90esimo – De Laurentiis: “Balotelli? Non lo abbiamo preso in considerazione. Ancelotti? Ci siamo sentiti varie volte negli anni”

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, quest’oggi ha parlato alla conferenza generazione VAR. L’evento è stato organizzato da Football Leader presso l’università degli studi di Napoli Federico II.

Noi di Novantesimo eravamo presenti, per raccogliere le dichiarazioni rese alla stampa dal patron del Napoli.

Su Balotelli: “Per quanto riguarda Balotelli, non lo abbiamo preso in considerazione perchè è uno straordinario attaccante, ma prima di tutto dobbiamo capire con Ancelotti quali sono le possibilità del nostro gruppo esistente, perchè in attacco ne abbiamo davvero tanti. Fare un torto a chi con la fede si è lasciata acquistare per il Napoli e che magari ancora non ci ha mai giocato, immaginare che l’attacco sia una nostra priorità è assolutamente un errore. Noi abbiamo altre priorità”.

Su Ancelotti: “Sono arrivato a lui perchè negli anni ci siamo sentiti con lui varie volte e mi ha sempre dato un senso di imparzialità e serenità. Quando mi chiedeva qualche giocatore e io rifiutavo non è che insisteva come Conte, che mi chiamava tante volte, capiva e basta. L’ho voluto perchè è un grande che ha vinto dappertutto. Se viene a Napoli vuole dire che l’ambiente, la rosa, la società gli piacciono. Non è uno che mi da l’impressione di usare il Napoli per poi andare da un’altra parte. Noi siamo sempre stati considerati terra di conquista: vedete quanto da fastidio che il Napoli da tempo stia battendo le due milanesi? Il fatto che Milan, Inter e Roma stanno dietro di noi gli da fastidio”.

Sui nomi che potrebbe attirare Ancelotti: “Ai tifosi piace giocare con i nomi. Noi abbiamo una squadra forte, ci sono delle clausole rescissorie e se qualcuno la vorrà esercitare vuol dire che non ama così tanto il Napoli. Noi non dobbiamo trattenere nessuno. Per uno che possiamo perdere, ce ne sono quattro che possono arrivare, fortunatamente, sia per l’esperienza di Ancelotti, che per le nostre possibilità economiche. Per vincere non ci vuole l’acquisto e basta, ma nervi saldi e capacità di saper fare tesoro di un unicum che va stabilito. Io cerco sempre di non cambiare. Voi (riferito alla stampa) avete offeso i nostri calciatori, non ritenendoli così forti. E invece lo sono già”.

Su Benitez: “Doveva andare via dopo il primo anno, sono stato io che l’ho costretto esercitando un’opzione a rimanere il secondo anno. Se non avessimo sbagliato qualche rigore probabilmente avremmo chiuso lo stesso nell’Europa che conta. Il secondo anno era finito il rapporto con Benitez, perchè già un anno prima aveva parlato dei suoi problemi con la famiglia e non voleva starvi lontano. Tanto è che per stavi vicino ha accettato di allenare in Serie B inglese. Questa è una testimonianza ulteriore che lui non voleva andare via, ma aveva dei problemi di carattere familiare. Poi è ovvio che io alla stampa dica, mentre cerco un altro allenatore, che sto trattando per la sua riconferma, ma è normale che io comunque mi tenga un carta di riserva. I matrimoni si fanno in due. Se una moglie se ne vuole andare, pazienza”.

Sui senatori del Napoli: “Guardate quanti anni abbiamo tenuto Maggio, Hamsik ed Insigne, quante volte abbiamo aumentato i compensi. Cominciamo a parlare di lordi, perchè quando ad una persona parli di 6 milioni quando in realtà sono 12 è tutta un’altra cosa. Noi dobbiamo essere più leali con noi stessi e fare dei discorsi che corrispondano alla verità e non alla finzione. Se volete andare d’accordo con me, non dovete raccontare delle balle per vendere audience. Questo si vende attraverso professionalità, serietà e rispetto”.

Su Hamsik: “Ci siamo visti quando ci siamo salutati nello spogliatoio che io li ho innaffiati. Gli ho detto ‘dove vai? Questa è casa tua, poi se vuoi andare via, io non faccio sconti'”.

Sul futuro di Insigne: “Secondo me lui è un simbolo del partenopeismo, della società. E’ creato in casa e rappresenta i napoletani. Lui si dispiace. Per un napoletano non è facile stare a Napoli”.

Se quando parla di sconti, si riferisce anche Sarri: “Nessuno mi ha chiamato, non ci sono stati contatti. Ma poi gli sconti non è che li faccio ad una persona sì ed una no. Io non li faccio. Quella è una clausola messa a difesa di mie scelte. Quando non vengono rispettate e mi si chiedere di modificare un contratto, io lo modifico, ma il contratto è un atto bilaterale. Tu mi chiedi più soldi? Io inserisco la clausola rescissoria. Dopo che ho pagato i soldi in più, è giusto che la suddetta resti valida”.

Dal nostro inviato

Raffaele Imperatore

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"La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale [...] e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo" - Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, 1935.

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