90esimo – Football Leader, in corso la conferenza ‘Generazione Var’ con ADL e Rizzoli

In diretta dall’Università Federico II di Napoli, la redazione di Novantesimo.com seguirà la conferenza “Generazione VAR”. Interverranno il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, Nicola Rizzoli, Renzo Ulivieri Mario Sconcerti. A moderare l’evento ci sarà Toni Iavarone. 

10:40: Al via la conferenza con le parole di Nicola Rizzoli: ”Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di essere qui. È un onore. È una tecnologia che deve migliorare e può migliorare. Siamo partiti in anticipo. L’estate scorsa in un mese e mezzo disputammo 73 partite in estate, quando i giocatori sono in vacanza, online con le primavere per fare esperienza. Poi l’esperienza è stata fatta durante il campionato. Obiettivo del VAR è la minima interferenza per avere il massimo beneficio. C’è un unico protocollo. Bisogna correggere solo gli errori chiari, poi durante il campionato si sono aggiunti gli “errori ovvi”, ossia quelli in cui tutti la pensano alla stessa maniera. Se qualcuno può avere un’idea contraria, il VAR non può intervenire.  L’importante è che l’arbitro in campo intervenga sempre, senza aspettare il VAR. Questo perché difronte ad una situazione dubbia resta quanto successo in campo. Anche dopo l’intervento del VAR, la decisione finale spetta sempre all’arbitro”.

Rizzoli dà voce, attraverso degli audio riprodotti, anche agli arbitri non presenti alla conferenza. Si evidenziano i miglioramenti statistici della stagione: ”Ammonizioni diminuite del 14,7%, ammonizioni per proteste -19.3%, simulazioni -43.7%, comportamenti antisportivi -5.4%, espulsioni -6.4%. L’anno scorso 11 espulsioni dirette per proteste, quest’anno solo 1, in negativo solo le condotte violente +7.7%”.

Sugli errori fatti e corretti in stagione: ”Ci sono situazioni in cui oggettivamente abbiamo sbagliato. E se sono qui è per metterci la faccia. Se non riconosciamo gli errori non miglioreremo mai. 346 partite (alla 33esima giornata) con 1736 silent check (464 rigori, 916 gol, 356 situazioni dubbie di cartellino rosso): tutte, e credetemi tutte, le situazioni da protocollo vengono controllate. 105 overrule (situazioni dove sarebbe stato errore e sono state modificate), su 105 correzioni ne sono state fatte 69 con on field review. Le restanti 36 sono state fatte con comunicazione tra Var e arbitro, con on field review ci sono state 16 conferme della decisione dell’arbitro. Su 105 correzioni abbiamo commesso 17 errori: dovuti all’inesperienza, errori di procedure. Di 17 errori, 8 hanno inciso sul risultato della partita. L’obiettivo della prossima stagione sarà non incidere con gli errori. Però gli errori senza Var sarebbero stati 6,05%, con il Var solo 0,98%”. Successivamente fa ascoltare le comunicazioni audio nel momento del Var dicendo: ”A me interessa la trasparenza”.

Dal Napoli interviene anche Nicola Lombardo, direttore dell’area comunicazione azzurra: “Il Napoli ha sempre pensato che gli arbitri siano un elemento fondamentale. Chiunque lo sa. L’arbitro va tutelato, perché può sbagliare. Siamo rispettosi di questo, infatti siamo la seconda squadra che prende meno ammonizioni dopo la Roma. La nostra linea è di non criticare mai gli arbitri se, come può succedere, facciano degli errori. Da parte nostra non ci sono parole di questo tipo. Solo una volta un anno fa in occasione di Napoli – Juve di Coppa Italia protestammo. Da parte del Napoli non ci sono e non ci saranno mai aggressioni verbali. Cercheremo di ridurre l’aggressività verbale dei nostri giocatori nei confronti degli arbitri. Il bello del calcio è anche la discussione: è bello che la mattina nel bar si discuta se quel fallo di mano potesse essere rigore o meno”.

Prende parola anche il numero uno del Napoli, interviene Aurelio De Laurentiis: “Per me un arbitro, lo dice il termine, è una persona equidistante: non può avere un ruolo politico. Se appartiene ad un’associazione federativa è un errore. Credo che nel calcio per un problema anagrafico si sia vissuto sul compromesso conveniente dell’ignoranza. Nel 96, Serie A, Serie B e Serie C andavano rifondate. Credo che la classe arbitrale dovrebbe essere assunta, profumatamente pagata, nel caso ammonita, dalla Lega Serie A. Loro dovrebbero essere dei nostri dipendenti. I media fanno sempre riferimento ai tifosi dello stadio, ma il Napoli ha 36 milioni di tifosi e 120 milioni che ci considerano seconda squadra.

Credo che la serie a dovrebbe ingaggiare gli arbitri. Se viene istituito un nuovo meccanismo, quello del Var, non è che ci dite che non possiamo guardare nulla. Se è un esperimento, significa che siamo tutti pronti a non criticare. Però discutiamone, perché lasciare sempre il punto interrogativo? La classe arbitrale con calciopoli ha avuto un momento che vogliamo dimenticare, ma lo ha avuto. Per dare trasparenza alla classe arbitrale credo che bisogna tenerla fuori da possibilità di dubbio. Ero molto attento alle spiegazioni di Rizzoli prima, però mi domandavo: forse ci sono troppi se e troppi ma?

Dovremmo stilare un documento, un regolamento, di cosa è verificabile con il var e cosa no. Una volta definito, non ci sono più se e ma. Poi in cabina di regia ci vogliono dei tecnici, non arbitri che possono sempre dare la paura che… Gli arbitri sono il nostro tesoro, il nostro bene: non possiamo sempre fargli la guerra. Avete mai visto ai campetti come si comportano ai genitori dei figli con l’arbitro? Dovremmo chiedere al ministro della pubblica istruzione di inserire il calcio fin dalle scuole elementari il calcio a livello tattico e teorico: di come si vive il calcio e i suoi valori.

La cosa importante secondo me è cercare di seminare il rispetto e la passione e non l’odio. Bisogna fare in modo che gli arbitri siano portati da noi sopra un piedistallo inattaccabile.

Altrimenti non ne usciremo mai e resterà sempre il dubbio: “eh ma la Juventus, in Italia è difficile combatterla…ha 3 scudetti che si cuce sul petto ma… Mi sono un po’ stancato sinceramente di questa cosa”.

Rizzoli interviene nuovamente e risponde a De Laurentiis: ”Rispetto e ascolto volentieri tutte le persone, figuriamoci se non una persona così importante come De Laurentiis. Posso rispondere alle considerazioni tecniche, non a quelle politiche perché non è il mio ruolo. L’obiettivo è di togliere i se e i ma, e la cosa principale che garantiamo è che le regole del protocollo ci sono e sono chiare. Il protocollo è complicato e dettagliato, e lascia poco margine ai se e ai ma.
Si può ancora modificare sicuramente e qualche considerazione va fatta. Però queste regole ci sono. L’obiettivo è migliorare la tecnologia. Per il discorso politico non sono la persona adatta a parlarne. La mia domanda è, sui tecnici: chi sono? Che carriera hanno fatto? Sono stati allenatori?”.

De Laurentiis: “La serie A deve prendere lei le decisioni. Non possono passare sopra la nostra testa. Non è che la Federcalcio paga 300mln alla squadra per comprare i giocatori. Di problemi ne affrontiamo tanti e siamo abituati.

Ha visto Sky come si era preoccupata di MediaPro? A Sky preoccupava di dover smontare tutto un apparato: cosa facciamo con giornalisti, operatori, impiegati? Il calcio ha una responsabilità molto importante.

Per dare una risposta a Salvini e Di Maio, uno dovrebbe dire: la Lega Serie A quanti tifosi rappresenta? Dovrebbe dire la sua su quale sarà il ruolo dell’Italia in Europa nel prossimo quinquennio? Vede quanto è importante il calcio?
Noi spesso perdiamo di vista il nostro obiettivo. Vorrei che questo nel calcio si definisse. È sport o è industria?

Nella vita il compromesso è la più grossa stupidaggine che si possa commettere. Bisogna fare delle scelte e prendersi delle responsabilità“.

Successivamente, vengono poste alcune domande da parte degli studenti dell’ateneo napoletano.

Cosa manca al Napoli per avvicinarsi alle altre forze europee?

De Laurentiis: “Non manca nulla. Perché se andasse su internet verificherebbe che l’olanda ha fatto una hit parade dei migliori club italiani: primo posto la Juve, poi il Napoli. Davanti a Milan, Inter e Roma. Dietro a questa società, che i giornalisti definiscono disorganizzata, c’è tanto lavoro. Per me il cinema è stato un insegnamento.

Quando sono arrivato ho trovato un gran casino. Poi dopo i primi tre anni ho detto: è tutto qui? La differenza del calcio col cinema è che fai un film a settimana di cui non sai il finale. Nel cinema impieghi mesi o anni per fare un film con il finale che vuoi“.

De Laurentiis: “Vorrei chiedere a Sconcerti e Rizzoli: i giovanissimi non si stanno legando al calcio. Si stanno indirizzando verso giochi completamente diversi: sono stato a Los Angeles e mi sono incontrato con i proprietari di vari giochi. Raggruppano giocatori che vanno in arene e virtualmente giocano in un campionato sparatutto. Se lo paragonate al calcio, è un’enorme cazzata. Perché il calcio è molto più bello. Però va velocizzato. Io mi opposi al fatto che i calciatori andassero in tribuna. Alla fine abbiamo risolto questo problema. Perché ora non combattiamo per fare più cambi possibili? Senza limiti. Darebbero più valutazione ai calciatori“.

Sconcerti: “La domanda è complessa. Cerco di rispondere da tanto tempo. Perché il nostro calcio da 20 anni non crea un fuoriclasse? Oggi ci sono buoni giocatori. Il nostro problema non è trovare un allenatore da nazionale, ma giocatori. Un paese felice gioca un calcio felice, uno triste un calcio triste“.

De Laurentiis:Napoli giocava un calcio bello, ma non siamo felici“.

Sconcerti: “Senz’altro. Il problema però di non costruire giocatori dipenda dalle reazioni del paese al quotidiano. Cosa è cambiato negli ultimi 20 anni? È scomparsa la strada, è scomparso l’oratorio. Il bambino non gioca più negli spazi stretti. Nelle scuole calcio devono giocare tutti, perché tutti pagano. Dal 2000 i computer sono a casa nostra, i telefonini. I ragazzi restano in casa pur avendo una partecipazione grande di amici. Non c’è dubbio che la lega debba essere la confindustria del calcio e che si debba andare verso un campionato d’europa. Però proprio per la qualificazione a quel campionato ci sia bisogno di arbitri indipendenti“.

Uno studente domanda a Rizzoli se il VAR poteva o doveva intervenire sul possibile secondo giallo di Pjanic in Juventus – Napoli.

Rizzoli: “Grazie per la domanda. Non ho nulla da nascondere. Il VAR ha deciso di non intervenire sui gialli. Vuol dire che, purtroppo o per fortuna, non può intervenire neanche sui secondi gialli. Al momento è fuori protocollo, fuori dalla possibilità di intervento. Questo fa si che se uno volesse controllare il secondo giallo, si dovrebbe controllare anche il primo. Al momento non è stata data la possibilità di controllare solo un giallo. Al momento quindi quell’episodio esula dall’intervento del VAR“.

Sempre Rizzoli:Il secondo giallo incide sulla gara? La considerazione è stata fatta e portata. Vedremo quali saranno le risposte. È anche onesto che se un giocatore viene espulso per due falli, andrebbero controllati entrambi. Il secondo è teoricamente più importante del primo, ma conta anche il primo. Hanno lo stesso peso, anche il primo è sommato al secondo. Ci sono considerazioni da fare e le faranno.

Potremmo fare un nostro protocollo? Non è un obiettivo, perché poi le squadre giocano nel mondo con altre regole?

Se controlli il secondo, dovresti controllare anche il primo. Se controlliamo poi tutti i gialli è troppo“.

Domanda studenti. Come cresce il Napoli con Ancelotti e retroscena dell’addio di Sarri.

De Laurentiis: “Retroscena non ce ne sono stati. Ad un certo punto ho comunicato che il tempo era scaduto. Non è che posso stare a disposizione degli altri, quando gli altri dovrebbero stare a disposizione del club.

Con Ancelotti abbiamo iniziato a collaborare sia a Roma, sia con lui a Londra e in Canada. Ieri a Castelvolturno c’è un cantiere in piedi dall’ultimo giorno di campionato. Ho mostrato al figlio di Ancelotti e al suo gruppo la struttura di Castelvolturno. Voglio ridare smalto a quella struttura. Abbiamo fatto dei ragionamenti col medico De Nicola, con il nostro cuoco. Il nuovo gruppo di lavoro deve poter lavorare al meglio.

La domanda che vorreste fare è: che giocatori compriamo? Noi delle volte non ci rendiamo conto. Durante il mercato offendiamo giocatori che hanno sudato per la maglia del Napoli, inneggiando a chi comprare. Quello deve andare a Londra, quello in Cina a 10mln di stipendio, quello al City.

Non dimenticherò mai quando Antonio Conte mi fece una corte spietata per Koulibaly, offrendo 58mln. Che me ne faccio di 58mln? Il bene è Koulibaly: è un bene che rimanga qui e non vada lì.

In alcuni ruoli forse ci vuole esperienza per andare avanti in Europa. Per ora ho fatto un contratto di 3 anni ad Ancelotti: mi auguro resti 10 anni, ma poi tutto può accadere.

Mi muoverò sempre con obiettività. 14 anni fa quando arrivai a Napoli non sapevo nulla di calcio. Io da Mario Sconcerti ogni volta imparo qualcosa, lo ascolto come fosse un oracolo.

Con Carlo faremo quello che dovremo fare, poi vedremo anche come si rinforzeranno gli altri“.

Perché non ha mai avuto voglia di investire nel settore giovanile?

De Laurentiis: “Sempre dato così tanta importanza che abbiamo tirato fuori gente come Insigne, adesso Luperto. Se io vengo a Napoli e mi inserisco su un fallimento, dove non mi è stato dato nulla. Avrei potuto chiamare la squadra Vesuvio, Campania…i risultati sarebbero stati gli stessi.

Il problema sono le strutture. Quando questa città va a chiedere al CONI: quanto dobbiamo chiedere per l’affitto? E il coni dice intorno ai 450mila euro l’anno. Poi mi vengono chiesti circa 1.5 milioni. Allora che sei andato a fare al CONI?

Per il settore giovanile Prima di tutto vanno trovati 100 ettari che non siano inquinati, e non è facile. Poi devo trovare sindaci intelligenti che mi facciano fare.
Poi devo risolvere il problema dello stadio“.

CONDIVIDI
Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008