Sampdoria, Ramirez: “Spettacolare segnare nel derby, mi sento a casa”

gaston ramirez
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Il fantasista della Sampdoria Gaston Ramirez ha rilasciato una lunga intervista all’edizione genovese di Repubblica. Tanti i temi trattati dall’uruguaiano, autore di uno dei due gol con cui i blucerchiati hanno superato i cugini del Genoa. Queste le sue parole, riportate da Calciomercato.com:

“Segnare è stata una sensazione spettacolare. Ho anche altri gol nel cuore, mi ricordo ancora adesso il mio primo in Italia, contro la Lazio del mio compagno di nazionale Muslera, ma mai avevo segnato in un derby. E farlo in una serata così, davanti ai loro tifosi, è stato bellissimo. Ho iniziato a correre appena ho visto la traiettoria del rinvio. Zapata vince i contrasti aerei nel 95 per cento dei casi, e io e Quagliarella sappiamo di poter puntare la schiena dei difensori per cercare la palla. Io ero più aperto verso la destra, il difensore ha stretto su Fabio e quando ho visto il rimbalzo mi son detto che quella palla doveva essere mia. Per tre secondi forse neanche ho pensato se cercare il rigore e poi ho scelto d’istinto, nel modo migliore. Sono arrivato a calciare con il passo lungo, il pallone pareva non entrare più, ma è andata bene”.

Ancora sul gol e sulla piazza doriana: “Un premio al lavoro di queste settimane. Ho avuto qualche problema fisico, ho sentito la fatica dell’inizio della stagione e non mi sono allenato al meglio per un po’. Ora però sto crescendo. Qui ho trovato una piazza ambiziosa ma anche una grande serenità. Mi sento a casa con tanti sudamericani, un gruppo dove ci si diverte e c’è tanta sana competizione, tifosi speciali. In Inghilterra c’è troppa freddezza, in altre piazze non ti lasciano vivere, qui c’è la giusta via di mezzo. Allo stadio valgono come un uomo in più, ma hanno la maturità per capire che si può anche perdere, accettare gli errori, rispettare le persone anche nelle difficoltà. E questo fa piacere, fa lavorare meglio, ci si sente a casa per davvero”.

Sulla Juventus, prossimo avversario: “La settimana scorsa abbiamo lavorato molto sul piano fisico, visto che la prossima pausa ci sarà solamente a marzo. Per il resto c’è poco da preparare, dovremo provare a fare il nostro gioco e impedire loro di fare lo stesso. Nel calcio chi tiene più la palla ha più possibilità di vincere. Se riusciremo a togliergliela dovranno correre per riprendersela, e avremo più chance di prevalere”.

Sul suo luogo di nascita: “Brava gente che vive di poco, un porto, tanta tranquillità. Io sono cresciuto giocando per strada, tutto il giorno con il pallone: sotto i lampioni quando c’era buio, sotto il sole, dopo la scuola, ancora meglio sotto la pioggia perché nessuno poteva disturbarci. Per i bambini di oggi sarà diverso, tra play station e tv, ed è un peccato. Nostalgia? No, sono bei ricordi di chi a 15 anni era già al Penarol, a 20 in Europa, e oggi sa di aver sacrificato tanto ma di poter essere anche soddisfatto di quello che ha combinato”.

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