Sampdoria, Quagliarella: “A Napoli un incubo, ho ricevuto minacce di ogni tipo. Riappacificarmi con la città mi ha riempito il cuore”

quagliarella

Sarà Fabio Quagliarella il protagonista del nuovo appuntamento con la trasmissione di Sky Sport “I Signori del Calcio”, con la nuova puntata che andrà in onda domani, sabato 22 aprile, alle 23.45 su Sky Sport 1 HD.
E’ stato possibile ottenere uno stralcio dell’intervista rilasciata dall’attaccante della Sampdoria ai microfoni di Sky, dove il 34enne ha parlato di diversi argomenti.
Le dichiarazioni rese note riguardanti il periodo vissuto dal calciatore a Napoli e della vicenda che lo ha visto vittima di stalking ed altri tipi di importuni, che hanno reso la permanenza del nativo di Castellammare di Stabia nella città partenopea un vero e proprio inferno.
Il giocatore ha poi affermato di sentirsi felice per essersi riappacificato con la città napoletana e che i gesti compiuti da questi ultimi per esprimere la loro vicinanza nei confronti di uno dei paladini degli azzurri dell’era di De Laurentiis gli hanno riempito il cuore.
Ecco le parole di Quagliarella:
“Dal mio arrivo a Napoli, anzi già da un anno prima, iniziavano ad arrivarmi lettere anonime, minacce di morte, messaggi sul telefonino di ogni genere, a me, a mio padre, a mia madre, di qualsiasi natura. Attacchi brutti di pedofilia, di camorra. E da lì è iniziato un incubo. È iniziata a venire a mancare la serenità per giocare. Questo fatto era diventato un incubo, un’ossessione. Qualsiasi persona ti guardasse, tu avresti potuto dire ‘può essere lui, può essere l’altro’. E credetemi, io non amo tanto ritornarci su, perché fa male, perché è come riaprire una ferita che mi sono portato dietro per diversi anni. Non è una cosa di uno, due, tre mesi, stiamo parlando di anni e anni. Tengo molto al fatto che con la mia gente sia ritornato il sereno. Quello striscione che è stato esposto in Napoli-Atalanta, ho fatto fare un poster e ce l’ho a casa. ‘Nell’incubo in cui hai vissuto enorme dignità, ci riabbracceremo presto Fabio, figlio di questa città’. Cosa dire? Non era dovuto nei miei confronti, ma è una cosa che mi ha riempito il cuore all’ennesima potenza”. 

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