Storie di Calcio #12: 20 ottobre 1982, la tragedia celata del Luzhniki

Luzhniki
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Dodicesimo appuntamento con Storie di Calcio. Torniamo in Russia per raccontare una delle principali tragedie legate al calcio, rimasta nascosta per molti anni.

Nel corso degli anni, all’interno del mondo del calcio si sono registrate, purtroppo, numerose tragedie. La più importante per il calcio italiano è senza dubbio quella dell’Heysel, dove poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, 39 tifosi persero la vita, tra cui 32 italiani. Ma come quella dell’Heysel, tante altre tragedie hanno colpito il calcio, come quella dell’Hillsborough, dove morirono 56 persone, piuttosto che quella di Bradford, dove 56 persone persero la vita. Tuttavia, prima di tutte queste avvenne un’altra tragedia, rimasta segreta per molti anni: quella dello stadio Luzhniki.

È il 20 ottobre 1982. Allo Stadio Centrale Lenin di Mosca, l’attuale Stadio Luzhniki, si gioca il match valido per i 16esimi di Coppa UEFA. Ad affrontarsi sono i padroni di casa dello Spartak Mosca contro gli olandesi dell’HFC Haarlem. Storicamente, le partite dello Spartak attiravano sempre un grande pubblico, e anche quella sera, nonostante una temperatura che si aggirava intorno ai -10°, allo stadio erano presenti oltre 15 persone, tra i quali un centinaio di audaci e coraggiosi tifosi olandesi. La maggioranza dei supporters è stipata nella tribuna est dell’impianto, principalmente perché gran parte del resto delle tribune è ricoperto da un importante strato di ghiaccio.

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La partita in sé non regala grandi emozioni. Lo Spartak Mosca passa in vantaggio con Edgar Gess, e oltre al gol non si registrano azioni importanti. Le condizioni climatiche sono forti e si fanno sentire anche sul campo. Con la partita che si avvia verso la fine, gran parte della tifoseria inizia a defluire verso le uscite a pochi minuti dal termine del match, ovviamente prestando grande attenzione agli scalini e alle rampe coperte di ghiaccio. E in quelli istanti, Sergei Shvetsov segna e raddoppia per i padroni di casa. «Non avrei mai voluto segnare quel gol» commentò il difensore successivamente.

Sì perché quel gol segnò l’inizio della tragedia. Avendo sentito il boato dei tifosi rimasti sugli spalti, i supporters che avevano preso la via dell’uscita tentarono di tornare sugli spalti. Qui furono bloccati dal muro della polizia russa, la quale appunto bloccò i tifosi comprimendoli in quello che, presumibilmente, era l’unico tunnel di uscita. Ben presto si creò una calca in cui numerose persone rimasero schiacciate, mentre altre, che riuscirono a passare il muro della polizia, rimasero vittime del ghiaccio sulla scale. Nella tribuna est del Luzhniki calò un silenzio attonito, in cui rimbombavano solo le urla strazianti delle persone sommerse dalla calca.

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Sullo sfondo la tribuna Est dello stadio

Sotto molti aspetti bisogna quasi obbligatoriamente usare il condizionale, in quanto la polizia russa e anche l’allora governo Breznev cercarono di insabbiare tutto l’accaduto. Quindi non esistono rapporti ufficiali sulla tragedia. Solo dopo mesi e mesi iniziarono a venire a galla i primi dettagli. Da una lunga inchiesta ordinata da Jurii Andropov, successore di Breznev, venne a galla che furono 67 le persone morte in quella tragica serata. Tuttavia, secondi fonti non ufficiali le vittime sarebbero almeno 300. Come detto non si saprà mai la vera gravità di questa tragedia, in quanto le autorità russe hanno nascosto tutti i numeri per anni, e tutt’oggi è molto complicato ricostruire i fatti di quel giorno.

Venticinque anni dopo, il 20 ottobre 2007, gli ex giocatori di Spartak Mosca e HFC Haarlem organizzarono una partita amichevole per commemorare le vittime di quella notte del 1982. Una tragedia rimasta segreta per troppi anni, all’interno di una fitta censura che caratterizzata l’allora regime sovietico.

Marco Razzini

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni ’90 e inizio 2000, l’amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.