111 anni di storia del FC Lugano: la storia del club, vittorie ed evoluzione

LA STORIA DEL SODALIZIO LUGANESE

Gli albori e i primi decenni

La prima squadra

La storia del Football Club Lugano, squadra dell’omonimo centro ticinese, nasce il 28 luglio 1908: presidente-fondatore è Ernesto Corsini; terreno di gioco il Campo Marzio.
Gli storici colori sociali, il bianco e il nero, si impongono a partire dal 1916 e vengono esportati per la prima volta nell’élite del calcio svizzero nel 1922. Per il primo trionfo bisogna attendere il 1931, anno nel corso del quale i ticinesi sollevano la Coppa Svizzera.
La prima affermazione nel campionato nazionale risale invece alla stagione 1937-1938.
Nel corso di un decennio particolarmente sorridente, i luganesi hanno sbaragliato la concorrenza nelle stagioni 1940-1941 e 1948-1949. Vittime del successo della compagine cittadina, le autorità riconoscono la necessità di costruire un nuovo teatro sportivo: è nel 1951 che avviene l’inaugurazione dello Stadio comunale di Cornaredo, impianto (ormai obsoleto) che ospita tutt’oggi gli incontri della squadra locale.
Nel 1968 il Lugano si impone ancora in Coppa Svizzera e respira aria europea.

Gli anni ’90 e la quiete prima della tempesta

La stagione 1996-1997 passa agli annali come quella della retrocessione, dopo che i Bianconeri (tra altri alti e bassi) avevano inanellato la terza Coppa Svizzera nel 1993 e avevano eliminato l’Inter in un doppio confronto nell’edizione ’95-’96 della Coppa UEFA. Al termine della stagione 1997-1998, la società luganese ha sùbito ritrovato un posto nella massima serie.

Le pagine nere: le difficoltà, il fallimento e la rinascita

Striscione della Lugano ultras

A partire dalla stagione 2001-2002, la compagine ticinese vive un’epoca buia a livello societario, culminata con il fallimento, dichiarato il 27 marzo 2003. Nella medesima data vede la luce l’Associazione Calcio Lugano, che iscriverà l’Under-21 in Seconda Lega Interregionale. Fondendosi con il Malcantone Agno, l’AC Lugano si riaffaccia in Challenge League nel 2004.

La gestione-Preziosi

Due anni più tardi, il club passa tra le mani di Preziosi, che affiderà il Lugano a Pastorello. Il 2008 è un anno che sorride ai fedelissimi: la società ritrova la denominazione Football Club Lugano e il vecchio logo. Nelle stagioni 2008-2009 e 2009-2010 il Lugano flirta con la promozione, ma il suo sogno si infrange nello spareggio promozione-relegazione. Nella stagione successiva Angelo Renzetti fa la sua entrata in scena: rileva il 20% delle quote e ricopre il ruolo di presidente; mentre Pastorello esce dall’organigramma societario. Complice un calo sul più bello, il Lugano deve nuovamente abbandonare il progetto-promozione.

L’era-Renzetti: in continuo crescendo

Angelo Renzetti 2017
Angelo Renzetti, presidente del FC Lugano

Ai nastri di partenza del campionato 2012-2013, Renzetti diventa azionista di maggioranza, forte del 60% delle azioni della società anonima.
Dopo un secondo posto maturato nel 2013-2014, nell’anno successivo Pablo Bentancur entra in società, detenendone il 40%. La stagione 2014-2015 sancisce il ritorno del Lugano nella massima serie: gli uomini guidati da Livio Bordoli possono infatti festeggiare l’agognata promozione sul campo del Biel/Bienne. L’ambiente è in festa, ma alcuni attriti portano ad un cambiamento in panchina: a subentrare è Zeman, allenatore che, tra le altre cose, fa crescere attorno al Lugano l’interesse dei suoi fedeli accoliti della vicina Penisola.
La ‘cura-Zeman’ porta ad una sconfitta in finale di Coppa Svizzera e ad una salvezza in extremis, ottenuta all’ultimo respiro. Il boemo non prolunga la sua avventura sulle rive del Ceresio, e a prenderne il posto è Andrea Manzo, prima ad interim e successivamente in pianta stabile.
Il tecnico italiano, dopo un inizio incoraggiante, ha pagato un fatale calo di rendimento: il 21 dicembre è il giorno dell’insediamento di Paolo Tramezzani.
Con il discepolo di De Biasi, il Lugano trova un’alchimia vincente e, grazie anche al contributo realizzativo di Sadiku ed Alioski, ottiene una storica qualificazione diretta ai gironi di Uefa Europa League.
Anche in questo caso, c’è separazione (questa volta turbolenta) tra società ed allenatore: al suo posto ritorna Pierluigi Tami, abile soprattutto a far ottenere ai suoi 9 punti (che tuttavia non sono bastati per il passaggio del turno) in Europa League.
A seguito di una chiara flessione e di alcune divergenze, la squadra luganese passa in aprile sotto la conduzione di Guillermo Abascal. Riconfermato per la stagione successiva, anche il tecnico iberico viene esonerato: al posto suo si issa Fabio Celestini, che nella stagione 2018-2019 ha condotto i Bianconeri alla seconda qualificazione diretta ai gironi di Uefa Europa League in tre anni.
Dopo aver presentato questa ‘sterile’ cronistoria, ci focalizzeremo sugli ultimi (e felici) anni cercando di estrapolare alcuni segreti del successo di cui la società può fregiarsi.

Lugano, alcune chiavi del successo

Renzetti, dopo aver ottenuto la maggioranza del pacchetto azionario e ‘flirtato’ con la promozione, è riuscito a riportare i colori bianconeri nell’élite del calcio svizzero.

Una gestione patrimoniale sana

Il grande merito del presidente di origini abruzzesi è quello di mai fare il passo più lungo della gamba: l’immobiliarista non si è mai lanciato in voli pindarici e ha sempre anteposto il benessere delle casse societarie a risultati frutti di magheggi contabili.

Un mercato sempre più assennato e fruttuoso

Il Lugano, inoltre, ha progressivamente cambiato politica: anziché guardare con speranza al mercato italiano firmando giocatori ormai sul viale del tramonto, ha rivolto la sua attenzione su profili più giovani e ‘affamati’. Sul mercato, inoltre, la società si è (con l’incedere del tempo) affidata sempre meno a giocatori della scuderia di un procuratore o di un altro. Avendo a disposizione risorse limitate pure per la massima serie confederata, il club ha iniziato a mettere sotto contratto dei giocatori dal potenziale grezzo per poterli poi rivendere a un prezzo superiore e garantirsi quindi la sopravvivenza sportiva.

Un’evoluzione a livello societario-organizzativo

Un passo-chiave, che ha permesso di ottenere gli exploit dei quali abbiamo già riferito, è stato quello di rimpolpare l’organigramma societario (in precedenza ridotto all’osso): il presidente si è circondato di professionisti con un bagaglio disparato di conoscenze; e questo strutturare consente ai luganesi di ottenere in prima istanza la licenza per poter giocare in Raiffeisen Super League.

Questi, ed altri accorgimenti, hanno proiettato il FC Lugano ad un’altra dimensione: da piccola società in balia tra i grandi, è diventato una realtà di riferimento a livello nazionale. A giovarne è stato anche il suo appeal: inizialmente, molte pedine della rosa erano in prestito; successivamente, sempre di più sono diventati i giocatori di proprietà (con contratti pluriennali) e di qualità comprovata (l’ultima campagna acquisti, di sicuro livello, conferma questa nuova capacità d’attrazione di cui gode la piazza luganese).

Lugano, quo vadis?

Il futuro azionista di maggioranza

Sempre più in difficoltà a gestire più che egregiamente la sua squadra, il presidente Renzetti da anni sta sondando un eventuale interesse a rivelare delle quote di minoranza o, in alternativa, di maggioranza. Dopo aver chiuso la porta in faccia ad alcuni profili che ha giudicato potenzialmente dannosi per una sana sopravvivenza del Lugano (tra i quali circolava anche il nome di Raiola), il patron sembra aver trovato la persona ideale per prenderne l’eredità: si tratta di Leonid Novoselskiy, imprenditore russo da alcuni anni attivo nel settore giovanile della squadra; l’uomo d’affari avrebbe già potuto far valere un’opzione che lo avrebbe reso socio di maggioranza, ma ha preferito temporaneamente aspettare che i tempi fossero più maturi.

Un nuovo stadio

L’attuale Stadio comunale di Cornaredo

Per quanto concerne lo stadio, la Swiss Football League ha imposto un altro ultimatum, e il dossier sembra finalmente aver subìto un’accelerata: la Città ha assicurato il proprio impegno volto a permettere la costruzione di un nuovo stadio adatto ai tempi che corrono; anche perché il Lugano, tanto due anni fa quanto quest’anno, deve vivere le campagne europee lontano dalle mura amiche, con un conseguente aumento dei costi e una diminuzione del pubblico presente.

Una tifoseria fedele e instancabile

La società luganese, tanto negli alti quanto nei bassi, ha sempre potuto vantare al proprio seguito un gruppo di fedelissimi seguaci. Attualmente, ad impedire una maggiore cornice di pubblico, ci sono diversi fattori: uno stadio anacronistico e poco ospitale (soprattutto per le famiglie), la forte concorrenza di una compagine di hockey su ghiaccio e delle maggiori società calcistiche della vicina Italia. Ma anche in questo senso il club sta lavorando: oltre ai risultati, utili ad attirare un pubblico luganese particolarmente esigente, sta proponendo sempre più iniziative atte a fidelizzare soprattutto le nuove generazioni di potenziali tifosi.

Chi vi scrive non può annoverarsi tra i tifosi doc: non ha vissuto veramente e attivamente gli anni di purgatorio in Challenge League e non ha sofferto durante gli anni turbolenti, culminati nel fallimento.
Tifare Lugano, anche se per un’infima percentuale dei 111 (centoundici) anni di storia che questa gloriosa società ha alle spalle, è un privilegio dal quale si può ricavare giovamento tanto nei più esaltanti successi quanto nelle più brucianti sconfitte: il Lugano e la famiglia che lo segue restano, in qualsiasi categoria militi e qualunque giocatore schieri.
La dirigenza attuale ha posto delle solidissime fondamenta per un futuro quantomeno sereno; capiti quel che capiti, di una sola cosa posso dichiararmi certo: la storia del Lugano potrà subire degli arresti, ma non vedrà mai una definitiva fine. Altri 1000 di questi anni, caro Football Club Lugano!

CONDIVIDI
Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008