Premessa: nessun vuole dettare legge o emanare sentenze su una questione già complicata di suo, sopratutto se analizzata in un contesto lontano dalla normalità.

La questione in esame sembra essere abbastanza chiara: 17 medici di club di Serie A, tranne quelli di Juventus, Lazio e Genoa, hanno voluto contestare il protocollo emanato dalla FIGC per la ripresa degli allenamenti. Il protocollo prevede un serie di esami da effettuare prima del “ritorno in campo”, ma siamo sicuri che tutti possono provvedere ad effettuare ciò?

Ripresa degli allenamenti in Serie A

Una prima critica, infatti, si è scagliata sull’utilizzo sproporzionato dei tamponi che dovrà essere effettuato su tutti i giocatori e, naturalmente, sui diversi addetti ai lavori. Ci sono squadre, specialmente le più piccole, che troverebbero diverse difficoltà nel reperimento dei tamponi sia per costi che per tempistiche. E se, quindi, una di queste non dovesse esercitare tutte le richieste cosa succederebbe? Verrebbe esclusa dal campionato? Non penso, anche se la confusione regna sovrana.

Alla ricerca dei tamponi si dovranno aggiungere ulteriori spese con l’obiettivo di mettere in sicurezza i diversi tesserati. Infatti, se realmente si dovesse tornare sui campi di allenamento, le società coinvolte dovranno sanificare tutti gli ambienti, specialmente, le palestre in quanto la prima parte di lavoro verrà svolta all’interno di esse attraverso il pieno rispetto delle norme igieniche e un distanziamento di almeno due metri. Possibile tutto questo? Non credo.

Ipotesi. Riparte la Serie A… Nuovo calciatore positivo, nuovo stop?

Appunto. Ed ecco, invece, il fattore più importante: qualora un giocatore nel bel mezzo della preparazione dovesse risultar positivo come si procederebbe? Il protocollo su questo è abbastanza chiaro poiché pretende la sospensione delle attività e la messa in isolamento del contagiato e di tutte le persona con cui è entrato in contatto.

Quindi, riassumendo il tutto, in caso di positività un’intera squadra verrebbe messa in isolamento dopo aver speso ingenti somme per la sanificazione e per i tamponi. Oltre al danno sanitario inoltre si produrrebbe, in caso di ripresa del campionato, un problema a tutta la Serie A poiché dovranno sorteggiare un nuovo calendario con l’esclusione della squadra ‘contagiata. E quest’ultima quando recupererebbe le partite dato che entro il 2 agosto si dovrà dichiarare fine alle ostilità?

Come ogni amante di questo sport speriamo anche noi che le obiezioni poste dai club verso la Federazione siano solo rivolte ad apporre modifiche per consentire la ripresa in maniera efficace e, soprattutto, tutelata del campionato.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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