siamo sufficienti per mancanza di esperienza.”

Alla luce di quanto è accaduto a Dublino cosa pretendi domani sera da un punto di vista disciplinare e tecnico?Da Kean mi aspetto che si comporti come gli altri in campo e credo che conciliare talento, motivazione, tranquillità a quell’età sia difficile, non tutti i ragazzi lo sanno fare e lo dimostra anche lo screzio che abbiamo avuto a fine partita seppur non sia stata colpa nostra a mio modo di vedere. Però in quei momenti lì si impara ad essere uomini e più equilibrati, tutti noi dobbiamo cercare di essere più equilibrati ed essere talmente forti da non rispondere ad alcun tipo di provocazione e soprattutto da poter far confluire le nostre energie esclusivamente sul match. È una cosa che non abbiamo ancora imparato a fare ma siamo molto motivati, siamo un gruppo che secondo me sta costruendo delle cose interessanti e dobbiamo cercare di fare un salto di qualità.

Ha detto che Kean scenderà in campo domani ed è normale che la sua presenza attiri gran parte delle attenzioni, lei come l’ha visto in questi giorni?Perfetto. Moise Kean si è comportato in maniera perfetta da tutti i punti di vista. Il fatto che sia sempre al centro delle attenzioni è sia responsabilità nostra che vostra, alcune cose se le cerca ovviamente ma non è facile gestire questo tipo di interesse, di attenzione, passione e amplificazione delle sue gesta. Non voglio creare attenuanti perché quello che ha fatto è comunque sbagliato ma l’altra volta secondo me è stato punito oltremisura, questa volta si sta muovendo bene nel gruppo si impegna negli allenamenti, ha voglia di giocare quindi per me è perfetto.”

L’azione che ha portato al goal di Sottil ricorda un po’ il Napoli di Sarri con circa 30 passaggi consecutivi con tre cambi di campo. È questa la sua idea di calcio o è un “momento di passaggio” verso un’Italia diversa?Credo che il calcio sia legato alle caratteristiche dei giocatori, l’allenatore deve valorizzare al meglio i giocatori che ha a disposizione. Non pensò che siano i giocatori a doversi adattare alle mie idee, ma devono essere le mie idee ad adattarsi a loro. Un bel goal può essere quello lì, preceduto da tanti passaggi ma anche uno fatto da due passaggi come quello di Scamacca a fine partita. Quello che cerco di far passare alla squadra è riuscire a trovare le soluzioni giuste al momento giusto e sapere cosa fare sul campo in maniera molto veloce. Credo che la squadra possa giocare in vari modi, dobbiamo trovare il modo migliore per far giocare bene i ragazzi e farli se tire a proprio agio perché penso che così facendo rendono meglio.

Lei ha parlato in precedenza della fase di recupero dopo i 90 minuti giocati ad alto livello Sabato pomeriggio. A questo proposito pensa che domani vedremo un massiccio turnover o gli stessi 11 con magari qualche variazione?No non penso. In questo momento non credo che il problema possa essere fisico ma che possano esserci pericoli a livello nervoso. Siamo arrivati all’ultima partita senza certezze, abbiamo schierato una squadra nuova contro una formazione che aveva 3 vittorie su 4 partite, giocando con una difesa in quel contesto praticamente inventata, un centrocampo con diversi giocatori nuovi e abbiamo fatto comunque una buona partita. Il pericolo è questo qui: credere di aver fatto fatto tanti passi in avanti. Domani sarà una partita difficile perché abbiamo speso molto da un punto di vista sia fisico che nervoso e le partite sono molto ravvicinate e ci sono anche dei problemi di rosa come già detto e di attenzione. Sono partite che valgono sempre 3 punti.”

Come procede secondo lei il percorso di Paolo Nicolato con l’Under 21? In cosa si può migliorare?Si può sempre migliorare e tanto, più vado avanti con l’età più mi ritrovo con meno certezze mentre quando ho iniziato pensavo di sapere tutto io. Stiamo facendo un lavoro con un gruppo molto disponibile, che non mi da nessun tipo di problema e lo si vede anche sul campo. Il processo di integrazione di tutti i ragazzi che non avevano mai lavorato con me mi soddisfa molto, ed è palese la loro voglia di starci e la loro disponibilità nonostante il poco tempo che abbiamo a disposizione.“

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