Spalletti, Platone e quegli istinti da frenare: l’Inter divisa tra sogno scudetto e realtà

Icardi
Condividi la notizia sui social

Gli impulsi e i desideri: due sfere dell’animo umano le cui dosi hanno l’onere di non sforare nell’eccesso, né con la prima condizione, né tanto meno con la seconda. Cosa succede se a dover far fronte alle due forze è l’Inter, la squadra “pazza” per eccellenza?

Nella Grecia Classica, il filosofo Platone, il quale pose le basi della filosofia occidentale insieme a Socrate e Aristotele, analizzò la struttura dell’anima dell’uomo, affermandone la tripartizione. L’anima si suddividerebbe dunque in tre parti: la parte razionale, che corrisponde alla ragione; la parte concupiscibile, indicante i desideri; la parte irascibile, equivalente agli impulsi. Ruolo decisivo e fondamentale è svolto dalla parte razionale che, pur essendo meno forte degli altri due aspetti, li governa e fa sì che nell’uomo si affermi un equilibrio tra le suddette forze. Dunque, per formare un’unità strutturale ben delineata è fondamentale che l’azione degli impulsi e dei sogni nell’uomo sia controllata da quel nobile guardiano qual è la ragione.

IcardiDando uno sguardo in Serie A c’è chi, volando ad alta quota tra le ali dell’entusiasmo senza il fatidico equilibrio, può rischiare di bruciarsi avvicinandosi troppo al sole. Stiamo parlando dell’Inter di Luciano Spalletti, che attualmente è seconda dietro al Napoli a quota 33 punti. La nobile posizione in classifica dei nerazzurri è favorita certamente dalla mole realizzativa del capitano Icardi, il quale sparisce in alcune gare, ma poi si prende con tracotanza la scena a suon di marcature multiple, come accaduto contro l’Atalanta con una pregevole doppietta tutta di testa. Senza dimenticare l’ottima fase difensiva, la qualità del palleggio che cresce sempre più, la grinta, la corsa e chi più ne ha più ne metta. Ma allora è possibile sognare qualcosa in più della qualificazione in Champions League? 

Dopo anni ricchi di delusione, l’Inter si ritrova lì in alto, quasi per caso, con la rosa che non è troppo lontana da quella della scorsa disastrosa stagione. Pochi innesti ma funzionali ed efficienti: ecco la strategia di mercato di Sabatini & Co., tattica però “involontaria”, indotta prevalentemente dalle esigenze del FFP. Skriniar si sta dimostrando il miglior acquisto dell’intero campionato, complici prestazioni mastodontiche da veterano, nonostante i soli 22 anni recitati dalla sua carta d’identità. Vecino dà equilibrio, grinta e al contempo qualità a una mediana da anni problematica. Infine c’è Borja Valero, il quale con la sua esperienza e la sua immensa classe si sta togliendo non pochi sassolini dalla scarpa a suon di ottime gare, dopo le critiche e i dubbi estivi.
L’innesto più importante è stato però fatto in panchina, con l’arrivo di Luciano Spalletti, che con il suo fare da Vate sta rivoluzionando la Milano nerazzurra, tra entusiasmo, chicche e personalità di stampo “Mourinhano“.

Sebbene l’Inter sia ancora imbattuta e sia davanti alla Juventus, le mancanze e le lacune che la separano dai bianconeri e dal Napoli appaiono ancora evidenti. Nonostante le competizioni da affrontare siano solo due, la coperta nerazzurra è davvero troppo corta, specie in difesa, dove si prega che Skriniar e Miranda non accusino mai malanni di nessun tipo, e a centrocampo, reparto dove ci sono cinque uomini per tre posti, tra i quali nessun trequartista puro, o “assaltatore”, come definito dallo stesso Spalletti. Tali molteplici mancanze, con tutta probabilità, non verranno però colmate dal mercato di gennaio, complice quella prigione chiamata Fair Play Finanziario.
La serenità dello spogliatoio è intaccata dai mugugni di chi, tra vecchi e nuovi arrivati, reclama a gran voce spazio che, con tutta probabilità, non riuscirà ad avere a breve.
Infine, le pressioni sulla squadra aumenteranno proporzionalmente alle vittorie, se continueranno ad arrivare: la squadra è già matura mentalmente per far fronte a cotante aspettative? Difficile per chi solo sette mesi fa chiuse il campionato al 7° posto fuori dall’Europa.

SpallettiContestualmente, è lecito sognare, seppur in maniera moderata, nel caso in cui i risultati realmente continuino ad arrivare come sta accadendo in queste settimane. La solidità difensiva sembra esserci e, unita alle ben note capacità tra i pali di Handanovic, non può sciogliersi come neve al sole. La fase offensiva promette bene, dato il collaudato meccanismo degli esterni “cross per Icardi e rete“, soprattutto vedendo che il Re Mida argentino non smette di migliorare, arrivando alla media perfetta di un gol a partita (13 reti in 13 gare). Per concludere, Spalletti è noto per la sua grande capacità nel migliorare e nel tirare fuori il massimo da ogni singolo giocatore, e ciò sta già avvenendo con molteplici uomini, partendo da D’Ambrosio, passando per Nagatomo, fino ad arrivare a Vecino e così via: tale processo, se continuerà il suo corso, non può che rivelarsi decisivo per le sorti future della squadra nerazzurra e delle sue regali ambizioni.

Percorrendo nuovamente la filosofia platonica, la tripartizione dell’anima è spiegata mediante un mito, ovvero il “mito della biga alata“. L’anima è un carro guidato da un auriga che controlla due cavalli, uno bianco e uno nero. L’auriga è rappresentata dalla ragione, la quale deve governare i due cavalli, rappresentanti gli impulsi e i desideri, facendo sì che regni l’equilibrio tra le parti. Allo stesso modo, Spalletti deve guidare l’Inter garantendo il giusto equilibrio, trascinando e controllando le ambizioni, gli impulsi e le volontà nascoste che fremono e vogliono scatenare la propria forza, oltrepassando la ragione.

L’auriga di Certaldo riuscirà a compiere quest’opera di controllo dalle enormi responsabilità, trasformando i sogni apparentemente utopici in realtà, o la pazza indole dell’Inter prevarrà sulla ragione e porterà a una lenta e totale decadenza?  

Guarda Anche...

CONDIVIDI

Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall’infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese. Sogni? Diventare un rinomato scrittore, necessariamente felice.