2019/2020 il primo step dell’Inter per diventare grande

Antonio Conte ci crede, come del resto alcuni tifosi e, soprattutto, finchè la matematica dà ancora speranza: l’Inter a 5 giornate dal termine dalla Serie A è ancora in lotta per lo scudetto, trovandosi a soli 6 punti dalla vetta occupata dalla Juventus.  Una cosa che non accadeva da tanti, troppi anni e che forse finalmente fa capire il nuovo status quo che hanno acquisito i nerazzurri, i quali per il prossimo anno si candideranno sicuramente alla lotta per il campionato e ufficialmente come anti-Juve. Tutto questo senza dimenticare che c’è ancora un campionato da concludere, nonostante sia secondo il mio modesto parere, poco attendibile dal punto di vista del risultato: troppo alterato dalla pausa forzata causa Covid-19 e con troppe partite condensate in poche settimane.

Un’interessante analisi, a stagione appena iniziata, su come sarebbe il gioco ideale di Antonio Conte

Analisi sulla stagione 2019/2020 dell’Inter

Il modo più semplice però per capire quanto sia stato grande il lavoro di Conte e quanto l’Inter sia maturata, riuscendo a compiere lo step successivo e raggiungere l’obiettivo, è analizzare i risultati di quest’anno: ottenere una qualificazione tranquilla per la prossima Champions League. La dirigenza nerazzurra avrebbe gradito qualificarsi anche agli ottavi della coppa dalle grandi orecchie ed ora, di conseguenza, pretende una grande fase finale di Europa League.  
I nerazzurri hanno già superato i punti in classifica ottenuti nel 2018/2019, dove la qualificazione alla Champions League era arrivata all’ultima giornata con 69 punti totali, mentre ora la squadra di Conte tocca già quota 71. I gol subiti sono già di più in questa stagione (34) contro quelli della scorsa (33), in compenso però la fase offensiva interista ha realizzato molte più reti (72) rispetto alla scorsa annata (59). Nel 2019/2020, al momento, l’Inter è la squadra con la miglior difesa della Serie A e con il secondo miglior attacco dietro alla mostruosa Atalanta di Gasperini: questo fa capire la bontà del lavoro di Conte e della dirigenza interista, su come si stia tentando di costruire una mentalità vincente ed in grado di tentare di conquistare subito il successo. Senza dimenticare che è stato ottenuto già un numero di vittorie superiore, 21 contro le 20 dell’anno scorso, con 8 pareggi e sole 4 sconfitte rispetto ai 9 pareggi e sconfitte dell’anno precedente.

Una partita che mostra sia i pregi che i difetti dei nerazzurri

L’Inter si è davvero rinforzata?

Ovviamente c’è del rammarico in casa interista, perchè visto come sta andando ora la Juventus c’era seriamente la possibilità di trovarsi in vetta alla classifica in solitario. Ora, però, forse è troppo tardi ed in generale non è positivo parlare con i  “se” e con i “ma”, in ogni caso bisogna parlare di annata positiva per la squadra di Suning. Nonostante cessioni illustri come quelle di Mauro Icardi, Ivan Perisic e Radja Nainggolan e Politano, fondamentali per il 4-2-3-1 di Spalletti, la proprietà ha garantito investimenti come Barella, Lukaku, Sensi, Godin e a gennaio anche Eriksen, senza citare tutti gli altri ceduti e i nuovi arrivati.
L’Inter, in sintesi, ha osato: ha cambiato totalmente la sua struttura, affidandosi ad un allenatore top e cambiando gran parte del parco giocatori che aveva a disposizione, pretendendo delle regole ben definite sia dentro che fuori dal campo. Siamo sicuri che si sia rafforzata e non che abbia, ad esempio, semplicemente cambiando gli interpreti mantenendo valori qualitativi simili? I risultati, al momento, stanno dando ragione alla famiglia Zhang. Sia chiaro, ci sarà probabilmente del pentimento per i tanti punti gettati per immaturità e forza mentale che è venuta a mancare in momenti critici, cosa che solitamente non è mai mancata alle squadre di Conte. Rimane il fatto che però l’Inter è ancora in corsa per due obiettivi su tre, come non accadeva da anni, riuscendo ad essere a tratti dominante in qualche partita della stagione, soprattutto se con l’undici effettivamente titolare tutto a disposizione.

La strada intrapresa da Suning scegliendo Marotta e Conte è chiara e si è già chiaramente compresa: dare all’Inter il lustro che merita e che manca da anni in casa nerazzurra, diventando il maggior competitor e principale rivale della Juventus per provare a rompere un’egemonia che dura, ormai, da quasi un decennio.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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