Quest’anno non è stato il solito anno a causa di tanti motivi, uno su tutti il COVID-19. Il proposito di questo pezzo è cercare di riassumere questo 2020 con una serie di episodi (ad avviso dell’autore) capaci di racchiudere tutto l’anno in questione.

1/12 – Il calciomercato: nel segno di Eriksen ed Ibra

Il mese di gennaio è stato vissuto all’emblema del calciomercato, protagonisti assoluti di questa sessione di riparazione sono state le due squadre di Milano. Da un alto abbiamo l’Inter, che acquista Christian Eriksen. Il centrocampista danese, tra i più forti al mondo, lascia gli Spurs per sposare la causa nerazzurra. Quasi un anno dopo questo matrimonio si rivelerà praticamente fallimentare, con Eriksen ridotto ad essere una semplice riserva e il suo valore di mercato drasticamente calato.

IZ BACK – Discorso diverso invece per quanto riguarda il Milan, che acquista Simon Kjaer e Zlatan Ibrahimovic. Senza nulla togliere al colpo Salamaekers, il danese ex Siviglia e lo svedese, già vecchia conoscenza del Milan, riescono a far rinascere il Diavolo, dando solidità in difesa e concretezza in attacco.

Durante tutto ciò, a causa di un incidente in elicottero, perde la vita il campione di basket Kobe Bryant. Il suo lutto scuoterà l’intero mondo sportivo.

2/12 – Derby di fuoco e notti europee amare

Febbraio si può racchiudere in due episodi, che vedono protagonisti Inter e Juventus, seppur in competizioni diverse. E’ il momento per Conte di dare un segnale forte. Il 9 febbraio l’Inter vince il derby di ritorno per 4 a 2, dopo aver chiuso il primo tempo sotto per 2 a 0. 15 giorni dopo la Juventus cade durante l’ottavo di andata di Champions a Lione. E’ anche vero che probabilmente febbraio 2020 verrà ricordata per la lite Bugo – Morgan in diretta durante il Festival di Sanremo.

3/12 – Lo stop del calcio a causa del COVID-19

L’8 marzo, in un clima surreale, viene giocato a porte chiuse il derby d’Italia. Juventus ed Inter sembrano scendere in campo perché devono, perché si gioca. E’ l’ultima partita prima che l’Italia si fermi. Il giorno dopo, visto l’aggravarsi dell’epidemia di COVID-19, il Premier Conte dichiara il lockdown nazionale. Gli stadi, prima privi di tifosi, adesso, restano semplicemente chiusi.

Il 10 marzo viene ufficialmente sospesa la Serie A, il 13 marzo la Champions League (2 giorni prima Ilicic con un poker magistrale al Valencia regalava i quarti di finale all’Atalanta), il 17 marzo vengono rinviati gli Europei ed il 24 le Olimpiadi. Per lo sport è l’ora più buia.

4/12 – Tutto tace

Ad aprile la situazione resta sempre la stessa. Alcuni giocatori iniziano a muoversi per dare sostegno concreto in campo sanitario e scientifico. L’intrattenimento principale adesso sono le dirette sui social. Intanto, alcuni campionati valutano la sospensione definitiva con assegnazione del titolo alla attuale prima in classifica. Tra questi, solamente uno dei campionati maggiori procederà in tal senso, la Ligue 1: il titolo andrà d’ufficio al Paris Saint Germain.

5/12 – Il calcio riparte: prima la Bundes

Il 16 maggio il calcio riparte progressivamente. Ad aprire le danze è la Bundes Liga, con 5 partite alle 15.30 ed una alle 18.30. Il primo goal post lockdown lo segna Erling Braut Haaland al minuto 29. Chi se non il ragazzo d’oro del Borussia Dortmund?

6/12 – Il ritorno della Serie A: al Napoli la Coppa Italia

A giugno riprendono gli altri campionati: l’11 la Liga con Siviglia – Betis, il 17 la Premier con Aston Villa – Shieffield United, il 20 la Serie A con Torino – Parma. Il 17 giugno, inoltre, il Napoli di Gattuso batterà ai rigori in finale di Coppa Italia la Juventus di Sarri. Con questa vittoria si conclude la storia di Callejon al Napoli, lo spagnolo saluta in lacrime soltanto virtualmente tutti i suoi tifosi. I bianconeri dovranno “accontentarsi” del solo scudetto.

7/12 – Il pallone d’oro 2020 non verrà assegnato

Nonostante la ripresa dei campionati e l’idea di riprendere la Champions League, France Football decide che – considerando l’anno anomalo – il pallone d’oro non verrà assegnato. A detta della testata francese, riporta Goal.com, “l’equità che prevale in questo titolo onorario non poteva essere preservata, perchè non tutti i giocatori hanno avuto lo stesso trattamento, avendo visto il proprio campionato interrotto a differenza di altri. Quindi come possiamo confrontare l’incomparabile?” A detta di tanti sarebbe stato l’anno di Robert Lewandowski (considerando le vittorie che da lì a poco lo avrebbero aspettato).

8/12 – Il Bayern sul tetto d’Europa

Agosto è invece il mese vissuto all’insegna delle notti europee. A riaprire le danze in Champions è il Manchester City, che elimina il Real Madrid. Due sono le partite che segnano questa competizione. Il 12 luglio il PSG a tempo scaduto, sotto 1 a 0, riesce a fare 2 goal all’Atalanta, ponendo così la parola fine alla favola europea della Dea. Due giorni il Bayern batterà il Barcellona per 8 a 2. I bavaresi, poi, trionferanno in finale sui parigini per 1 a 0 (rete di Coman).

Intanto in Europa League, il 21 agosto, il Siviglia si conferma “Re” della competizione, battendo l’Inter per 3 a 2 (complice, una sfortunata deviazione di Lukaku) e conquistando il titolo per la sesta volta nella sua storia.

9/12 – L’esame di italiano di Suarez

Settembre è il mese della telenovela su Luis Suarez e l’esame “farsa” per ottenere la cittadinanza italiana. L’uruguaiano, ormai in rottura col Barcellona, sembrava essere destinato alla Juventus, ma delle indagini sul suo esame di italiano hanno svelato come questo fosse tutt’altro che meritevole d’esser superato con successo. E così il Pistolero si dovrà accontentare di andare all’Atletico Madrid. Intanto Ibrahimovic risulta positivo al coronavirus.

10/12 – Un mese complicato

Ad ottobre è Cristiano Ronaldo a risultare positivo al tampone. Scoppia inoltre il tanto discusso caso che ha visto parti opposte Juventus e Napoli. I partenopei con due giocatori positivi non scelgono di non partire per Torino, annullando il volo, prima del provvedimento dell’ASL. Inizialmente verrà assegnata la gara alla Juventus (vittoria per 3 a 0 a tavolino); due mesi dopo verrà ribaltato l’esito della decisione e la partita verrà dichiarata da rigiocare.

11/12 – Muore Diego Armando Maradona

Le storie credute importanti, si sbriciolano in pochi istanti, figure e impressioni passate, si fanno lontane e lontana così è la tua estate. E vesti la notte incombente, lasciando vagare la mente, al niente temuto e aspettato, sapendo che questo è il tuo autunno, che adesso è arrivato“, cantava così Francesco Guccini, nel suo brano iconico “Autunno“. Il 25 novembre arriva l’autunno di uno dei più grandi in assoluto della storia del calcio, il 25 novembre muore Diego Armando Maradona.

L’Argentina, la città di Napoli e tutto il mondo del calcio si ritrova scosse dinanzi alla morte di un uomo creduto un dio. Pochi come lui sono riusciti a segnare in maniera profonda la storia del calcio: Pelé, Cruijff, Van Basten, Messi e Cristiano Ronaldo.

12/12 – Il Milan imbattuto, la morte di Paolo Rossi e…

A dicembre il Milan di Pioli riesce a chiudere la stagione post lockwdown con zero sconfitte in campionato e soltanto una in Europa League (3 a 0 contro il Lille). Il Diavolo sotto la guida di Ibrahimovic e con il nuovo tecnico, subentrato a stagione in corso, dopo l’esonero di Giampaolo sembra essere rinato. In un anno Pioli riesce a battere Juventus (in rimonta 4 a 2), Roma, Lazio, Napoli e persino l’Inter (2 a 1, doppietta di Ibrahimovic), ritrovando una vittoria nei derby di campionato che mancava da un lustro intero.

Fonte foto: rainews

Purtroppo però anche il mese di dicembre, coerentemente con l’anno che va a concludere, reca con se una nota negativa: il 9 dicembre muore Paolo Rossi, storico attaccante della Nazionale italiana, vincitore del pallone d’oro ed eroe del Mondiale di Spagna ’82. La sua scomparsa scuote lo stesso Paese che, un tempo, era riuscito ad unire e mandare in festa.

Si chiude così questa reminiscenza dell’anno calcistico 2020, con un sapore amaro, che è entrato nelle vite di tutti a fine febbraio e ancora non l’ha lasciato. Non ci resta quindi che affidarci alla speranza che presto – grazie all’aiuto di medici e ricercatori (e non solo) – si possa tornare alla normalità. D’altre parte, “la speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, – diceva Andy Dufresne ne “Le ali della libertà” – e le cose buone non muoiono mai“.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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