122 volte Mertens: il record di gol e un forte legame con la città, “Ciro” a Napoli sarà sempre ricordato

mertens

Di questi tempi giocare sette anni consecutivi nella stessa squadra sembra essere riservato a pochi eletti. Se pensate che siano tanti, vi aggiungiamo un altro dettaglio che non tutti possono vantare. Rimanere sette anni nella stessa squadra e diventare il miglior marcatore della storia del club può apparire quasi utopistico, ma non se ti chiami Dries Mertens.

112esimo gol con doppia valenza: record e finale

L’attaccante del Napoli nella partita di Coppa Italia contro l’Inter giocata sabato scorso ha infatti segnato il suo 122esimo gol con la maglia azzurra, staccando l’ex compagno Hamsik di una lunghezza e piazzandosi in cima alla classifica dei marcatori di tutta la storia partenopea. Un gol che, oltre ad esser stato decisivo per il record, ha permesso al Napoli di qualificarsi per la finale di Coppa Italia che si disputerà mercoledì 17 giugno contro la Juventus. 2 in 1, poteva andare peggio.

Nella storia della squadra e della città

Mertens è quindi entrato nella storia del Napoli, squadra che in passato di giocatori forti ne ha avuti, basti pensare a Maradona o a Careca. Lo stesso “Pibe de Oro” recentemente si è congratulato pubblicamente con l’attaccante belga per il record conseguito, anche queste sono soddisfazioni. Oltre ad essere entrato nella storia del club, Mertens è anche riuscito a diventare un vero e proprio idolo della tifoseria e della città partenopea.

I tifosi azzurri lo hanno infatti rinominato “Ciro Mertens”, attribuendogli uno dei nomi più diffusi della città di Napoli, facendolo sentire così uno di loro a tutti gli effetti. Probabilmente anche il calore di una città calda come Napoli ha influito nella decisione di Mertens di rinnovare il contratto rifiutando la suggestiva offerta dell’Inter. Non c’è ancora l’ufficialità, tutta Napoli l’aspetta ma l’annuncio non dovrebbe tardare ad arrivare.

L’intuizione di Sarri alla base di tutto

Il record di Mertens in gran parte è stato favorito dall’ex allenatore del Napoli Maurizio Sarri, ora allenatore dei rivali della Juventus e avversario in finale di Coppa Italia. Nella stagione 2016/17, infatti, Milik si infortunò gravemente e Sarri, per sopperire all’assenza del polacco, decise di schierare Mertens nel ruolo di falso nueve, aprendogli la strada che porterà poi al record. Nei primi anni di Napoli Mertens era considerato principalmente un “vice Insigne” con il belga che in campo occupava quindi lo stesso ruolo di Lorenzo. In seguito all’infortunio di Milik, Sarri ebbe quindi un’intuizione che si rivelò a dir poco decisiva, con Mertens che nella nuova posizione per tutta la stagione segnava reti su reti, arrivando a concludere il campionato con 28 gol siglati, uno in meno del capocannoniere Dzeko.

Il tridente Insigne-Mertens-Callejon è diventato così un trio d’attacco assai prolifico sia nella stagione 2016/17 ma anche in quella successiva, considerati i continui problemi fisici di Milik ma soprattutto lo straordinario rendimento di Mertens, il quale era diventato praticamente insostituibile, sia per i gol segnati ma anche per la grande sintonia con i due compagni di reparto.

E’ l’ora dei trofei: non c’è due senza tre

Con l’arrivo di Ancelotti Mertens non ha avuto la stessa continuità dal punto di vista del minutaggio in quanto il nuovo allenatore era più propenso a cambiare con molta frequenza gli interpreti della squadra dal primo minuto. Tuttavia l’importanza di Mertens all’interno del Napoli non è di certo diminuita e i gol non sono mai mancati. Ciò che manca è invece la conquista di un trofeo in tempi recenti, essendo l’ultimo risalente al 2014 quando il Napoli vinse la Supercoppa Italiana contro la Juventus. Nella stagione precedente invece il belga ha alzato la Coppa Italia contro la Fiorentina segnando anche un gol in finale. Adesso, a distanza di cinque anni e mezzo dall’ultimo trofeo Mertens punta ad alzarne un altro, magari da protagonista, e la finale di Coppa Italia contro la Juventus è di certo un’occasione da non farsi sfuggire.

Un nome che verrà sempre ricordato

Tra Mertens e la città di Napoli c’è un legame che va oltre al calcio, e questo incide nell’innalzare il valore del belga nell’immaginario collettivo napoletano. Per esempio, nella città vesuviana è stato molto gradito il gesto di Mertens quando si improvvisò fattorino e consegnò le pizze ai senzatetto, un gesto molto apprezzato da tutti i tifosi, non solo napoletani.

Probabilmente in questo momento non se ne sarà ancora reso conto, perché non è facile realizzarlo, ma Mertens è destinato a rimanere nella storia del Napoli e il suo nome non verrà mai cancellato nelle pagine azzurre. Il primato è stato raggiunto, complice anche un’intuizione geniale di Sarri che lo ha reso ancora più prolifico esaltandone alcune doti nascoste. La storia tra Mertens e il Napoli continuerà a braccetto nella speranza di arricchirla con un altro trofeo che soddisferebbe entrambi, oltre naturalmente i tifosi.

Il gol contro l’Inter ha catapultato definitivamente Mertens nella leggenda azzurra e, come accade ai più fortunati e ai più talentuosi, il suo nome sarà ricordato anche tra 100 anni. Anzi, facciamo 122 visto che siamo in tema.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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